lagarde gualtieri

MANCO IN INDIA SONO COSÌ BRAVI A FORZARE LE NOZZE - BCE E TESORO STRINGONO SU MPS: AUMENTO E FUSIONE CON ALTRA BANCA ENTRO MARZO - ULTIMI CONFRONTI CON LE AUTORITÀ IN PREVISIONE DEL CDA DI GIOVEDÌ 17 CHE DOVRÀ VARARE IL NUOVO PIANO STRATEGICO. LA STRADA DEL MATRIMONIO CON UNICREDIT È ORMAI APERTA. E LE CAUSE DA 10 MILIARDI? FINISCONO A FINTECNA…

 

Rosario Dimito per “il Messaggero

 

Stretta nuovamente nella presa fra Bce, Dg Comp e Tesoro, Mps deve accelerare sul percorso prestabilito di riscrittura del capital plan che, visti i tempi ristretti, dovrebbe passare da un matrimonio con Unicredit - il principale istituto rimasto disponibile dopo lo screening compiuto dal Tesoro con le altre grandi banche italiane - in un'operazione contestuale, non più in due tempi (prima aumento, poi partner).

CHRISTINE LAGARDE

 

Infatti la novità emersa negli ultimi giorni dopo le interlocuzioni con le Autorità è che a seguito delle perdite di bilancio 2020, la Vigilanza europea potrebbe chiedere d'urgenza una ricapitalizzazione per rialzare il Cet1, che potrebbe essere fino a 2,5 miliardi: ma essa dovrà avvenire in tandem con il merger, come richiesto dall'Antitrust europeo e da Bce affinché il nuovo assegno staccato dal Mef (1,7 miliardi la sua quota-parte) non venga classificato come aiuto di Stato e quindi da restituire. Di questo passaggio c'è grande attenzione al ministero guidato da Roberto Gualtieri.

 

In tale contesto il cda di Rocca Salimbeni presieduto da Patrizia Grieco, come annunciato giovedì 17 varerà il nuovo piano strategico predisposto da Oliver Wyman e Mediobanca, contenente varie opzioni di rafforzamento patrimoniale ed efficientamento, negli scenari m&a e stand alone. Quest' ultima versione l'ad Guido Bastianinila sta facendo preparare anche per soddisfare quanti sono favorevoli al mantenimento della banca sotto le insegne statali: eventualità che in Via XX Settembre reputano poco realistica. L'aumento di capitale dovrà accompagnarsi ad un piano che prevede il taglio di costi per 500 milioni, mantenimento del marchio e di gran parte degli occupati, la tutela del territorio.

 

monte dei paschi di siena

LE CONDIZIONI DEL 2017

Per capire come andrà a finire bisogna partire dalla tarda primavera 2017 quando Bruxelles e Mef raggiunsero l'intesa sulla ricapitalizzazione condizionata: lo Stato versò 5,7 miliardi, all'interno di un piano di burden sharing (conversione dei bond in equity), di una ristrutturazione di costi e con la condizione appunto che l'intervento pubblico fosse sufficiente a confezionare un vendita, o fusione di una società risanata con il bilancio 2021. Si dà il caso che oggi la situazione si è deteriorata e il rendiconto 2020 potrebbe registrare una pesante perdita di oltre 2 miliardi, atteso che i nove mesi si sono chiusi in rosso per 1,5 miliardi per effetto delle rettifiche.

 

 La Vigilanza Ue avrebbe già fatto intendere che a marzo con il capitale ridotto dalle perdite potrebbe essere indispensabile un adeguamento che il Tesoro dovrebbe coprire. Il ministero però è disponibile a sborsare altri soldi in un contesto definito di aggregazione, dove però alcune tessere devono ancora ancora andare al loro posto. Il partner sarebbe Unicredit che al di là delle posizioni attendiste, sarebbe disponibile a farsi avanti, con una operazione neutra sul capitale.

giampiero bergami

 

La banca milanese è alle prese con il nodo dell'ad, dopo l'addio annunciato da Jean Pierre Mustier e la ricerca di un successore, ancora ignoto, che si protrarrà per qualche altra settimana. Ma se entro gennaio il nome del nuovo ceo non fosse ancora uscito dal cilindro, toccherà a Mustier condurre l'operazione, visto tra l'altro che il suo passo indietro non sarebbe legato alla vicenda Mps bensì a divergenze più ampie aperte con il cda sulle strategie. Per rendere il merger neutrale, il Tesoro sta mettendo a punto la norma sulle Dta (i crediti di imposta) che potrebbe valere 3 miliardi circa per Mps. Per affrontare il cospicuo contenzioso da 10,2 miliardi Gualtieri e Alessandro Rivera hanno messo al lavoro la struttura tecnica per accelerarne lo smaltimento, anche impegnando Fintecna che ha esperienze specifiche.

 

L'operazione deve essere ancora messa a punto perché Fintecna avrebbe un contratto di servicing con responsabilità in solido e quindi in condivisione con Rocca Salimbeni. E' questo il punto limite oltre il quale non è possibile spingersi e che naturalmente va concordato con il nuovo partner. Il destino futuro di Montepaschi è dunque segnato, perché la maxi-perdita del 2020 provocherà l'aut aut di Bce: ricapitalizzazione, fusione o soluzioni più drastiche che si vogliono evitare.

GIUSEPPE CONTE PAOLO GENTILONI ROBERTO GUALTIERI

 

 

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…