SCIVOLANO I RICAVI DI MEDIASET: PUBBLICITA’ -10 (SKY AVREBBE VISTO UN INCREMENTO DEGLI SPOT DEL 25,3%) - GUADAGNA “EL TOWERS”, LA CONTROLLATA CHE GESTISCE LE TORRI DI TRASMISSIONI - ANTENNE E PILONI RAPPRESENTANO L’UNICO INVESTIMENTO SICURO: LO SA BENE DE BENEDETTI, CHE PARE ABBIA FATTO UN PENSIERINO SULL’ACQUISTO DELLE FREQUENZE DIGITALI DI LA7 (OGGI, IL CDA PER DECIDERE IL FUTURO DELL’EMITTENTE)…

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Francesco Spini per "la Stampa"

GIULIANO ADREANIGIULIANO ADREANI

Il 2012 di Mediaset si apre come si era chiuso il 2011. Ovvero con una pubblicità sullo scivolo e che, per ora, non dà segnali di ripresa. Il -10% previsto dall'amministratore delegato Giuliano Adreani in assemblea si è puntualmente verificato. E a farne le spese è l'utile netto che, nei primi tre mesi dell'anno, dai 68,4 milioni di un anno fa casca a 10,3 milioni di euro, segnando un calo dell'85%.

Scendono anche i ricavi, che passano da 1,112 miliardi a 977,8 milioni, segnando così un -12%. Buona parte deriva dal -10,2% della pubblicità in Italia (con marzo mese peggiore) che si attesta a 622,7 milioni di euro. A questo si aggiunge un calo degli spot anche in Spagna - altro Paese dove la crisi va colpendo duramente -, i cui ricavi scendono il 17%, a quota 221,3 milioni (nello stesso periodo dell'anno scorso si attestarono a 267,1 milioni).

marco giordani lapressemarco giordani lapresse

Guardando avanti le cose non sembrano migliorare: per maggio il direttore generale marketing di Publitalia, Luigi Colombo, si aspetta un risultato «più o meno» in linea con il -10% visto fin qui. Sul fronte della pay tv, tra vendite di carte, ricariche, abbonamenti i ricavi scendono a 131,1 milioni rispetto ai 135 del 2011, -2,8%. Al contrario salgono i ricavi di EI Towers (la ex Dmt), la società controllata da Cologno Monzese che gestisce le torri di trasmissione: passano da 38,6 a 56,1 milioni di euro, a +45%.

Su EI Towers, tra l'altro, il mercato attende che parte del la quota di controllo oggi pari al 65% - sia ceduto per ripagare una fetta di debito. «Non è nel nostro piano, potremmo considerarla ma attualmente non è una valutazione in corso» ha commentato il direttore finanziario Marco Giordani. Del resto il target di indebitamento per il 2012 «non include il calo della partecipazione in EI Towers». A fine marzo la posizione finanziaria netta è scesa a da 1,775 miliardi a 1,675 miliardi.

FEDELE CONFALONIERIFEDELE CONFALONIERI

Con un mercato pubblicitario così debole (secondo Nielsen nei primi due mesi la Rai ha perso il 14,1%, Sky ha visto un incremento degli spot del 25,3%) Mediaset non è ottimista per il prosieguo dell'anno. Mentre nel trimestre i costi calano del 4,4%, il Biscione continua nell'applicazione del programma di risparmio triennale varato a fine 2011 e va sviluppando un ulteriore strategia per dare maggiore efficienza nel gruppo, anche sul fronte del personale.

Ma senza un miglioramento del mercato pubblicitario, il gruppo guidato dal presidente Fedele Confalonieri e dal vicepresidente esecutivo Pier Silvio Berlusconi «conferma la previsione di chiudere» l'anno «con un utile netto consolidato inferiore a quello registrato nel 2011». Quanto all'asta delle frequenze, Giordani pur non conoscendo «al momento tempi, procedure e prezzi» ha detto che «se le frequenze, come leggiamo sui giornali, saranno per tre anni non siamo interessati, se saranno perenni sì».

PIERSILVIO BERLUSCONIPIERSILVIO BERLUSCONI

Oggi entra nel vivo un'altra importante partita televisiva. Un doppio cda - di Telecom e di TI Media - preparerà la strada alla valorizzazione degli asset di quest'ultima, decidendo una possibile societarizzazione di La7. Possibile che, come da indiscrezioni, venga deciso di vendere quest'ultima come le frequenze e le torri di trasmissione riunite in TI Media Broadcasting.

Offerte ancora non ce ne sarebbero, ma in molti hanno valutato e stanno valutando i dossier, tra fondi e operatori industriali. La freddezza dell'Espresso sulla tv (ma sul possibile interesse riguardo alle frequenze c'è solo un «no comment») ha frenato la corsa dei TI Media in Borsa, che ieri ha chiuso in calo dell'8,2%.

 

 

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TENERE IN PIEDI L'UCRAINA COSTA TROPPO ALL'OCCIDENTE. LA PACE È SOPRATTUTTO UNA QUESTIONE DI SOLDI – IL GOVERNO DI KIEV SPENDE 5 MILIARDI AL MESE SOLO PER PAGARE STIPENDI E PENSIONI. DENARO CHE IN QUESTI MESI È STATO SGANCIATO DA USA E EUROPA (ANCHE SE CON ESTREMA LENTEZZA, TANTO CHE ZELENSKY S'È LAMENTATO CON BRUXELLES). MA NON SARA' POSSIBILE FINANZIARE L'UCRAINA A LUNGO – DOPO IL CONGRESSO DEL PARTITO COMUNISTA CINESE DI META' OTTOBRE E LE ELEZIONI DI MIDTERM AMERICANE, ASSESTATI I DUE BLOCCHI GEOPOLITICI, SARA' IL CASO DI INTAVOLARE SERIAMENTE UNA TRATTATIVA DI PACE...