dago in the sky

1. MA ALLORA È AMORE! ALLA PRESENTAZIONE DI “DAGO IN THE SKY”, IN ONDA DOMANI ALLE 20.45 SU SKYARTE HD, SBUCA A SORPRESA VITTORIO SGARBI, OSPITE CON EVA CANTARELLA, DELLA PRIMA PUNTATA, “IN PRINCIPIO FU IL PENE”, DEDICATA AD ARTE E OMOSESSUALITA’ - 2. DIMENTICATE LA TV RADIO-ZOMBIE ALLA FABIOFAZIO; ECCO 45 MINUTI DI TV CHE APPARTENGONO AL PRESENTE, CONTEMPORANEI ALLO SMARTPHONE, DOVE IL PIACERE ESTETICO HA SEMPRE LA MEGLIO SUL TRAN-TRAN DELLA TV DEL SECOLO SCORSO

DAGO IN THE SKY

 

 

 

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia – Presentazione del programma “Dago in the Sky”, in onda venerdì 11 alle 20.40 su SkyArte.

 

1. D’AGOSTINO: GUARDATE ME E LASCIATE STARE IL CELLULARE

Silvia Fumarola per la Repubblica

 

Roberto D’Agostino lancia la sua sfida: «L’obiettivo di Dago in the Sky è quello di riuscire per trenta minuti a non far venir la voglia allo spettatore di afferrare il telefonino, cosa difficilissima. Vedo mio figlio come sta seduto davanti alla tv: con la testa china sul cellulare».

 

vittorio sgarbi e roberto d agostinovittorio sgarbi e roberto d agostino

Dopo l’esperimento della scorsa stagione, l’inventore di Dagospia ricomincia il suo viaggio tra arte cultura e costume su Sky Arte da venerdì alle 20.45. «È il completamento delle puntate andate in onda prima dell’estate, il tentativo di offrire una scintilla di curiosità su quello che sta accadendo intorno a noi. Con la rivoluzione tecnologica ti dicono: “Tu non servi più”, eppure sai fare il tuo lavoro, il talento è lo stesso». Sette appuntamenti, dai tatuaggi al corpo, dalla politica al food, dalla spiritualità alla religione, dalla ricchezza alla puntata che apre la serie, venerdì, dedicata a arte e omosessualità in cui interviene Vittorio Sgarbi.

 

anna federici e marco molendinianna federici e marco molendini

A 25 anni dalla rissa entrata nella storia della tv — all’Istruttoria di Giuliano Ferrara, in cui  il critico d’arte si beccò uno schiaffo da D’Agostino — la pace. «Vittorio è stato straordinario, ha parlato un’ora sulla mia terrazza senza mai urlare “capra”» racconta D’Agostino.

 

«Ci siamo conosciuti nell’86. Venne a Roma accompagnato da Marta Marzotto, siamo diventati amici, poi il dissidio, la trasmissione del ’91... Siamo un po’ due discoli, ci piace fare i dannunziani col duello, la sfida. La forza è sempre stata la nostra debolezza. L’ho chiamato, abbiamo chiacchierato e abbiamo fatto questa puntata fantastica. L’omosessualità oggi è stata legittimata dalle unioni civili, con Vittorio e la professoressa Eva Cantarella siamo andati alle radici. Qualche anno fa, quando Sgarbi era assessore a Milano, organizzò la mostra “Vade retro” che venne rimossa dalla sindaca Moratti per oscenità. Vittorio spiega che “tutta l’arte è omosessuale, se uno non è omosessuale non è artista. L’artista è una madre. L’uomo si fa donna e diventa madre dell’opera, la donna è in concorrenza con stessa”».

salone delle feste per dagosalone delle feste per dagoroberto d agostino e vittorio sgarbiroberto d agostino e vittorio sgarbi

 

anna cerofolini vittorio sgarbianna cerofolini vittorio sgarbi

Sulla politica ha le idee chiare: «E’ il relitto perfetto», dice D’Agostino «completamente svuotata di potere. Il referendum? Voto no per salvare le avventure giovanili di Matteo Renzi. Lo faccio da genitore». Indaga sul web: «Con Internet è cambiato il nostro mondo, tutti raccontano che quella della rete è una vita pornicizzata, ma è davvero così? Alla fine Dio è ciò che manca quando non manca nulla. Ne parlo con Vito Mancuso. Se digito su Google la parola “spiritualità” ha 6 milioni di risultati perché oggi la religione è sinonimo di violenza, guerra: è qualcosa che ci divide. Invece c’è bisogno di spiritualità».

roberto pisoniroberto pisoni

 

Il kitsch, tema caro a Gillo Dorfles, è cambiato ai tempi di Instagram: «Internet ha trovato nel gusto del cattivo gusto, nel trash, una forma di comunicazione velocissima» osserva il giornalista. «Vedi i capelli di Trump che si fa il riporto coi peli della schiena e capisci che il kitsch ha preso il sopravvento, in fondo è l’arte della felicità. Parliamoci chiaro, un sedere come quello di Kim Kardashian anni fa sarebbe stato coperto da un telo da circo... Perché oggi è il più cliccato? Perché c’è gente che si mette le protesi per avere un culone così?».

 

anna federici mauro luchetti e dagoanna federici mauro luchetti e dago

 

2. LA MIA TV A MISURA DI CELLULARE

Salvatore Dama per Libero Quotidiano

 

«Internet è come l' invenzione della stampa a caratteri mobili. Gutenberg aveva dato a tutti la possibilità di leggere un libro. Privilegio che prima apparteneva solo ad amanuensi e potenti». Come nel ‘400, dice Roberto D' Agostino, «oggi stiamo vivendo un nuovo Rinascimento. Una rivoluzione digitale che ha cambiato la storia del mondo». Di questo parlerà la seconda stagione di "Dago in the Sky", in onda su Sky Arte da venerdì 11 novembre.

«È un tentativo di vedere effetti e difetti, errori e orrori di questa nuova era».

roberto d agostino vittorio sgarbi roberto pisoniroberto d agostino vittorio sgarbi roberto pisoni

 

E cosa è venuto fuori?

«Dico una cosa retorica. Internet ha dato potere al popolo. Con il telefonino, la gente ha sempre un computer in tasca connesso col mondo. E questo le permette di avere un peso che prima non aveva. Ci volle un secolo per passare dal Medioevo al Rinascimento.

Oggi abbiamo la caduta del muro e davanti ai nostri occhi c' è tanta polvere che ci impedisce di capire qual è l' orizzonte. "Dago in the Sky" è il tentativo di vedere come sta avvenendo la mutazione in una serie di ambiti».

anteprima di dago in the sky (2)anteprima di dago in the sky (2)

 

Fondatore di Dagospia, D' Agostino torna in tv con un format a misura di web: «Ho rovesciato sullo schermo il display del telefonino».

 

Che significa?

«Quando ho pensato questo programma mi sono detto: ok, faccio delle interviste. Ma poi...».

 

Cosa?

raffaella gresele, dago e anna cerofoliniraffaella gresele, dago e anna cerofolini

«Mi sono domandato cosa cazzo gliene frega alla gente di due che parlano tra di loro in tv? Quelli sono programmi novecenteschi, oggi il pubblico vuole essere coinvolto. Gli intervistati guardano direttamente lo spettatore. Non me. Il ragionamento è questo: se tu mi escludi, io sto davanti alla televisione con il telefonino. Le persone camminano, guardano la tv, scopano con il cellulare in mano».

 

Come fare per non perdere l' attenzione?

«Avevo materiale per fare puntate da due ore e mezza. Ma teniamo tutto in mezz' ora.

Perché, dopo poco, la gente ne ha già le palle piene. Tutto deve essere concentrato. È il principio con cui do le notizie su Dagospia».

 

Solo titolo e sommario.

pugliese, rho e cerofolinipugliese, rho e cerofolini

«Perché la gente legge solo quelli. Ha altro da fare. E anche io: voglio scopare, voglio fare una passeggiata col cane, voglio andare al cinema.

 

Qual è il tema della prima puntata?

«Partiamo con l' omosessualità. Oggi non è più quella di ieri. E per capire come si è sviluppata dobbiamo partire dal passato, dal suo rapporto con l' arte. Ne parlano Vittorio Sgarbi e la grecista Eva Cantarella».

 

A seguire?

paloschi, sgarbi e dagopaloschi, sgarbi e dago

«Ci occuperemo della politica ai tempi della rivoluzione digitale. Titolo della puntata: il "relitto perfetto"».

 

Ecco.

«Dal 1989 in poi, Internet, blog, app, social network hanno svuotato la democrazia liberale. Non serve più. Oggi gli unici regimi che hanno forza sono quelli oligarchici e autocratici: la Russia, la Cina, la Turchia».

 

La politica l' annoia?

paolocci e reipaolocci e rei

«È che non interessa più al lettore. Perché sa che non cambierà la sua condizione sociale ed economica. Lo scrittore Guy Telese ha detto che "le elezioni in America non contano niente: ormai il presidente Usa non ha più potere". Sottoscrivo».

 

Gli Stati Uniti hanno perso l' egemonia?

«Erano gli sceriffi del mondo. Ma dal 2001 non è più così. Per cui Trump o Clinton...».

 

E l' Italia?

paloschi, sgarbi e dago paloschi, sgarbi e dago

«Stesso discorso. La disoccupazione e la crisi economica non dipendono dalle scelte di Renzi. È un vento che spira in ogni angolo del mondo. L' Oxford University dice che tra vent' anni perderemo il 47% dei mestieri, ci saranno 140 milioni di disoccupati».

 

Quali altri sconvolgimenti ha portato l' era digitale?

«Il cibo. Una volta era la fame atavica. Ora è una nuova religione. I cuochi sono chef.

Ne parlo con Cracco. Gli chiedo cosa resterà di lui».

 

E lui?

«Un uovo. "Io so cucinare l' uovo", mi ha risposto. Allora l' ho portato nella mia cucina e l' ho messo alla prova. La puntata si chiama il "Palato immaginario"».

 

Altro tema?

«Il corpo è un' altra storia.Dal tatuaggio alla scarificazione, dal body building al botox».

 

L' invasione degli ultra-corpi.

dago e sara casottidago e sara casotti

«Una volta c' era il precetto cristiano: "Dio ti crea a sua immagine e somiglianza". E non potevi toccare niente. Oggi la farmacia ha battuto la Chiesa, la scienza ha messo nel sacco la fede. Il corpo è una macchina. Un pezzo si rompe? Lo si sostituisce. Vuoi avere il culo di Kim Kardashian? Ti metti una protesi et voilà. Il corpo fa share, fa ascolto».

 

È il trionfo del kitsch.

«Analizzeremo anche questo fenomeno. Prima era visto come il cassonetto delle vergogne, il cattivo gusto».

 

E ora?

«Ai tempi di Instagram ha messo le ali. Oggi il kitsch pensa, concede interviste. È diventato "l' arte della felicità". E parlo del cattivo gusto nella sua forma ruspante, nella sua forma intellettuale, il Camp, e nella sua forma becera, il trash. Il kitsch è simpatico, popolare, dà una possibilità di comunicazione con gli altri. Il bon ton e lo chic no, sono divisivi».

 

cerolini, gresele e daniela bonvinocerolini, gresele e daniela bonvino

Con Cafonal, Dagospia ha inventato un genere.

«Negli anni Ottanta c' era Capital. E spiegava ai nuovi ricchi qual era lo stile dei veri ricchi: l' Aga Khan, Gianni Agnelli, Marco Tronchetti Provera. Così gli imprenditori della Brianza, di Latina, di Battipaglia, hanno iniziato a portare l' orologio sul polsino».

 

Dove nasce Cafonal?

«Davanti ai buffet. La gente va alle feste, bussa alla porta di un' alta società che non gli appartiene. Ma davanti al cibo si tradisce. Quando arrivano le pennette diventano tutti fedayn all' attacco. Al grido di: "Nel dubbio, magnamose tutto!". E allora vedi quei piatti che diventavano cofane».

 

Manca il cibo dell' anima.

dago intervistatodago intervistato

«Parleremo pure di spiritualità, del passaggio da "Dio a d'Io". La religione, intesa come islam e cattolicesimo, è ideologica e bellicosa. La spiritualità ha preso il sopravvento. In una società dura e impietosa, Dio è ciò che manca quando non manca nulla».

elena basso e alessio violaelena basso e alessio viola

 

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”