mike winkelmann

IMPARA LA CRYPTO-ARTE E METTILA DA PARTE - SE NON SAPETE COME BUTTARE SOLDI (O COME SPENDERLI) PROVATE CON IL MERCATO DEI TOKEN NON FUNGIBILI, I COSIDDETTI "NFT": SEMBRAVA UN GIOCO MA È DIVENTATO UN AFFARE GROSSO - IL PRIMO "CINGUETTIO" DI JACK DORSEY, CAPO DI TWITTER, VENDUTO PER 3 MILIONI, UN COLLAGE DI 5 MILA IMMAGINI FIRMATO BEEPLE BATTUTO ALL'ASTA, VIDEO "ESCLUSIVI" DELL'NBA CON FIRMA DIGITALE… È LA NUOVA FRONTIERA DEL COLLEZIONISMO CHE SI RIVOLUZIONA GRAZIE ALLA TECNOLOGIA DELLA BLOCKCHAIN

1 - L'ARTE DIVENTA DIGITALE E CRIPTATA UN TWEET VENDUTO PER 3 MILIONI

Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

 

mercato dei token non fungibili

Prima le opere vendute dagli artisti digitali: quadri virtuali, solo per riproduzione elettronica. Poi i video sportivi esclusivi e microbrani musicali. Adesso addirittura i tweet messi all'asta con quotazioni milionarie e l'arte prodotta e venduta da un robot tuttofare: pittore, gallerista e mago del marketing.

 

È l'esplosione del mercato dei token non fungibili (Nft): sembrava un gioco ma è divenuto un affare tremendamente serio. Il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha messo all'asta e appena venduto il suo primo, storico tweet sotto forma di Nft. L'ha acquistato Sina Estavi, capo della società Bridge Oracle, che l'ha pagato due milioni e 915 mila dollari.

 

jack dorsey

Nell'anno della reclusione forzata da coronavirus molti ricchi che hanno continuato a guadagnare senza riuscire poi a spendere, hanno inventato modi spericolati per investire risparmi sempre più cospicui: Borsa alle stelle, acquisti massicci di titoli di aziende senza valore (tipo GameStop), ma anche fenomeni innovativi come il mercato dei Nft. Ossia testi, immagini o video in formato digitale che possono essere scambiati ma non riprodotti perché criptati su una blockchain che ne garantisce autenticità e non replicabilità.

 

jack dorsey capo di twitter

Gli Nft sono già diffusi sul mercato dell'arte, anche con quotazioni record: l'11 marzo scorso, un collage di 5 mila immagini firmato Beeple è stato venduto a un'asta di Christie's per 69 milioni di dollari: la terza opera più pagata di tutta la storia mondiale dell'arte. Fino a sei mesi fa Mike Winkelmann (vero nome di Beeple) non aveva mai venduto una sua opera a più di cento dollari.

 

primo tweet della storia

Visto il successo nell'arte, gli Nft sono stati esportati in altre aree: la NBA (basket) ha già incassato centinaia di milioni di dollari dalla vendita di video «esclusivi» e certificati da una firma digitale, dedicati alle magie dei suoi campioni. Stesso discorso per alcune clip musicali originali di cantanti celebri, e per alcuni videogiochi.

 

Ora tocca a Dorsey: col suo primo tweet, trasmesso il 21 marzo 2006 (solo il suo nome, una chiocciola e la data) ha tirato su quasi tre milioni (destinati a beneficenza in Africa). Ma se queste opere d'arte digitali impalpabili vi mettono in agitazione, una novità sconvolgente, mettetevi comodi: sono già vecchie rispetto alle opere Nft prodotte non da un artista, ma da un robot.

 

sophia il robot

L'ultimo grido è Sophia, umanoide creato dalla Hanson Robotics che cammina e parla: autoproduce le sue opere d'arte e provvede pure alla loro vendita. Le opere di Sophia sono state messe per la prima volta all'asta la notte scorsa sulla piattaforma Nifty Gateway: il mercato Nft nel quale un mese fa la musicista Grimes, compagna di Elon Musk, in pochi minuti ha venduto suoi lavori artistici per 5,8 milioni.

 

sophia della hanson robotics

L'arte di Sophia, definita un sogno febbrile psichedelico, viene promossa dallo stesso androide che spiega: «Quando qualcuno crea un'opera d'arte accade qualcosa di misterioso, enigmatico, magico».

 

Una magia che, nel caso specifico, gode di un «aiutino» umano, per di più made in Italy: l'arte di Sophia è, infatti, presentata come computational creativity realizzata insieme all'artista italiano Andrea Bonaceto.

 

Lui è soprattutto un finanziere di base a Londra, Partner di Eterna Capital: un fondo che investe in progetti di blockchain con un impatto sociale. Ma viene qualificato anche come artist. O art specialist. Non è la stessa cosa, ma in questa nuova era forse non è il caso di stare a sottilizzare.

 

2 - QUELLA VOGLIA SMODATA DI CRYPTOARTE

Fabio Sindici per "La Stampa"

 

mike winkelmann

Un pixel solitario, trasparente, che galleggia su un display. È un'opera d'arte digitale, forse la più minimalista tra quelle emerse dalle «gallerie» underground delle blockchain, le stesse dove fluiscono i bitcoin e gli Ether, criptovalute famose per i rialzi febbrili sui mercati. La firma il tedesco Max Haarisch che l'ha certificata come Nft, Non Fungible Token, sorta di bollino elettronico che ne garantisce la proprietà e l'autorialità.

 

tecnologia blockchain

È lo stesso sistema delle criptomonete, solo che, al contrario di queste, gli Nft non sono scambiabili, ma pezzi unici. Da collezione. Come il mosaico jpeg Everydays: The first 5000 days di Beeple, all'anagrafe Mike Winkelmann, che ha fatto saltare sulle poltrone critici e consulenti d'arte, galleristi e curatori, per l'exploit all'asta da Christie's, in cui ha realizzato 69,3 milioni di dollari (poco più di 58 milioni di euro), la cifra più alta mai pagata per un'opera digitale e che pone Winkelmann al terzo posto tra gli artisti viventi più cari.

 

the first 5000 days di beeple

Merita uno sguardo ravvicinato, il super lotto. Siamo agli antipodi dello zen digitale di Haarisch: visto tutto insieme, il collage appare come una tavolozza confusa di pixel. Eppure entrambi i lavori si trovano nella galassia in buona parte inesplorata (da musei e critici) della cripto-arte: un crocevia dove confluiscono creatività e mercato, nuove tecnologie e vecchie speculazioni, mode social e gruppi economici affluenti.

 

Anche se gli stili degli artisti sono diversi tra loro, questi condividono più di un modello di certificazione. Come l'ispirazione al Cyberpunk, ai supereroi dei fumetti e alle copertine dei vecchi Lp di musica psichedelica.

 

«Sono rimasta perplessa di fronte alla cifra record e all'opera, che non mi sembra innovativa. Nell'arte digitale questi collage d'immagini sono déja vu, non regalano più sorprese», dice Cristiana Perrella, direttrice del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.

 

ether

«Mi ha colpito piuttosto la convergenza tra il mercato tradizionale rappresentato da Christie's e i nuovissimi mercati delle criptovalute. Mi chiedo se gli artisti delle prossime generazioni verranno validati da una blockchain invece che da una personale in un museo».

 

Le case d'asta, spinte anche dalle restrizioni per la pandemia, negli ultimi mesi hanno dedicato diversi talk alle piattaforme tecnologiche per l'arte e agli Nft; Christie's per Beeple ha accettato il pagamento in Ether, la criptovaluta regina per lo scambio dei token non fungibili, inclusi i diritti d'asta che ammontano a circa 9 milioni di dollari.

beatriz helena ramos

 

Proviamo allora a zoomare sui «Cinquemila giorni» di Winkelmann. Troviamo alieni e satira politica, crociati in armatura ipnotizzati davanti a computer, strizzate d'occhio allo star-system di Hollywood e a Instagram (dove l'autore ha raggiunto i 2 milioni di followers).

 

Un'immagine al giorno, per 13 anni, caricata online. Che ha fruttato a Beeple campagne pubblicitarie importanti e la fanta-trasformazione della passerella di Luis Vuitton a Parigi nel 2018. Poi l'idea di mettere tutto insieme in un compatto rigurgito cyber-pop.

 

Sarà la scatola di Pandora che scatenerà i fantasmi del mercato dell'arte e aprirà nuovi scenari? «La sfida della cripto-arte non è replicare il mercato ufficiale, ma fare qualcosa di rivoluzionario per gli artisti», teorizza Beatriz Helena Ramos, creatrice di Dada, piattaforma virtuale dove gli artisti dialogano attraverso i loro disegni. È anche tra le fondatrici del Rare Art Fest, dove, già nel 2018, cripto-opere venivano scambiate per l'equivalente di decine di migliaia di dollari o euro.

 

claire boucher in arte grimes

Da allora è stato un crescendo. Le quotazioni di Nft come i cripto punk e i cripto gattini (generate da algoritmi) hanno preso l'ascensore per le stelle; su piattaforme apposite come Opensea il volume di vendite è passato da 5 a 80 milioni di dollari da gennaio a febbraio. Su un'altra piattaforma, Nifty Gateway, la musicista e artista canadese Claire Boucher, in arte Grimes - compagna di Elon Musk - ha venduto una collezione di Nft a 6 milioni di dollari in 20 minuti. Sempre su Nifty Gateway lo stesso Beeple aveva realizzato oltre 6 milioni e mezzo con un altro video, Crossroads, che includeva un messaggio anti-Trump.

 

blockchain

Insomma, il colpo grosso da Christie's non viene dal nulla. «Più che una corrente artistica, quella della cripto-arte è una piazza, dove c'è il mercato, ma anche la protesta e la voglia di affermazione», spiega Valentina Tanni, docente di Digital Art al Politecnico di Milano e autrice di Memestetica, saggio sulle avanguardie di Internet e oltre.

 

"Certo, molti Nft fanno pensare più a uno scambio milionario di figurine, gli artisti e i collezionisti che si muovono nell'arte decentrata non sono gli stessi che vediamo alle grandi fiere o alle biennali. Di sicuro per vendere bene bisogna essere già famosi e seguiti sui social. Dove oggi si discute molto dei costi energetici ed ecologici delle blockchain: pochi pixel di Nft equivalgono a un viaggio in aereo da Roma a Londra».

 

BLOCKCHAIN

Intanto molti dei divi dell'arte contemporanea sono pronti a salire sul treno in corsa. Da Damien Hirst ad Ai Weiwei, che ha già collaborato a un progetto sulle blockchain. L'artista italiano Matteo Basilé ha in cantiere Artchain, un progetto di opere certificate come Nft e aggiornabili in connessione.

 

«È un modo nuovo di distribuire l'arte che si può affiancare ai circuiti tradizionali», dice. Ma puntiamo ancora la lente d'ingrandimento su Beeple. Sull'operazione economica questa volta. Metakovan, il compratore dei «Cinquemila giorni», titolare di Metapurse (il vocabolario da fisica quantistica spopola nel cripto-mondo), uno sviluppatore di Nft, a metà tra la galleria d'arte virtuale e un fondo d'investimento, è rimasto anonimo per poco tempo: il suo nome è Vignesh Sundaresan, un imprenditore indiano di cripto-finanza.

la blockchain

 

Su Metapurse vende «pacchetti» di arte digitale, di cui si possono comprare parcelle. Tra gli artisti offerti c'è lo stesso Winkelmann, che è anche socio, al 2 per cento. Dopo l'asta milionaria le cripto-azioni delle opere su Metapurse sono schizzate in alto.

 

BLOCKCHAIN1

Uno schema per pompare Nft e cripto-valute? Sundaresan ha assicurato che farà di Everydays un monumento digitale, aperto a tutti. Ma ha anche dichiarato che il valore reale del collage sarebbe pari a un miliardo. La parcellizzazione promette di trasformare la cripto-arte in uno strumento finanziario. A ciascuno il suo pixel.

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