OPS, NO OPS - I SOCI DEL PATTO UBI DICONO DI NUOVO ''NO'' ALL'OFFERTA DI INTESA, CONVINTI CHE LA PANDEMIA ABBIA RESO ANCOR MENO SENSATA L'INCORPORAZIONE. OVVIAMENTE È SEMPRE E SOLO UNA QUESTIONE DI POTERE PERSO E SOLDI - INTESA IERI È CRESCIUTA DEL 10% DOPO IL REPORT DI BANK OF AMERICA CHE INVECE PROMUOVE L'OPERAZIONE TRA LE DUE BANCHE. L'ASSEMBLEA UBI SI TERRÀ DOMANI

 

Cinzia Meoni per “il Giornale

 

Carlo Messina

Le banche rimbalzano in Piazza Affari mentre il governo discuteva la garanzia pubblica sui finanziamenti alle imprese per risollevare l' economia italiana dal coronavirus. Le banche, dopo essere state penalizzate per il congelamento dei dividendi imposto dieci giorni fa dalla Bce, sono riuscite a tirare il fiato nonostante Fitch abbia confermato le prospettive negative su cinque istituti (Bnl, Credem, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Unicredit) e messo sotto osservazione altri sette gruppi (Banco Desio, Popolare Sondrio, Banca Popolare dell' Alto Adige, Banca Ifis, Bper, Mps, e Carige) per un possibile declassamento a causa della recessione.

 

Ieri a dominare la scena in Borsa è stata Intesa Sanpaolo che ha messo a segno un rialzo del 9,7% fino a tornare a 1,458 euro sostenuta, tra l' altro, dall' assist di Bank of America (Bofa) in merito all' offerta pubblica di scambio (Ops) lanciata da Ca' de Sass su Ubi a metà febbraio e subito rispedita al mittente dagli azionisti di riferimento dell' ex popolare guidata da Victor Massiah in quanto ritenuta inadeguata. Per Bofa «la mancanza di scala (in Ubi ndr) può non essere un grosso problema in un ciclo positivo ma è più marcato se l' economia è sotto stress».

 

VICTOR MASSIAH

Ieri, in vista dell' assemblea degli azionisti di Ubi fissata l' 8 aprile, il Car, uno dei tre patti di sindacato della banca cui fa capo il 19% del capitale, ha ribadito il suo «no» alla proposta di acquisizione di Intesa in quanto «priva, ancor di più oggi, di razionali economici» e perché «comporta la compressione di legittimi diritti» degli azionisti. Una visione opposta a quella ribadita, solo pochi giorni fa, da Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo secondo cui: «elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento» sono tutti elementi che «hanno ora più valore che in tempi normali».

UBI BANCA BRESCIA

 

L' offerta in titoli (10 azioni Ubi per ogni 17 azioni Intesa Sanpaolo), all' epoca del lancio valutava il gruppo bergamasco 4,9 miliardi pari a 0,6 volte il patrimonio netto, una valore praticamente dimezzata dopo un mese di tsunami sulle piazze finanziarie. In Borsa hanno macinato guadagni anche Unicredit (+8,67% a 7,1 euro), Popolare Sondrio (+5,4% a 1,47 euro), Mps (+2,5% a 1,17 euro), Banco Bpm (+2,4% a 1,21 euro) e Ubi (+2,7% a 2,43 euro).

 

Sempre sul fronte italiano sarebbe arrivato in porto il piano di rilancio di Popolare Bari che dovrebbe preveder il ritorno all' utile nel 2022. I sindacati sono in attesa della convocazione per l' avvio della trattativa da parte dei commissari per poter completare la procedura entro 60 giorni e convocare l' assemblea per giugno.

 

Intanto anche negli Usa i colossi del credito internazionale stanno considerando la stretta sui dividendi. A sostenerlo è stato Jamie Dimon, ad di Jp Morgan che, nella lettera agli azionisti, ha dichiarato che la banca potrebbe prendere in considerazione la sospensione dei dividendi in caso di una grave recessione dell' economia Usa che porti a una contrazione del Pil del 35% nel secondo trimestre con un tasso di disoccupazione pari al 14%. Dimon, che peraltro aveva già fermato il piano di riacquisto di azioni proprie, ha spiegato che «nel migliore dei casi ci aspettiamo una profonda recessione con stress finanziari simili a quelli attraversati dai mercati nel 2008».

BANK OF AMERICA

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO