1. “IL FATTO”: “LA MIGNOTTOCRAZIA SI È FATTA MOVIMENTO DI RESISTENZA IN PIAZZA FARNESE CONTRO L'INVIDIA “PER IL PISELLO DI BERLUSCONI” E CONTRO QUELLE IPOCRITE “CHE LA DANNO GRATIS”. SUL PALCO GIULIANO FERRARA COL ROSSETTO E SOTTO FRANCESCA PASCALE IN UN ARANCIO SHOCKING A DIFENDERE LA PROPRIA REPUTAZIONE DI INNAMORATA VERA E SINCERA DI SILVIO: “IO NON MI SENTO PUTTANA, E LEI?” 2. “IL FOGLIO”: ‘’ SIAMO TUTTI PUTTANE. BRUTTI PURITANI CHE NON SIETE ALTRO! SETTE ANNI E CANCELLAZIONE DALLA VITA PUBBLICA. UN CRIMINE ARDITO? UN DELITTO FEROCE? UN INSANO ATTO? E IL DELITTO DOV’È?, CHIEDONO DAL CAMIONCINO E CHIEDE LA PIAZZA’’

Video di Veronica Del Soldà per Dagospia

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

1. NELLA PIAZZA CON FERRARA MIGNOTTOCRAZIA IN MOVIMENTO
Antonello Caporale per "il Fatto Quotidiano"

La mignottocrazia si è fatta movimento di resistenza e il berlusconismo ieri è declinato sotto casa di Cesare Previti, in piazza Farnese, in un compendio più teatrale, pittoresco, edonista e vagabondeggiante. Sul palco Giuliano Ferrara col rossetto e sotto Francesca Pascale (memorabile la sua interpretazione di O' Calippo, esplosione canora estiva purtroppo limitata al litorale domiziano) in un arancio shocking a difendere la propria reputazione di innamorata vera e sincera di Silvio: "Io non mi sento puttana, e lei?".

In realtà , seguendo il filo illogico impresso da Ferrara, invincibile promotore delle cause perse ma anche direttore del Foglio che, per pura coincidenza, ha nel ragionier Giuseppe Spinelli, advisor delle olgettine, il presidente del consiglio di amministrazione, in piazza si era venuti a manifestare in difesa del Cavaliere sotto il titolo di "Siamo tutti puttane".

"Io mi sento puttana, va bene? Le dico che sì, è una barbarie": è Marina Ripa di Meana, giunta in perfetto orario col consorte e una mise di voluta sobrietà rotta appena da un cappello che dipana alla sua sommità lunghi fili neri, a confermare, nella provocazione, la nuova battaglia per la libertà. E' una adunata per la felicità, contro l'invidia "per il pisello di Berlusconi" (questa è di Anselma, moglie di Giuliano), e contro quelle ipocrite (sempre Anselma) "che la danno gratis". E' la sinistra che puttaneggia senza ristoro, mentre la destra trova nella gratificazione economica quel di più che compensa l'eventuale disagio.

In piazza, nonostante un'oceanica rappresentanza di giornalisti , poco entusiasmo. Che però, col passare dei minuti, si è fatto più convinto ed è esploso in una incontenibile gioia quando un corteo di militi ha scortato Francesca, la diletta fidanzata, fin sotto il palco. "Sono venuta di mia spontanea volontà, è la prima volta che lo faccio, se l'avessi detto a Silvio sicuramente mi avrebbe sconsigliato per motivi di sicurezza".

Francesca, innamorata di Silvio all'età di sedici anni (la giovinetta capitanò a Gubbio il movimento "Silvio mi manchi" con il quale entrò da minorenne nella scena politica) ha voglia di esserci e di manifestare il proprio dolore: "Mi vergogno di essere italiana". E conseguentemente: "Certo, a lui piacciono le belle donne, se no non gli sarei piaciuta".

Volitiva, sicura, controllata. Dizione perfetta e solo piccole sbavature nella consecutio, con qualche increspatura sui congiuntivi (se avrei?) che invece Daniela Santanchè, la più alta in grado politicamente parlando, non patisce nella sua breve arringa. "Dai, svegliamoci dal torpore, scendiamo in piazza, gridiamo la nostra protesta". Breve ma intenso battimani con un lento ma inesorabile ingresso in piazza dei deputati e senatori. Perché in verità all'inizio era parsa una manifestazione senza padri costituenti.

Però la Pascale (con l'autorevole vicinanza di Maria Rosaria Rossi, deputata addetta al Capo e al più intimo cordone di palazzo Grazioli, dove è ancora issata la bandiera italiana) ha rotto il ghiaccio e anche i parlamentari più restii hanno preso coraggio e sono intervenuti nell'ascolto dell'epica della puttaneria, nella mistica delle cosce, contro le manette al piacere, alla libertà, e anche all'orgasmo.

Visibilmente costernata, ma serena, Stefania Prestigiacomo con la sua bici. Centrale il volto tumefatto dalle lampade di Denis Verdini, evasiva ma non distratta Renata Polverini. Un Domenico Gramazio (er pinguino per i camerati) in camicia nera, segno inesausto della romanità fascista, convinto e plaudente. A distanza ma non troppo, a significare l'ora grave, il ministro Maurizio Lupi. Mentre si era così, stretti e un po' distratti, vogliosi di conoscere il gulag Boccassini, qualche spintone ha rotto l'incantesimo. Nessun danno fisico, ma un breve parapiglia al lato destro del palco contro comunisti infiltrati e provocatori.

Tutta qui Forza Italia, mentre Berlusconi, a cinquecento metri, ripassava il discorso ultimativo da fare a Enrico Letta, nel faccia a faccia decisivo. Silvio ha un'età, e dunque ha iniziato a far capolino l'idea che sua figlia Marina, anche oggi ferma nel difendere la storia e la reputazione della famiglia, possa essere destinataria dello scettro. "Io sarei d'accordo" ha detto Francesca, mentre Giancarlo Galan, fuori sincrono, rievocava "quella cena dove anch'io ho partecipato e c'era Mubarak e si parlò della nipote Ruby, o così capii, c'era l'interprete non era facile ascoltare e comprendere ogni cosa".


2. CRONACHE DAL PUTTANESIMO FOGLIANTE
Stefano Di Michele per "Il Foglio"

‘'Siamo tutti puttane" - e pure parecchi. Quasi quasi c'è da battersela con i settecento invitati dell'ambasciata di Francia, a scopo beneficenza, trecento euro a botta. Qui invece è tutto gratis (tranne la pregevole e già classica t-shirt, così da esibire il rivendicato puttanesimo tanto sul petto quanto sul pettorale), seppure a scopo, si potrebbe dire, di non minore beneficenza.

Chi ha il rossetto se lo dia, chi ha un tacco quindici lo calzi, pure lo spacco su villosi polpacci non avrà da raccogliere disdegno. Le puttane nella polvere - col Gran Puttaniere a franare con esse; le puttane elevate verso il cielo alto di piazza Farnese. C'è qualche "buffone! buffone!" che vaga qua e là nell'aria, ma poca roba, appena ministeriale impegno, adesso sennò quando? Si dibatte all'angolo della piazza. Signora numero uno, di buona taglia e causa liberale: "Berlusconi è un grande lavoratore!". Signora numero due, di taglia media e causa boccassiniana: "Ah sì, con tutte quelle puttane?".

Signora numero uno: "Embè? E' un gran lavoratore in tutto!". Il camioncino che serve da palco - piccolo camioncino, da comizio volante degli anni Cinquanta - si fa presto stracarico. E si capisce: l'Elefantino che si passa un acceso fucsia sulle labbra, tra il toscano e il pelo fulvo, Daniela Santanchè detta la Pitonessa, Selma Dell'Olio, Luigi Amicone, la figura cartonata a grandezza naturale (dunque cartonata ma senza sperpero di cartone) del Cav. (che l'Elefantino tra le ovazioni innalza, a mo' di pupo dell'Ara Coeli), la maxi foto del faccione di Zio Mubarak (con tanti capelli e parecchio tinti: copia?)...

E poi, ammasso di telecamere, spintoni, ahò, e state bòni!, ma che è, che è? E' la signorina Francesca Pascale che s'avanza, "la fidanzata dell'Amor Nostro", dice l'Elefantino mentre il rossetto gli si espande ai lati come sulla maschera di Joker, "le mie immacolate labbra di predicatore"; la fidanzata del "mio ragazzo", come dice la sua pregevole imitazione televisiva, in compagnia di Mariarosaria Rossi, vestale-filtro-barricata di Palazzo Grazioli.

"Un piccolo show del nostro scontento", spiega l'Elefantino. Moralisti no, scontenti sì. La questione è semplice, dice, e insieme iniqua. Sette anni e cancellazione dalla vita pubblica. Un crimine ardito? Un delitto feroce? Un insano atto? E il delitto dov'è?, chiedono dal camioncino e chiede la piazza. E la vittima dove sta? "Berlusconi non è un santo", e si capisce: ché pur Unto alla santità non aspira. Godurioso, mica matto. Piuttosto agli amori, il Don Pasquale brianzolo, aria di Donizetti, regalomane di suo, tanto di cravatte quanto di pecunia - tenga buon uomo, tenga bella donna. Il suo essere banalmente normale, il suo essere banalmente danaroso, che ai ceppi si vuol mandare.

"Brutti puritani che non siete altro!". Causa persa, brutta causa che il senso comune ora sfugge pur, il senso comune, la stessa bramando? "Difendere l'indifendibile è una delle più note attività liberali". Voce dalla piazza: "Sì, ma in filosofia è un'aporia...". Voce dal sen fuggita a giovane invitato al desinare in ambasciata: abito blu impeccabile, gemelli e abbronzatura da tennis club, ma dal taschino della giacca esce un irriverente fazzoletto con pin-up con culetto all'aria. A consolare gli ospiti d'oltralpe? A solidarietà con il donizettiano cantore di Arcore?

Per maggior sicurezza, una signora - s'intuisce indignata, s'intuisce schifata - piazza la sua telecamerina sul temerario manufatto: che il culetto si veda bene!, che l'infame sorrida ignobilmente! Nella ressa, la Pascale si destreggia e l'Amor Suo protegge: "Sono ferita dalla giustizia. Dell'uomo che amo posso essere solo orgogliosa". Si evocano, dal palco, "le buzzicone e i buzziconi moralisti", la Santanchè la libertà, Selma "i fissati e le fissate con il pisello di Berlusconi". Ruggisce, la moralità sparsa qua e là. Qualche moscia bandiera pidielle. Pure la bionda siliconata c'è (e ben ci sta). La piazza è bella piana. L'ambasciata ormai pure. Edith Piaf s'innalza orgogliosa, "Je ne regrette rien". Bon appétit!

 

Sostenitori di Silvio Sostenitori di Berlusconi Sostenitori di Berlusconi Sostenitori di Silvio Sostenitore Diego Volpe Pasini Daniela Santanche Ferrara Santanche e Amiconi Daniela Santanche e Alessandro Sallusti Daniela Santanche sul palco di piazza Farnese Daniela Santanche Anselma si disseta

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO