1. GRAZIE A DIO È VENERDÌ, E GRAZIE A DIO È NATA “FLUFFER”! “LE EDICOLE FARANNO LA FINE DELLE CABINE TELEFONICHE? E NOI LANCIAMO UNA RIVISTA DI FOTOGRAFIA EROTICA” 2. I CURATORI: “NEI PORNO ANNI ’80 IL FLUFFER ERA COLUI O COLEI CHE MANTENEVA ECCITATI GLI ATTORI NEI CAMBI DI POSE. LA NOSTRA RIVISTA VUOLE MANTENERE L’ECCITAZIONE ESISTENZIALE, SIA DI UOMINI CHE DONNE” 3. “IN ITALIA MANCA L’EDUCAZIONE ALL’IMMAGINE. L’IMMAGINE NON È NEUTRA ED È INGENUO PENSARE CHE BUONO È CHI FOTOGRAFA I POVERI E MALE È CHI FOTOGRAFA UNA DONNA SOTTOMESSA O IN POSIZIONI LASCIVE. UN PENSIERO CHE DERIVA DALLA CULTURA CATTOLICA E MARXISTA E VA COMBATTUTO CON UNA PROPOSTA DI LIVELLO CULTURALE ALTO” 4. “L’ARTE È EROTICA O NON È. C’È UN DESERTO CULTURALE LEGATO ALL’EROTISMO CHE FA PAURA”

Eva Di Tullio per Ziguline - http://www.ziguline.com/e-nata-fluffer-la-prima-rivista-di-fotografia-erotica/?fb_action_ids=10152111248854595&fb_action_types=og.likes

Metti una sera di novembre, seduti al Bar Marani, sul tavolo due birre e una rivista di carta fresca di stampa, con due cari amici di ziguline a parlare di erotismo e pornografia. Tutti preparatissimi sull'argomento, tranne io ovviamente, non aspettavano altro che parlare del loro nuovo progetto editoriale, Fluffer, in serie limitata e da collezione, che hanno presentato qualche settimana fa al festival Scanner di Roma dedicato alle autoproduzioni italiane. Una bella scommessa di cui noi vi diamo un assaggino con questa intervista che non vedevamo l'ora di farvela leggere. 

Cos'è Fluffer?

Dario: Fluffer è una rivista di carta, cosa molto importante se consideriamo che le riviste di carta stanno scomparendo e dubito che i miei nipoti sappiano cosa siano le edicole, quindi rischiano di fare la fine delle cabine telefoniche. Fluffer è una rivista con dentro delle donne nude, con anche degli uomini nudi. È una rivista su carta dedicata alla fotografia erotica, che io sappia è l'unica che c'è in Italia. (Gli intervistati toccano ferro e invocano i culi delle balene, ndr).

Il problema è la mancanza nel nostro paese dell'educazione all'immagine, vivi in una società che ti bombarda di immagini che non sai gerarchizzare e non conosci il loro significato. L'immagine non è neutra ed è molto ingenuo pensare che buono è chi fotografa i poveri e male è chi fotografa una donna sottomessa o in posizioni lascive. Questo pensiero che affonda le radici nella cultura cattolica e marxista è un danno culturale che va combattuto con una proposta di un livello culturale altrettanto alto.

Perché questo nome?

Dario: nel cinema porno degli anni d'oro degli anni ottanta la figura del fluffer era colui o colei che manteneva eccitati gli attori nei cambi di posa. Qualche anno fa quando ho ideato la rivista sono andato su internet e mi sono accorto che non ci sono molte informazioni a riguardo, è un termine che non si usa più nel cinema pornografico. Perché non c'è più il cinema pornografico tra l'altro. Fluffer non è riferito ad un genere maschile o femminile, è solo una figura che mantiene viva l'eccitazione, ha quell'obiettivo. Nel caso della nostra rivista non parliamo di un'eccitazione sessuale ma di un'eccitazione esistenziale direi.

Come è nata questa collaborazione tra voi due?

Virginia: tutto è nato da una chiacchierata, dalla voglia di iniziare una collaborazione divertente su un prodotto nuovo e stimolante, per affrontare con la spensieratezza e leggerezza una tematica artistica che avesse un futuro.

Entrambi venite dal mondo delle gallerie, mi chiedo come è avvenuto questo passaggio ad un prodotto editoriale?

Virginia: innanzitutto dalla voglia di creare un prodotto editoriale cartaceo, quindi una mosca bianca, qualcosa di nuovo e poi nel mio caso si tratta della promozione di un prodotto culturale e artistico che vuole avere un impatto sociale, magari cambiando l'approccio verso la tematica trattata nella rivista. Essendo poi un libretto d'arte non si distacca tanto dal lavoro che entrambi abbiamo fatto fino ad ora.

Dario: per quanto mi riguarda non è un passaggio perché Fluffer è un prodotto modulare, è un concept che ha a che fare con una forma mentis con cui puoi arrivare tranquillamente alle gallerie, visto che si tratta di fotografie che si posso esporre, e poi Mondo Bizzarro ha sempre accompagnato la fotografia erotica, quindi nel mio caso è un progetto azzeccato.

Come è avvenuta la selezione dei fotografi?

Dario: su questo primo numero i fotografi li ho scelti io, il primo numero è stato realizzato più o meno in cinque giorni. Rebecca Tillet è una fotografa che ha già lavorato per Mondo Bizzarro, con lei abbiamo fatto una mostra ad ottobre; Giangiacomo Pepe è un fotografo che seguo da diverso tempo, Marc Blackie è un fotografo inglese che seguo da almeno quasi dieci anni perché lo pubblicai su Blu nel 2003 così come Rebecca Tillett, la Morabitò è una fotografa abbastanza esistenzialista, questa cosa emergerà anche più avanti, ha lavorato ad un progetto con Pepe in cui gli faceva da modella. E poi c'è la star di Fluffer, Carlo Emanuele Mezzano, un fotografo molto giovane, un lavoro molto interessante il suo. Infine come bonus c'è la collaborazione tra la modella Lulù Draghiza e il fotografo di moda Pino Leone.

Domanda marzulliana: diamo una definizione di eros.

Virginia: l'eros è qualcosa che dovrebbe essere comunicato diversamente perché purtroppo è stato tremendamente volgarizzato dalla televisione e dalla pubblicità che hanno portato alla banalizzazione dell'eros e della rappresentazione del corpo femminile. Io credo che l‘eros sia una parte importante del nostro essere e Fluffer si propone di dare una nuova chiave di lettura, cercando di riportarlo ai livelli con cui dovrebbe essere considerato, come una forma d'arte appunto.

Dario: l'eros è una cosa che mi accompagna per tutta la vita, è abbastanza intimamente legato al mio essere, è una cosa molto personale per me: la vita è eros, non c'è altro. L'arte è erotica o non è.

Fare Fluffer per me è un modo per rivendicare la centralità di questo aspetto nella società contemporanea che cerca di negarlo ogni momento, c'è un deserto culturale legato all'erotismo che fa paura e mi lascia basito.

Virginia, non credi che questo progetto sia una bella scommessa per te in quanto donna che sfida il sistema?

Virginia: Effettivamente credo che Fluffer sia interessante proprio per questo, mi fa piacere e mi interessa essere testimone di questo processo di indagine. In particolare nel mio lavoro di progettazione e promozione penso che un prodotto del genere può avvantaggiare una serie di iniziative che vogliono creare qualcosa di nuovo nel sistema e indagare più a fondo. Non a caso è stato pensato un manifesto di Fluffer ancora in fase di elaborazione ma con tante idee dentro.

 

 

fluffer x FLUFFER FLUFFER FLUFFER FLUFFER FLUFFER FLUFFER

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…