vladimir putin pane grano

PUTIN CI TOGLIE IL PAN DI BOCCA - LA RUSSIA È PRONTA A VIETARE L’ESPORTAZIONE DI GRANO, ZUCCHERO, SEGALE E MAIS. LA RITORSIONE CONTRO LE SANZIONI OCCIDENTALI PESERÀ (E NON POCO) SUL PREZZO DI PANE, PASTA E ALTRI BENI CRUCIALI - STOP ANCHE AI FLUSSI DEL GASDOTTO YAMAL-EUROPE, CHE COLLEGA RUSSIA E GERMANIA PASSANDO DA BIELORUSSIA E POLONIA

vladimir putin 2

1 - MOSCA LIMITA EXPORT GRANO A REPUBBLICHE EX SOVIETICHE

(ANSA-AFP) - La Russia limita l'export di grano a diverse repubbliche ex sovietiche, di cui è uno dei principali esportatori, al fine di evitare carenze e un'esplosione dei prezzi. "La Russia sta introducendo un divieto temporaneo all'esportazione di grano verso i Paesi dell'Unione economica eurasiatica (...)", ha indicato il servizio stampa del governo russo. L'Unione raggruppa la Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan.

 

LA GUERRA COLPISCE ANCHE IL GRANO

2 - BLOCCATI FLUSSI VERSO OVEST DA GASDOTTO RUSSO YAMAL-EUROPA

(Reuters) - Le forniture di gas russo attraverso il gasdotto Yamal-Europe, dirette a Occidente verso l'Europa, sono state interrotte. Lo rivelano i dati relativi al confine tra Polonia e Germania.

 

I flussi di gas russo verso l'Europa che passano da altri gasdotti, compreso il Nord Stream 1 che attraversa il Mar Baltico, restano stabili. Sul gasdotto Yamal-Europe ci sono offerte preliminari per flussi in direzione est, verso la Polonia dalla Germania, da 4,3 milioni di kilowattora all'ora fino a domani mattina, secondo i dati dell'operatore del gasdotto Gascade.

gasdotto yamal

 

I flussi attraverso Nord Stream 1 sono stabili a 71.952.390 kWh/h, secondo i dati dell'operatore. Per la fornitura in Slovacchia dall'Ucraina attraverso il confine di Velke Kapusany, la capacità prevista è di circa 882.526 megawattora al giorno.

 

3 - LA RUSSIA BLOCCA IL GRANO E PER LA CORSA DEL GAS NEL MIRINO FINISCE ARERA

Roberta Amoruso per “il Messaggero”

 

Una boccata di ossigeno era quello che ci voleva su gas, petrolio e materie prime. I nuovi negoziati tra Russia e Ucraina hanno spinto ieri i future sul gas ad Amsterdam (-15%) fino a quota 110 euro al megawattora, lontano dai 131,2 euro di venerdì e praticamente un terzo del picco toccato il 7 marzo scorso. In discesa anche il greggio (il Wti a -5,8%), a 103 dollari al barile.

putin gas

 

E perfino le Borse hanno respirato. Ma la giornata ha tutto il sapore di una tregua passeggera. Anche perché a mercati chiusi la Russia ha varato una serie di ritorsioni: è pronta a vietare l'esportazione di grano e zucchero, segale, orzo e mais. Una ritorsione destinata a pesare ancora sul prezzo di pane, pasta e altri beni cruciali per la spesa degli italiani.

 

E allora il governo non ha intenzione di mollare la presa. Studiare come poter fare uno stretto monitorare su prezzi e anomalie, ma anche come sganciarsi dalla folle volatilità delle quotazioni, più un affare della finanza che dei produttori, è l'obiettivo del lavoro di queste ore.

 

grano.

Si è dunque dovuta attivare l'Arera, l'Autorità di regolazione del mercato dell'energia. Il governo sta pensando a come slegare dalle quotazioni del mercato Ttf di Amsterdam le tariffe di luce e gas fissate ogni tre mesi per i clienti con contratto di maggior tutela. Un meccanismo che ha funzionato per anni, ma che ora fa pagare a famiglie e imprese prezzi molto più alti del costo delle importazioni di gas.

 

gasdotto yamal

Certo non è un affare da poco da gestire visto che il Title Transfer Facility (Ttf) rappresenta il punto di scambio virtuale tra domanda e offerta di gas che funge da hub per tutta l'Europa continentale. Ma potrebbe essere il modo, se tecnicamente fattibile, per arginare tanta volatilità, visto che chi in Europa si oppone con forza alla fissazione di un tetto Ue alle tariffe è proprio l'Olanda. Fin qui l'affare bollette. Ma sono anche i prezzi della catena agroalimentare a destare preoccupazione. Che fare su questo fronte?

 

IPOTESI TASK FORCE

 La prima ad essere chiamata in causa è l'Antitrust, che ha già puntato il faro su eventuali cartelli, o comportamenti scorretti sui prezzi, come un ingiustificato aumento. Ma certe indagini possono durare anni.

 

GIANCARLO GIORGETTI E MARIO DRAGHI

Servirebbero a poco per l'emergenza. Da parte sua il Mise punta su una stretta rispetto ai poteri finora davvero blandi di Mister Prezzi, il garante dei prezzi, una figura creata nel 2007. Ad oggi il paladino dei prezzi giusti presso il Mise può tuttalpiù fare «proposte» al governo, e «segnalazioni» di dinamiche sospette al Mise. Che a sua volta segnala all'Antitrust o sollecita l'azione della Guardia di Finanza. Il Mise può persino fare «moral suasion».

 

vladimir putin

Niente di più. Ma servirebbe a poco di fronte allo tsunami in corso. Ecco perché il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, è pronto a chiedere di inserire del decreto che arriverà sul tavolo del governo domani un robusto correttivo. Più poteri, compreso quello di chiedere alle imprese le ragioni degli aumenti. E la possibilità di sanzioni in mancanza di risposta.

 

le vie del gas russo

Nello stesso tempo si sta muovendo la Guardia di Finanza, su spinta anche di qualche Procura sollecitata da faldoni di esposti delle associazioni dei consumatori. Ma forse ci vorrebbe una task force ad hoc, e strumenti eccezionali, anche sfruttando la fatturazione elettronica, per andare davvero a fondo a un'emergenza prezzi che piega i consumatori ma anche le Pmi.

 

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

Del resto gli scenari all'orizzonte non permettono tanto ottimismo. E se non si sbloccherà in fretta la cornice Ue che permetterebbe un tetto ai prezzi del gas e un taglio all'Iva sui carburanti, l'Italia dovrà muoversi da sé. Come del resto ha fatto la Francia. Va ricordato che una banca d'affari come Bofa ipotizza che il Brent possa viaggiare per tutto il 2022 su una media di 130 dollari al barile, con un picco a 200, a fronte del Ttf sul gas ad Amsterdam a 200 euro per megawattora. Qualcosa di simile a quanto visto negli anni Settanta e Ottanta.

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