coronavirus mercati

LA RECESSIONE E' IL NOSTRO VIRUS - SENTITE L’ECONOMISTA DI HARVARD, KENNETH ROGOFF: “È SITUAZIONE PIÙ GRAVE DI QUELLA DEL 2008 PERCHÉ È UNA CRISI DI OFFERTA E NON DI DOMANDA, CHIUDONO LE FABBRICHE, SI BLOCCANO GLI UFFICI PUBBLICI, VENGONO CANCELLATI EVENTI PICCOLI E GRANDI” – “L’ITALIA? SERVIRÀ NUOVO DEBITO, E VISTA LA MOLE DI QUELLO ESISTENTE, I NUOVI FONDI NON POTRANNO CHE ESSERE MOLTO COSTOSI..."

Eugenio Occorsio per “la Repubblica - Affari & Finanza”

 

coronavirus mercati 3

"Ad oggi direi che c' è il 50% di probabilità di recessione mondiale. Ma è presto per dirlo e potrebbe andare anche peggio, perché moltissimo danno è stato già apportato ed è quindi un fatto oggettivo, ma non sappiamo quanto altro ne verrà». Kenneth Rogoff, attualmente docente di Public Policy ad Harvard e già capo economista del Fmi nonché membro del board della Fed, è prudente nelle valutazioni ma soprattutto sconcertato da quanto sta accadendo. «Qui in America, come posso immaginare in Europa, non si parla d' altro, nei circoli accademici, in quelli politici, sui giornali, in tv».

 

Kenneth Rogoff

Un' epidemia che ha colpito già 82mila persone in 48 Paesi uccidendone quasi tremila è in sé una tragedia. E l' economia?

«Come avete visto il Dow Jones ha già sfondato ampiamente al ribasso la quota del 10% dai massimi di inizio febbraio, che convenzionalmente indica una correzione significativa.

Sicuramente la stima del Fmi che ha tagliato di appena lo 0,10% la crescita mondiale prevista per il 2020 portandola dal 3,1 al 3% è del tutto superata».

new york, panico da coronavirus 11

 

Ma quando dice "recessione globale" intende una crescita sotto lo zero?

«No, secondo i criteri adottati qualche anno fa dallo stesso Fondo Monetario si intende già per recessione una crescita media complessiva del 2,5%. Ma si potrebbe andare di parecchio sotto tale soglia».

 

Quali Paesi saranno colpiti più duramente?

coronavirus mercati 2

«Beh, in Cina si rischia di andare davvero sotto lo zero per l' intero anno. Non puoi chiudere intere regioni con decine di milioni di abitanti e migliaia di fabbriche bloccando qualsiasi attività, qualcosa che sembrava impensabile dovesse mai accadere, e non pagare un conto pesantissimo. Il problema è che la Cina, come dimostrano i tassi di crescita in diminuzione e i continui tentativi di stimolo monetario già intrapresi da qualche anno, è arrivata a questa prova particolarmente vulnerabile e al centro di una transizione ancora incompiuta.

coronavirus 1

 

Ciò detto, ha già fatto passi da gigante e conta oggi per il 17% dell' economia mondiale contro il 3% dei tempi della Sars, nel 2003-2004. Sse questa catastrofe sanitaria fosse piombata sul Paese quarant' anni fa le conseguenze sarebbero state ancora peggiori, non ce l' avrebbe fatta».

 

coronavirus e mercati

La guerra dei dazi di cui si era appena conclusa, con un timing sorprendente, la "Fase 1", l' ha danneggiata?

«Certamente, così come ha danneggiato gli Stati Uniti. Dove pure la crescita rischia di essere dimezzata, il che getta una luce totalmente nuova sulla campagna elettorale dando un vantaggio insperato ai democratici, quindi per ora a Sanders, con tutti gli interrogativi ulteriori che apre l' inconsueta possibile sfida.

donald trump nomina mike pence responsabile per l'emergenza coronavirus

 

Trump, malgrado il suo sbandierato e controverso ottimismo, dopo aver cavalcato la crescita economica come il cavallo vincente, rischia di arrivare alle elezioni in quasi-recessione. E con l' aggravante di aver appena tagliato per motivi di bilancio lo staff delle autorità sanitarie proprio alla voce "difesa dalle pandemie". È stato un grave errore, oltretutto con deboli giustificazioni visto che il debito pubblico è comunque aumentato. Invece il rischio sanitario è fortissimo in un mondo globalizzato, tanto che sono sicuro che a questa pandemia ne seguiranno altre».

KENNETH ROGOFF

 

E il resto del mondo, a partire dall' Italia?

«Circolano studi secondo cui se la Lombardia subisse un danno pari al 10% del suo Pil per un mese e il resto del nord del 5%, ciò equivarrebbe a uno 0,3 di crescita in meno per l' Italia nell' anno, cioè quasi tutta quella prevista. Ma secondo me sono valutazioni addrittura ottimistiche.

V vista l' imponenza delle misure di contenimento adottate, dalle quarantene alla chiusura delle attività, potrebbe andare a finire paradossalmente che si renda necessario allentarle prima ancora che l' epidemia sia passata perché il danno apportato da queste misure è ancora peggiore».

 

milano bloccata emergenza coronavirus 8

Lei è sempre stato particolarmente critico nei confronti dei Paesi ad alto debito ritenendoli una mina per lo sviluppo globale. Reggeremo questa nuova sfida?

«Sicuramente per l' Italia c' è un problema in più: in tutto il mondo serviranno ingenti risorse, dal rafforzamento della sanità e della ricerca pubblica all' incentivo per la ripartenza delle attività economiche, e i Paesi che potranno attuarle saranno quelli con maggior spazio fiscale a partire dalla Germania che non a caso in queste ore (giovedì pomeriggio, ndr) sta mettendo in campo le prime risorse pubbliche per fronteggiare l' emergenza. Il problema è che servirà nuovo debito, e vista la mole di quello esistente, questi nuovi fondi da reperire sul mercatonon potranno che essere molto costosi».

 

Lehman Brothers

Ma le banche centrali non potranno aiutare? Sia la Fed che la Bce, che si riunirà il 12 marzo, hanno già promesso interventi.

«Certo, oltre ai governi interverranno le banche centrali, anzi mi sorprende che non lo abbiano ancora fatto. Ma quale spazio di manovra hanno, soprattutto in Europa dove i tassi sono a zero? E poi c' è un elemento fondamentale: questa è una crisi molto più grave di altre perché è soprattutto di offerta e non di domanda, perché chiudono le fabbriche, si bloccano gli uffici pubblici, vengono cancellati eventi piccoli e grandi.

richard fuld, lehman brothers 2008

 

Certo, è anche una crisi di domanda perché la fiducia dei consumatori è mortificata, ma questo aspetto è secondario e molto meno grave. Questa crisi è ben diversa da quella del 2008, che era quella sì tutta di domanda: e per la domanda qualcosa si può fare, a partire appunto dagli interventi delle banche centrali. Per trovare un caso simile bisogna andare indietro fino allo choc petrolifero del 1973-74, anche se non c' è una analogia precisa: quanti anni ci sono voluti per recuperare? Per esempio, è molto probabile che ci sia una spinta al rialzo dei prezzi di tutti quei beni la cui catena del valore e della produzione è stata bruscamente interrotta, e l' inflazione potrebbe tornare a essere un problema»

 

Crede che sia urgente una conferenza internazionale per cercare di coordinare le azioni?

Kenneth Rogofflehman brothers 2008

«Francamente, vista anche la difficoltà di intraprendere azioni comuni in tempi rapidi, sono più urgenti i summit sanitari in cui gli scienziati, che devono essere l' unico riferimento per tutti noi, governanti compresi, che esperti non siamo, indichino le azioni più opportune da prendere».

milano al tempo del coronavirusmilano bloccata emergenza coronavirus 12milano al tempo del coronavirusmilano bloccata emergenza coronavirus 14milano bloccata emergenza coronavirus 11milano bloccata emergenza coronavirus 10

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”