paolo scaroni vincent bollore dario scannapieco pietro labriola salvatore rossi

RETE DI VENDETTA – A CHE GIOCO GIOCA BOLLORÉ SU TIM? VIVENDI CONTINUA A FARE PRESSING SU CASSA DEPOSITI E PRESTITI. OLTRE ALLA VALUTAZIONE SOVRADIMENSIONATA DELLA RETE, ORA SPUNTA LA PROPOSTA DI PAOLO SCARONI COME PRESIDENTE DI TIM AL POSTO DI SALVATORE ROSSI. NON È UN'IPOTESI PRATICABILE, MA SOLO UN MODO PER ALZARE LA POSTA IN GIOCO, CONSIDERATO IL POTENZIALE CONFLITTO D’INTERESSI: SCARONI È NEL BOARD DI ROTSCHILD, PRINCIPALE ADVISOR DI VIVENDI NELLA PARTITA DELLA RETE UNICA - LA SECCA SMENTITA DI CDP

 

Con riferimento all’articolo “Rete di vendetta – A che gioco gioca Bolloré su Tim”, si fa presente che per quanto riguarda Cassa Depositi e Prestiti non si è tenuta alcuna “riunione tesissima al MEF” dell’Amministratore delegato di CDP Dario Scannapieco. CDP lavora al progetto in sintonia con i propri partner e i propri azionisti. Dagospia ha ripreso integralmente un articolo di TAG43, testata che da settimane sta seguendo le cronache finanziarie sulle materie di competenza di CDP con resoconti non rispondenti al vero”.

Ufficio Stampa CDP

 

Giovanna Predoni per www.tag43.it

 

DARIO SCANNAPIECO

Sui ritardi della rete unica c’è stata una tesissima riunione al Mef venerdì 29 luglio, con Dario Scannapieco, ad di Cassa depositi e prestiti che dovrebbe fare da pivot al progetto, messo sotto accusa per non aver ancora intavolato una vera trattativa con i francesi di Vivendi, primi azionisti di Tim.

 

Il gruppo transalpino da un lato chiede posizioni chiare su cui confrontarsi, dall’altro fa lievitare la valutazione della Rete a valori sempre più alti (40 miliardi l’ultima stima contro i 21/24 degli analisti) per alzare la posta in gioco e fare pressing sugli interlocutori romani.

 

SALVATORE ROSSI - TIM

Per la presidenza i francesi sondano Scaroni

Dopo l’addio del precedente ad Luigi Gubitosi da Parigi premono per un ricambio anche per la poltrona del presidente, dove siede ancora Salvatore Rossi, ex direttore generale di Banca d’Italia. Il quale però fa sempre più fatica a gestire, secondo quanto riferiscono alcuni consiglieri indipendenti, le infuocate riunioni del consiglio.

 

Vivendi ha sondato come possibile nuovo presidente Paolo Scaroni, ex ad di Enel e di Eni ed ora presidente del Milan e nel board della banca d’affari Rothschild, che è anche il principale advisor dei francesi nella complessa partita della rete unica.

 

Paolo Scaroni

E proprio sulla rete unica domenica 31 luglio il Sole 24 Ore ha pubblicato un’indiscrezione secondo la quale sarebbe in uscita il suo responsabile Stefano Siragusa, molto stimato dagli investitori e il cui lavoro anche di recente è stato apprezzato dal cda e dallo stesso ad Pietro Labriola.

 

Sull’uscita di Siragusa, oltre alla non condivisione del piano strategico su cui anche il mercato non si è scaldato più di tanto, prova ne sia un titolo precipitato ai minimi storici, pare abbiano pesato anche divergenze con l’uomo forte di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine.

 

PIETRO LABRIOLA

Ma Tim, senza smentire l’uscita di Siragusa, ha escluso contrasti tra i manager sul piano. Gli stessi francesi, anche recentemente, avrebbero avuto da ridire su una manager molto stimata negli ambienti media, Antonella Dominici, numero uno di Tim Vision, che è in uscita il 31 agosto.

 

Tim Vision, tra l’altro, è al centro di importanti rinegoziazioni nell’ambito del controverso passaggio alla piattorma myCanal di Canal+, che per alcuni osservatori suscita dubbi legati alla funzionalità e al costo.

 

STEFANO SIRAGUSA

I costi della piattaforma myCanal

Secondo alcuni rilievi di cui i consiglieri hanno avuto documentazione, la piattaforma nonostante sia stata pagata in anticipo da Tim nella precedente gestione Gubitosi, ben oltre 15 milioni di euro, costerà al gruppo almeno altri 7 milioni ogni anno di licenze. Ed è tuttora inutilizzabile e comunque non permetterà, se mai realizzata, di avere funzioni basilari come, ad esempio, l’ordinamento dei canali tv, l’avanzamento/pausa dei film e, addirittura nel 2022, la fruizione di contenuti in 4k.

 

vincent bollore

Ma oltre alla Dominici, myCanal ha fatto tante vittime illustri in Tim. Flavio Cattaneo venne infatti licenziato per non aver voluto introdurre questa piattaforma già dichiarata inadeguata nel 2017 e che oggi comporterà degli extra costi che contribuiranno ad aggravare i conti tutt’altro che floridi dell’azienda.

 

Ma c’è chi scommette ormai che il problema della rete verrà affrontato seriamente dal prossimo governo, e probabilmente senza neppure Scannapieco alla testa di Cdp. In caso di affermazione del centrodestra, infatti, il manager potrebbe decidere di tornare alla Bei, la Banca europea degli investimenti, da cui è venuto per rispondere alla chiamata di Mario Draghi.

 

ANTONELLA DOMINICI

Per la fine di agosto attesa offerta non vincolante

Altri analisti, invece, sostengono che Tim potrebbe procedere in autonomia a trovare investitori per la Rete o, addirittura, al suo scorporo e successiva quotazione visto che, anche prendendo la parte bassa della forchetta del suo valore, 20 miliardi, si tratta di una cifra che è poco meno di cinque volte l’attuale capitalizzazione di borsa dell’ex monopolista dei telefoni.

 

dario scannapieco

Per saperlo non occorrerà attendere molto: entro agosto deve arrivare un’offerta non vincolante per l’integrazione delle reti di Tim e Open Fiber come previsto dal Memorandum of Understanding siglato lo scorso maggio dalla stessa Tim con Cdp Equity, Kkr, Macquarie e Open Fiber, mentre per la firma del closing dell’operazione la scadenza è stata fissata dal Mou entro il 31 ottobre.

open fiber 1open fiber 2

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…