donald trump boris johnson

MENO PIL PER TUTTI! - PER LA PRIMA VOLTA DAL 2012 IL PRODOTTO INTERNO LORDO DEL REGNO UNITO È IN CONTRAZIONE. L’EXPORT TEDESCO TRACOLLA E TRUMP ANNUNCIA CHE UN’INTESA CON LA CINA È MOLTO LONTANA - IL MONDO È DI NUOVO SULL’ORLO DI UNA CRISI? TUTTI I SEGNALI CHE PRESTO CI SARÀ UNA BELLA RECESSIONE

Rodolfo Parietti per “il Giornale”

 

BORIS JOHNSON

God save the Pil. Per la prima volta dalla fine del 2012, la Gran Bretagna consuma il divorzio dalla crescita e vede aleggiare sopra la propria testa lo spettro della recessione. Cattive notizie da Londra che assumono un carattere ancora più sinistro nel giorno in cui Donald Trump assesta un altro colpo all' economia globale e ai mercati (giù l' Europa, dove lo Stoxx 50 ha perso lo 1,2%, e debole Wall Street) ricordando che l' America «non è pronta a un' intesa commerciale con la Cina», né a concedere alle imprese Usa licenza per riprendere a far affari con la «bannata» Huawei.

 

LA GUERRA DI DONALD TRUMP A HUAWEI

Venti di guerra con Pechino rafforzati dalla possibilità, ha sottolineato il tycoon, che venga annullato il previsto meeting di settembre coi rappresentanti del Dragone.

Mentre Trump tracima, l' Union Jack si prosciuga. Il secondo trimestre racconta di una contrazione dello 0,2% dell' economia inglese, dolorosa non tanto per l' entità quanto perché inattesa. L' accelerazione del deterioramento dà la misura del peso che stanno avendo le incognite legate alla Brexit su imprese e consumatori.

donald trump

 

Le prime hanno smesso di investire e ridotto le scorte, in una sorta di paralisi auto-inflitta che ha fatto calare fra aprile e giugno la produzione dell' 1,4%; gli altri blindano i portafogli, rimandando a tempi migliori gli acquisti più impegnativi per i bilanci familiari. È un po' come se un intero Paese stesse declinando in chiave pessimistica il mediceo «del doman non v' è certezza» essendo appeso a un filo a forma di punto interrogativo. Quello sull' uscita del Regno dalla Comunità europea. Il premier Boris Johnson tiene il piglio di quelli privi di mezze misure: costi quel che costi, intende tagliare il cordone ombelicale con Bruxelles il prossimo 31 ottobre, incurante dei caveat sulle conseguenze di un leave senza accordo.

 

GIUSEPPE CONTE THERESA MAY

Il governo May aveva stimato in oltre il 9% la perdita del prodotto interno lordo nei prossimi 15 anni a causa di un' uscita non consensuale, mentre in base ai calcoli dell' università belga di Leuven i posti di lavoro che andrebbero in fumo sarebbero oltre 500mila; Bloomberg aveva inoltre previsto un ulteriore crollo della sterlina del 13% in caso di recessione.

 

mario draghi

Più che la corona, e quell' incongruo complesso di superiorità verso il continente, qui c' è da salvare un Paese dalla crisi nera. Anche perché le previsioni finora circolate non tengono ancora conto del generalizzato, e sempre più rapido, rallentamento della congiuntura internazionale. L' intera Europa, per esempio, sembra flirtare più con la recessione che con la crescita.

L' 8% in meno di export della Germania su base annua in giugno, è l' ennesimo campanello d' allarme. L' Italia, già a crescita zero e impantanata nella crisi di governo, rischia di essere la prima a scivolare in recessione tecnica.

 

ANGELA MERKELDONALD TRUMP JEROME POWELL

E gli altri Paesi dell' Ue certo non scoppiano di salute. La Bce, infatti, come ha annunciato Mario Draghi, è pronta a intervenire. La Bank of England, invece, tentenna. Un gioco pericoloso nel bel mezzo della trade war Usa-Cina e della battaglia personale combattuta da Trump con la Federal Reserve. The Donald, probabilmente galvanizzato dai dati sui prezzi alla produzione saliti in luglio appena dell' 1,7% (con un calo dello 0,1% di quelli al netto di energia e alimentari), ha dettato ieri il ruolino di marcia a Jerome Powell, dal quale pretende un taglio dei tassi di un punto percentuale entro la fine dell' anno perché «la Fed sta ammanettando la nostra economia». Sarà un agosto molto caldo.

Mark Carney recessione di maio salvini MARIO DRAGHI DONALD TRUMPluigi di maio recessione

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...