xu jiayin evergrande

IL SUPER PALAZZINARO CINESE - ASCESA E CADUTA DI XU JIAYIN, IL FONDATORE DEL COLOSSO IMMOBILIARE EVERGRANDE CHE RISCHIA IL CRAC - NATO NEL 1958, DOPO UN'INFANZIA POVERISSIMA, L'IMPRENDITORE SI IMPOSE A FINE ANNI '90 COME IL RE DEI COSTRUTTORI DI CANTON - I PROGETTI CALCISTICI CON JACK MA, LA SQUADRA ALLENATA DA MARCELLO LIPPI E CANNAVARO, PRIMA CHE SCOPPIASSE PURE QUELLA BOLLA...

Guido Santevecchi per il "Corriere della Sera"

 

xu jiayin 7

Gli piaceva giocare a poker con altri miliardari; si vantava di aver messo su la più grande squadra di calcio della Cina, con ambizioni di gloria sportiva internazionale, per compiacere i desideri di Xi Jinping. Soprattutto, la storia di Xu Jiayin, il fondatore di Evergrande, è lo specchio della corsa cinese verso la prosperità, cominciata negli Anni 80.

 

xu jiayin con jack ma

Xu è nato nel 1958 in campagna, da una famiglia poverissima. La madre morì quando lui non aveva ancora compiuto un anno, il padre era un reduce della guerra di liberazione contro i giapponesi. Erano i tempi del Grande balzo in avanti ordinato da Mao, che portò al disastro economico e alla carestia.

 

Xu Jiayin ricorda di essere stato sempre affamato da bambino e poi da ragazzo: «Per tutta la mia infanzia ho mangiato solo patate dolci e pane cotto al vapore, i vestiti erano stracci pieni di toppe». A quel tempo «sognavo solo di lasciare i campi, trovare un lavoro in fabbrica e mangiare meglio».

 

xu jiayin 6

Dopo la Rivoluzione culturale, chiusa nel 1976 alla morte di Mao, il diciottenne Xu ottenne una borsa di studio che gli permise di andare all’università, ingegneria metallurgica, poi fu impiegato in un’acciaieria statale.

 

xu jiayin 5

«Devo tutto allo studio e al Partito comunista che mi ha permesso di studiare», ha detto nel 2017, dopo essere diventato un capitalista d’assalto, con la benedizione del Partito-Stato.

 

xu jiayin 8

La sua ascesa non è diversa da quella di centinaia di altri capitani d’industria cinesi: alla fine degli Anni 80 sfruttò la grande apertura al mercato ordinata da Deng Xiaoping e la possibilità data ad alcuni di «arricchirsi per primi, perché anche arricchirsi è glorioso». Ora paga la nuova parola d’ordine lanciata da Xi: «Prosperità condivisa, basta con l’espansione caotica del capitalismo».

 

xu jiayin 4

Nel 1996 l’ingegnere metallurgico fondò a Guangzhou (Canton) l’azienda di costruzioni Hengda, che presto ribattezzò Evergrande, mezzo inglese e mezzo italiano per dire «Grande per sempre».

 

Servivano case per gli operai che affluivano in massa in città dalle campagne, grandi edifici per gli uffici e l’ex ragazzo di campagna costruisce i primi palazzoni, torri di cemento e acciaio che diventano il simbolo del boom cinese.

 

xu jiayin con marcello lippi

Si impose presto come il re dei costruttori di Canton e si meritò anche un nome in cantonese: Hui Ka Yan. Evergrande ha alimentato e sfruttato la grande urbanizzazione cinese, costruendo migliaia di grattacieli in tutta la Repubblica.

 

xu jiayin e jack ma

Nel 2017, con 47 miliardi di dollari di fortuna personale, il super-palazzinaro fu classificato «uomo più ricco della Cina». Ha goduto a lungo di ottime relazioni politiche, si dice anche con il fratello dell’ex primo ministro Wen Jiabao. Nel 2009 ha quotato Evergrande a Hong Kong, raccogliendo miliardi di dollari. Ma sul mercato delle obbligazioni il suo gruppo è diventato sinonimo di eccessivo indebitamento, di quella bolla immobiliare che da anni è considerata il principale rischio finanziario della Cina.

 

xu jiayin 3

Xu Jiayin alias Hui Ka Yan è andato avanti per la sua strada di successi ed eccessi. Nel 2010 ha costruito il club calcistico Evergrande Guangzhou, spendendo centinaia di milioni per giocatori e allenatori comprati all’estero (il nostro Marcello Lippi campione del mondo lo ha guidato al successo in vari campionati, ora è guidato da Fabio Cannavaro).

 

xu jiayin 2

Un segno della fitta trama di relazioni personali arriva nel 2014, quando vende metà della squadra a Jack Ma per 200 milioni di dollari: una cifra esorbitante. Il fondatore di Alibaba raccontò così l’investimento: «L’altra sera ero un po’ ubriaco, ho incontrato il mio amico Xu Jiayin che mi ha proposto l’affare e gli ho staccato un bell’assegno».

 

xu jiayin 1

Un investimento da ubriachi: ora che la bolla del pallone si è sgonfiata in Cina, rischia di crollare anche il progetto che doveva dotare l’Evergrande dello stadio più grande e più bello del mondo, una struttura a forma di fiore con capienza di 100 mila posti a sedere.

 

marcello lippi e fabio cannavaro in cina

È finito male anche l’investimento di Evergrande nell’auto elettrica: una incursione che non ha prodotto nemmeno un prototipo. Il miliardario rosso ha cominciato a scoprire di avere problemi quando nel 2017 Xi Jinping ha osservato che «la casa serve per viverci, non per speculare».

 

Era il primo avvertimento del vento che stava per cambiare. Ora che il castello di carte immobiliare di Evergrande si è afflosciato, il Partito-Stato manovra per evitare che il crac annunciato contagi la seconda economia del mondo.

 

fabio cannavaro e marcello lippi

I tecnocrati di Xi hanno in mano tutte le leve dell’economia nazionale e sapranno pilotare il ritorno a terra. Ma i sogni di grandezza di Xu sono finiti, anche se il miliardario ha giurato di battersi fino in fondo, evocando toni da ultima spiaggia che ricordano Winston Churchill: «Usciremo dai nostri giorni più bui, lo spirito di Evergrande non ammette la parola sconfitta, i nostri uomini in prima linea debbono continuare a costruire e consegnare palazzi e case», ha scritto in un messaggio ai circa 200 mila dipendenti. Sul web cinese l’accoglienza non è stata quella sperata: «Starnazza come un’anatra zoppa», ha scritto un investitore che aveva comprato le obbligazioni.

 

Evergrande Cina 2Evergrande manifestazioneEvergrande manifestazione 2evergrande groupEvergrande Cina

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…