f24 tasse giuseppe conte

IL GIORNO PIÙ BUIO DEI TARTASSATI - OGGI SCATTA IL VERSAMENTO PER 4,5 MILIONI DI CONTRIBUENTI. MA MOLTI COMMERCIANTI: ''SE LE TASSE NON SLITTANO, SAREMO COSTRETTI A CHIUDERE''. I COMMERCIALISTI MINACCIANO LO SCIOPERO FISCALE, SALVINI LO CAVALCA - MA IL GOVERNO APRE SOLO A UN RINVIO DELLE SCADENZE AUTUNNALI: OGGI L'IVA SI PAGA…

1. L'URLO DEI COMMERCIANTI "COSTRETTI A CHIUDERE SE LE TASSE NON SLITTANO"

Luca Monticelli per ''La Stampa''

 

gualtieri conte patuanelli

Il giorno del conto è arrivato. Il Mef è stato irremovibile e oggi scatta il tax day con 4,5 milioni di partite Iva chiamate all'appello per onorare le scadenze fiscali già slittate il 30 giugno. Una partita che per le casse dello Stato vale otto miliardi e mezzo. Le piccole imprese sono sul piede di guerra e temono che la stangata acceleri la chiusura di tante realtà in debito d'ossigeno a fronte di una ripresa che stenta. Il centrodestra cavalca la ribellione dei commercialisti pronti a incrociare le braccia e propone la disobbedienza verso il fisco. Matteo Salvini dice di voler sostenere con i legali e gli esperti del Carroccio «la protesta fiscale di partite Iva, lavoratori autonomi e commercialisti: è una follia costringere milioni di cittadini a pagare le tasse minacciando multe e sanzioni», attacca.

 

L'affondo del leader della Lega fa breccia nella maggioranza dove le acque sono agitate. Il capogruppo al Senato di Italia viva, Davide Faraone, pensa che chiedere soldi agli autonomi a due mesi dal lockdown sia una «follia». Per i renziani il mancato differimento amplificherà le difficoltà finanziarie e rischia di «innescare la spirale dell'usura». Iv è pronta a riportare la questione all'attenzione del Parlamento, dopo che già in commissione alla Camera aveva presentato un emendamento al decreto Rilancio che stabiliva lo slittamento a novembre, ma venne bocciato.

tasse

 

 Anche Di Maio è molto critico rispetto a questa scelta. Nei giorni scorsi, infatti, il ministro degli Esteri si era esposto dichiarandosi a favore del rinvio. «Non possiamo pensare di far pagare le tasse nel momento in cui l'Italia sta uscendo da un periodo di pandemia, dobbiamo dare respiro ai nostri imprenditori», aveva detto intervistato da "Stasera Italia" su Rete 4. Nei 5 Stelle lo posizioni sono diverse. Alessio Villarosa, sottosegretario in via XX Settembre, voleva la dilazione mentre la vice di Gualtieri, Laura Castelli, non ha mai avuto intenzione di fare sconti. Le porte del governo dunque restano chiuse, ma Confcommercio non ci sta e invoca una soluzione per evitare la mazzata: «Occorre che si prenda atto di una situazione che vedrà migliaia di imprese e lavoratori autonomi impossibilitati a procedere ai pagamenti».

 

Secondo la confederazione, l'esecutivo giallorosso deve trarre le conseguenze «riaprendo i termini per i versamenti di saldo e acconto almeno fino al 30 settembre e prevedendo poi moratorie fiscali più ampie. Se così non fosse il rischio chiusura si rafforzerebbe. Il suo impatto diretto e indiretto sulla finanza pubblica sarebbe ben maggiore di quello derivante dalla proroga delle scadenze fiscali». Allarme condiviso da Forza Italia che accusa Palazzo Chigi di tenere «un comportamento inqualificabile» e di non rispettare contribuenti e commercialisti. Perciò il responsabile economico Renato Brunetta e il capo dei Dipartimenti azzurri Giorgio Mulè suggeriscono al Tesoro «di inserire, nel primo provvedimento utile, una norma di "proroga ex post" che escluda sanzioni per le piccole imprese e le partite Iva individuali che verseranno entro il 30 settembre».

roberto gualtieri si congratula con giuseppe conte per l'informativa sul mes

 

 Per quel mese, però, il governo ha altri piani e sta già pensando di permettere la rateizzazione delle ritenute e dei contributi sospesi che vanno a scadere il 16, finanziando l'operazione in deficit con il decreto di agosto. Da oggi a fine luglio saranno 246 le scadenze fiscali accumulate a causa della pandemia. Tra i versamenti da corrispondere ci sono, appunto, il saldo 2019 e l'acconto 2020 delle imposte sui redditi; l'imposta di bollo sulle fatture elettroniche; il diritto annuale alla Camera di Commercio; la cedolare secca; l'Ires e l'Irap. Chi vuole potrà optare per la finestra del 20 agosto con una maggiorazione dello 0,4%. Il rischio è che in molti scelgano la strada più semplice per sopravvivere: non pagare.

 

 

 

2. TASSE, IL GOVERNO TIENE DURO: CON IL RINVIO RISCHIO INGORGO

Francesco Bisozzi per ''Il Messaggero''

 

Scoccato il D-day delle imposte. Chiamati alla cassa oltre 4 milioni di contribuenti, soprattutto partite Iva, dopo il mancato rinvio a settembre dei versamenti degli acconti e dei saldi delle imposte sui redditi, programmati in precedenza per la fine di giugno. Parliamo di un flusso di cassa che, secondo le stime, vale oltre 8 miliardi di euro. Ma i commercialisti sono sul piede di guerra (in questi mesi le misure anti-contagio hanno rallentato di molto l'attività degli studi che ora hanno il fiato corto) e minacciano lo sciopero. In trincea i partiti dell'opposizione, che invitano alla disobbedienze tributaria. Ma il D-day delle tasse scuote pure la maggioranza.

 

Il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, che in precedenza aveva spinto per inserire nel decreto Rilancio un rinvio del pagamento delle tasse al 30 novembre, proposta poi bocciata, si è smarcato dal governo. Intanto la proposta anticipata al Messaggero dal direttore dell'Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che punta ad abolire il sistema di saldo e acconto a favore di un prelievo mensile diretto e automatizzato, è piaciuta agli operatori professionali.

tasse

 

GLI ADEMPIMENTI

Sarà comunque un lunedì ad altissima concentrazione di scadenze. Si pagano Irpef, Ires e Irap (saldo 2019 e acconto 2020), l'Iva della dichiarazione annuale (se non pagata in precesenza), il saldo 2019 della cedolare secca e il primo acconto 2020, il diritto annuale alla Camera di Commercio, l'imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2020, oltre a imposte e contributi previdenziali e assistenziali sulla base della dichiarazione dei redditi (per titolari di partita Iva e soci di società).

 

Ieri si è scagliato contro il governo anche il leader della Lega Matteo Salvini: «Siamo pronti a sostenere con i nostri legali la protesta fiscale di partite Iva, lavoratori autonomi e commercialisti, perché riteniamo sia una follia costringere milioni di cittadini a pagare oggi le tasse». Sul carro dei contrari è salita poi la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. «Il no del governo al rinvio della scadenza fiscale del 20 luglio è una batosta per milioni di lavoratori e partite Iva che stanno affrontando la crisi economica innescata dal Covid e che semplicemente non hanno la liquidità per far fronte al pagamento delle imposte», ha tuonato su Facebook la leader di Fdi.

commercialista

 

Sulla stessa linea d'onda Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera: «La nostra ricetta è nota, occorre rinviare tutte le scadenza fiscali al 2021». Ma il governo spiega che le scadenze ordinarie del 30 giugno e del 30 luglio (quest' ultima con maggiorazione dello 0,4 per cento) avevano già beneficiato di una proroga al 20 luglio e al 20 agosto e che non era possibile fare di più. Fari puntati sul ministero dell'Economia. «Farci passare come nemici dei contribuenti è assurdo considerato che abbiamo messo in pista sgravi fiscali per 7,5 miliardi di tasse in meno nel 2020, oltre 21 miliardi nel 2021 e 28,5 miliardi nel 2022», fa i conti il sottosegretario all'Economia Antonio Misiani. Il quale, invitando a non «strumentalizzare politicamente la vicenda» rileva che un rinvio causerebbe comunque «un grande ingorgo fiscale a settembre».

 

LA TRASFORMAZIONE

ernesto maria ruffini

Per quanto riguarda la proposta avanzata sul Messaggero dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, per semplificare la riscossione delle tasse attraverso prelievi diretti, questa trova il parere favorevole di Vittorio Emanuele Falsitta, tra i più autorevoli tributaristi italiani: «Sono d'accordo con il direttore dell'Agenzia delle Entrate. Necessaria una nuova relazione culturale tra fisco e contribuente e in generale tra Stato e cittadino. Ancora oggi il fisco pensa in cuor suo che il contribuente sia mezzo evasore fino a prova contraria, mentre il contribuente viceversa stenta ad avere fiducia nel fisco e dal momento che non si sente supportato adeguatamente non esita a trattenere per sè le risorse il più a lungo possibile».

 

Interesse anche dal mondo dei commercialisti, nelle parole del consigliere del Cndcec delegato alla fiscalità Maurizio Postal: «Questa nuova modalità di tassazione costituisce una soluzione non priva di fascino. L'eliminazione dal calcolo del reddito di rimanenze, ammortamenti e non solo, apre le porte a una tassazione sui flussi semplificati in grado di ridurre notevolmente lo stock di credito d'imposta. Tuttavia un sistema di questo tipo potrebbe presentare una serie di criticità sotto il profilo tecnico che non sono da sottovalutare».

vittorio emanuele FALSITTA 1

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’