mercadante messina messiah bazoli

SI SCRIVE PARVUS MA SI LEGGE UBI? - DOPO LA CONSOB ANCHE LA PROCURA DI MILANO INDAGA SUL FONDO DI LONDRA CHE HA IN PANCIA L’8,6% DEL CAPITALE DI UBI, DECISIVO PER RIGETTARE L’OPS DI BANCA INTESA – CHI SONO I SOCI DELLA FIDUCIARIA DOMICILIATA NEL PARADISO FISCALE DELLE ISOLE CAYMAN? VUOI VEDERE CHE HANNO TUTTI UNA CADENZA BRESCIANA E BERGAMASCA? - OVVIAMENTE IL FONDO NON ACCOLTO L’INVITO DELLA CONSOB A FARE TRASPARENZA SUL PROPRIO AZIONARIATO. CHISSÀ SE ORA CON LA PROCURA CAMBIERÀ QUALCOSA 

Andrea Deugeni - https://www.affaritaliani.it/economia/ubi-intesa-l-ombra-del-concerto-la-procura-muove-su-parvus-678412.html

 

carlo messina gaetano micciche

E se davvero dietro le mosse del misterioso fondo Parvus si celasse un concerto con i soci forti di Ubi Banca dei tre patti di sindacato arroccati nel “no" ad Intesa-Sanpaolo? 

Edoardo Mercadante - Parvus

 

Nel parterre di Piazza Affari il sospetto aveva iniziato ad aleggiare da quando giovedì 26 marzo, oltre un mese dopo l’annuncio dell’offerta pubblica di scambio del gruppo guidato da Carlo Messina e che le quotazioni del titolo Ubi si erano più o meno allineate ai valori del concambio offerto da Ca’ de Sass, 

 

Parvus Asset Management, operatore di gestione inglese fondato dal finanziere italo-francese Edoardo Luigi Mercadante e controllato da un’omonima società domiciliata nel paradiso fiscale delle isole Cayman, era salito dalla sua quota iniziale del 5,091%, messa insieme nel capitale della banca di Victor Massiah a novembre 2017, fino al 7,9% (più un altro 0,7% in swap scaduto il 5 maggio) che con una quota complessiva dell’8,6% ne aveva fatto il primo azionista del gruppo (ora superato dal fondo americano Silchester) oggetto dei desiderata di Intesa. 

giandomenico genta victor massiah

 

Certo, come altri investitori, soprattutto i più speculativi, Parvus potrebbe scommettere in primis su eventuali rialzi dell’offerta che potrebbero avvenire nell’attraente partita del risiko bancario che si sta giocando tra Bergamo, Brescia e Milano. Ma il mantra di Messina ripetuto da febbraio è che i soldi messi sul tavolo non cambiano. “Nessun miglioramento dell’Ops”, è stato sempre categorico il banchiere.

Bazoli e Victor Massiah

 

Ora dopo l’indiscrezione di stamane rivelata dal Messaggero secondo cui dopo la Consob, anche la Procura di Milano avrebbe acceso un faro sui fondi di Mercadante per capire le ragioni per le quali la società inglese non abbia accolto l’invito dell’authority di Paolo Savona a fare trasparenza sul proprio azionariato, i sospetti si rafforzano. 

giuseppe Lucchini

 

Fra i vari punti interrogativi che avvolgono questo asset manager che potrebbe essere l’ago della bilancia del merger fra la prima e la quarta banca italiana, inoltre c’è anche quello che dell’esistenza di Parvus nel libro soci di Ubi non si fa per niente cenno nelle risultanze istruttorie dell’Antitrust, che sta vagliando l’operazione. 

 

paolo savona

Il punto è che, come ha ricordato il Sole 24 Ore, il pacchetto in questione del 7,9% è detenuto da Mercadante come gestione indiretta non discrezionale del risparmio: in pratica, pur avendo le azioni in portafoglio l’ultima parola sulle decisioni da prendere spetta ai sottoscrittori effettivi di quei titoli. 

 

Un attivismo “per conto terzi” che fa sì che il misterioso asset manager controllato, con tutte le schermature del caso, in sede off-shore si muova con una logica da family office: compra o vende cioè su mandato. E di chi? 

 

BOSATELLI

Chi sta seguendo da vicino la partita fa notare che il gruppo dei soci storici contrari alla scalata di Intesa e che controlla il 26% del capitale (il Comitato azionisti di riferimento, le varie fondazioni, il Sindacato azionisti di Brescia meno il fuoriuscito Giuseppe Lucchini e il Patto dei Mille), grazie proprio all’apporto di Parvus, arriverebbe a costituire proprio quella minoranza di blocco (quasi il 34%) tale da condizionare le deliberazioni in sede straordinaria dell’assemblea e, quindi, la fusione.

 

Ed è proprio qui che aleggia l’ombra del concerto che, se provata in capo ai medesimi azionisti, farebbe scattare l’Opa obbligatoria su tutto il capitale di Ubi. Non a caso la Consob ha invitato a fare trasparenza, ma da Londra tutto tace. Chissà se ora con la Procura cambierà qualcosa.

 

 

Officine Pietro Pilenga Spavictor massiah

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)