jens weidmann -3

“GLI AIUTI DELLA BCE AI PAESI INDEBITATI, COME L’ITALIA, DOVREBBERO ESSERE TEMPORANEI” - IL CAPO DELLA BUNDESBANK, JENS WEIDMANN, TORNA AD ACCUSARE LA BANCA CENTRALE E LE SUE POLITICHE MONETARIE “NON CONVENZIONALI”: “NON SI DEVONO CREARE INCENTIVI SBAGLIATI PER LE FINANZE PUBBLICHE. NON BISOGNA DARE PER SCONTATO CHE I TASSI RIMANGANO BASSI PER SEMPRE…” - IL TIMING E’ PERFETTO VISTO CHE I MERCATI SONO GIA' IN FIBRILLAZIONE...

Rodolfo Parietti per “il Giornale”

 

christine lagarde jens weidmann

Nel secondo trimestre la caduta del Pil nell'eurozona sarà pari al 13%. «Una contrazione senza precedenti», ha detto ieri il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, nel dare la misura del mostro contro cui si dovrà ancora combattere. Il (quasi) «libera tutti» scattato con la fine del lockdown rende solo un po' meno soffocante l'aria, ma i danni all'economia restano. La banca centrale guidata da Christine Lagarde è sulle barricate, e gli ulteriori 600 miliardi di euro aggiunti al piano di acquisti contro l'emergenza pandemica (Pepp) ne sono la plastica testimonianza.

 

MARIO DRAGHI JENS WEIDMANN

Ma a Francoforte c'è già chi guarda oltre le macerie, mettendo subito in chiaro cosa si dovrà fare una volta archiviato il coronavirus. Jens Weidmann, il capo della Bundesbank che ha sempre avuto in uggia le misure di politica monetaria non convenzionali, lancia così un avvertimento: lo shopping massiccio compiuto dall'Eurotower per soccorrere i Paesi più indebitati e dunque esposti alle tensioni finanziarie, come l'Italia, «dovrebbero essere solo temporanei. Flessibili - ha aggiunto - non significa unbound», cioè un aiuto permanente.

 

ignazio visco jens weidmann

Nessuno, peraltro, ha mai messo in discussione il fatto che il Qe, nelle sue diverse declinazioni, sia uno strumento temporaneo. Il problema è che Eurolandia, ancor prima della comparsa del Covid-19, ha sempre avuto bisogno di una stampella fin dai tempi del whatever it takes di Mario Draghi. L'inflazione al di sotto degli obiettivi e una crescita asfittica hanno da allora impedito il ripristino della normalità.

 

banca centrale europea

Weidmann ha ragione sia quando spiega quanto la politica monetaria debba evitare di creare «incentivi sbagliati per le finanze pubbliche», sia quanto rammenta alla politica di «non dare per scontato» che i tassi rimangano bassi per sempre, ma sbaglia il timing. Non è questo il momento di soffiare sul fuoco dei mercati. Anche se il commissario Ue, Paolo Gentiloni, si è detto ieri «convinto» che un accordo «si raggiungerà in luglio», le contrapposizioni sul Recovery Fund fra i Paesi che spingono per una robusta potenza di fuoco basata su risorse a fondo perduto e quelli rigoristi, sono rimaste sostanzialmente immutate dopo l'ultimo Consiglio Ue.

 

E i contrasti lasciano presagire tempi lunghi prima dell'erogazione degli aiuti. Weidmann, non a caso, entra a gamba tesa sull'argomento nel raccomandare «cautela» sull'indebitamento in Europa, pur condividendo la solidarietà anche sul piano finanziario. «Un ingresso in un indebitamento comune di ampie dimensioni e di lungo periodo - afferma - sposterebbe però la cornice generale e l'equilibrio.

corte costituzionale germania

 

Per questo servirebbe un passo di integrazione ulteriore. Per bilanciare garanzia e 'azione, i debiti dovrebbero essere chiaramente limitati e legati a un veloce ammortamento, altrimenti si rischia una pressione troppo forte su un maggiore indebitamento dell'Ue». Il capo della Buba è poi tornato su un altro argomento spinoso, la sentenza della Consulta tedesca avversa al Qe.

 

«Si tratta di adempiere alla sentenza della Corte costituzionale e allo stesso tempo di tutelare l'indipendenza della Bce - ha spiegato - . Questo non è in contraddizione. Rendere conto» dell'operato e «essere indipendenti sono due facce della stessa medaglia». Secondo il ministro tedesco dell'Economia, Olaf Scholz, non si tratta comunque di «un dramma irrisolvibile. Vedremo presto il raggiungimento di una soluzione indolore». Fare presto è indispensabile: in assenza di un compromesso, la Bundesbank potrebbe smettere di comprare titoli di Stato a partire dal prossimo 5 agosto. Per l'eurozona sarebbe una picconata alle fondamenta.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…