giuseppe conte coronavirus

''CONTE AL 'PAIS' DICE CHE RIFAREBBE TUTTO? MA SE HA SBAGLIATO TUTTO'' - IL MICROBIOLOGO CRISANTI, A CAPO DELLA TASK FORCE VENETA: ''A VO' EUGANEO IL 20 FEBBRAIO C'ERA IL 3% DELLA POPOLAZIONE INFETTA E LA SETTIMANA DOPO SI PARLAVA DI RIPARTIRE. ANCORA STIAMO PAGANDO LE CONSEGUENZE DI QUELL'ERRORE - LA BATTAGLIA NON SI VINCE NEGLI OSPEDALI, MA IDENTIFICANDO TUTTI GLI INFETTI E ISOLANDOLI. GLI OSPEDALI SONO STATI UN VETTORE DI CONTAGIO. RIAPRIRE IN ESTATE? SE VA AVANTI COSÌ, NON CREDO PROPRIO''

 

1 - IL VIROLOGO CRISANTI A CIRCO MASSIMO: "RIAPRIRE SOLO CON RETE DI CONTROLLO, ALTRIMENTI CI SARÀ EPIDEMIA PEGGIORE DI ADESSO.  CHI HA GESTITO EPIDEMIA L'HA VISTA IN TV, VENGANO A BERGAMO PER RENDERSI CONTO. SE CONTE PENSA CHE FAREBBE STESSE COSE, IO RESTO SORPRESO"

da Circo Massimo - Radio Capital

 

"Fin dall'inizio in Veneto abbiamo cercato di convincere le autorità regionali, che poi hanno sposato questa tesi, che la battaglia contro l'epidemia va vinta sul territorio. Qui bisogna identificare le persone che sono infette, sia sintomatici sia asintomatici, e isolarle. Sono loro la fonte del contagio. Meno persone contagiano, meno persone arrivano nei reparti di malattie infettive e vanno in rianimazione. All'inizio non si è capita questa cosa e si è pensato che la battaglia si sarebbe vinta negli ospedali. Ma nessuna battaglia è stata mai vinta negli ospedali".

 

ANDREA CRISANTI

Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova, spiega ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital che il principale errore nella gestione dell'emergenza è stato "sottovalutare completamente l'epidemia all'inizio, i dati stavano davanti agli occhi tutti. A Vo' Euganeo, il 20 febbraio, c'era il 3% della popolazione infetta. Un dato che, trasportato su scala nazionale, dà la cifra di un milione e mezzo di persone. Ricordo che nell'ultima settimana di febbraio si parlava di ripartire e far vedere che in Italia non c'era pericolo, come se stessimo danzando su una nave che stava andando a fondo. Adesso stiamo ancora pagando le conseguenze di quell'errore".

 

In un'intervista al quotidiano spagnolo 'El Pais', il premier Conte ha detto che, se potesse tornare indietro, si comporterebbe allo stesso modo. "I risultati sono sotto gli occhi di tutti, gli italiani hanno visto quello che è successo. Se le autorità politiche pensano di rifare le stesse cose, io sono un po' sorpreso" osserva il prof. Crisanti a Radio Capital. "La maggior parte delle persone che ha gestito quest'epidemia l'ha vista in tv e l'ha continuata a vedere in tv. Avrei trasferito gli uffici della Protezione Civile, del direttore dell'Istituto Superiore di Sanità, del consigliere del governo a Milano o a Bergamo, per vedere quello che stava succedendo sul territorio.  Forse si sarebbero resi conto della dimensione del problema".

 

LUCA ZAIA

"In questo momento c'è ancora trasmissione: i casi non diminuiscono, abbiamo una leggera  diminuzione nel numero dei morti. Ma come mai, nonostante tutte queste misure di restrizione, abbiamo ancora trasmissione? Ci si è chiesto se tutte queste persone che sono malate a casa hanno un impatto sulla trasmissione ad altri membri della famiglia? - osserva il professore ordinario di microbiologia all'Università di Padova a Radio Capital - noi abbiamo sotto gli occhi gli esempi opposti di Vo' Euganeo e della nave Diamond Princess. A Vo', dopo il primo caso, abbiamo testato tutti, abbiamo visto dove stava l'infezione e abbiamo messo i casi in isolamento.

 

Sulla Diamond Princess hanno usato l'approccio contrario. Hanno aspettato che una persona si sentisse male per portarla via dalla nave e questo ha creato il disastro con decine di casi. Il problema è che questa trasmissione residua avviene nelle case, amplificato dal fatto che molte persone malate sono rimaste a casa senza diagnosi" .

 

Come uscire da questa impasse? "Penso che l'Italia abbia tutte le risorse tecnico-scientifiche per affrontare questa situazione e rimediare a errori e valutazioni inappropriate. Uno dei passi principali da fare è cominciare ad affrontare la situazione a seconda dei vari territori. Ad esempio la Sardegna ha un problema diverso dalla Lombardia e richiede un approccio totalmente diverso. Se non affrontiamo il problema con questo metodo, sarà sempre più difficile uscirne".

LUCA ZAIA

 

"I dati devono avere più trasparenza - aggiunge il prof. Crisanti a Circo Massimo, intervistato dal direttore Massimo Giannini e Oscar Giannino - ad esempio sarebbe interessante sapere quanti nuovi casi sono persone che hanno parenti in casa. Significa che bisogna fare un'operazione molto più aggressiva per identificare le persone che stanno male a casa: si va nelle case, si fanno tamponi a familiari e vicinato e tutte le persone positive vengono portate in strutture d'accoglienza  diverse dalla loro casa".

 

Quando e come ripartire? Secondo il prof. Crisanti "bisogna cominciare da subito a prepararsi per quel momento, è impensabile ritenere che si ripartirà quanto tutti i casi saranno identificati. Bisognerà ripartire con un rischio accettabile, significa che adesso dobbiamo prepararci, producendo e stoccando dispositivi di sicurezza come mascherine e aumentare drammaticamente la capacità di fare tamponi per verificare la presenza degli  anticorpi. Quando non ci sarà più un grande numero di casi, le attività produttive dovranno riprendere.

conte speranza

 

Bisogna assicurare la sicurezza dei lavoratori e fare in modo che non si infettino e non facciano ripartire l'infezione. Si può ripartire solo quando avremo messo in piedi una struttura di protezione e una rete di controllo, altrimenti scoppia un'epidemia ancora peggiore di quella che abbiamo adesso. Dopo Pasqua potremo anche vedere una diminuzione dei casi e dei morti, ma se non ci si prepara non saremo pronti a ripartire. Come fa una fabbrica a rimettere nelle proprie strutture mille persone senza mascherine o senza vedere se ci sono infetti? Sarebbe una follia. La preparazione necessaria per la ripartenza consiste nelle tre 'd': diagnostica, dati e dispositivi".

 

 

2. CRISANTI: “TROPPI MORTI PER COLPA DELL’ESECUTIVO”

Alessandro Gonzato per “Libero quotidiano

ANDREA CRISANTI 1

 

«Il governo di un Paese che dopo un mese di "quarantena" conta ancora mille morti al giorno dovrebbe chiedersi cos' ha sbagliato, perché le misure di contenimento sono state inefficaci. E invece abbiamo a che fare con persone arroccate nelle proprie posizioni, che continuano a fare e dire cose sbagliate con sprezzo dell' evidenza. Se una nazione adotta provvedimenti goccia a goccia significa che non ha una visione, che cerca solo di mettere delle pezze una dopo l' altra. Finora chi doveva prendere le decisioni ha rincorso emotivamente la quotidianità senza avere il minimo piano d' azione».

 

Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di medicina molecolare dell' Università di Padova, professore all' Imperial College di Londra, è a capo della task force sanitaria del Veneto. La regione guidata da Luca Zaia, al momento, è quella che al Nord ha la percentuale minore di morti e contagiati. In Veneto il tasso di mortalità legata al Coronavirus si aggira attorno al 4%, in Lombardia al 14, in Emilia-Romagna all' 11.

 

Professore, la differenza è enorme: come la spiega?

quarantena e posti di blocco a vo' euganeo 8

«Abbiamo fatto più tamponi di tutti per isolare il maggior numero possibile di positivi. Vo' Euganeo, il primo nostro focolaio, è stata chiusa quasi subito, la popolazione è stata sottoposta a un doppio test, prima e dopo la "quarantena", e il risultato è che i contagi, di fatto, si sono azzerati. Poi c' è la questione legata agli ospedali».

 

Cioè?

«In quello di Padova, ad esempio, scoperto il primo contagiato abbiamo fatto il tampone a tutte le persone del reparto, sia medici che pazienti, e isolato immediatamente chi aveva contratto il virus. Siamo intervenuti in modo capillare perché la struttura funzionasse al meglio, riducendo al minimo la possibilità che l' epidemia si diffondesse all' interno, cosa che purtroppo è accaduta in alcuni ospedali lombardi.

Questo ha permesso anche al nostro personale di lavorare in modo più sereno. Abbiamo sottoposto al test tutti, 6 mila persone, e ora abbiamo un tasso di infezione bassissimo».

 

Verona però è tra i nuovi focolai d' Italia

«È vero, e i motivi sono due. Il primo è la vicinanza con Brescia e Bergamo. Il secondo, probabilmente determinante, è che i dirigenti dell' ospedale non erano preparati, e infatti hanno contratto quasi tutti il virus. Senza una guida salda è nata una situazione d' insicurezza che si è ripercossa sulla quotidianità. Se salta l' ospedale salta tutto».

 

Il governo doveva adottare il "modello Vo'" fin da subito?

«Avrebbe dovuto disporre il campionamento della popolazione in tutte le "zone rosse". Non averlo fatto peserà sulle coscienze. Il 26 febbraio, a Vo', il 3% della popolazione era infetta. Su scala nazionale significa che c' erano già un milione e mezzo di contagiati, un numero enorme. L' Italia ha perso due settimane a discutere dei danni all' economia e di quelli d' immagine: una follia. Quelle due settimane, mi creda, le stiamo ancora pagando».

quarantena e posti di blocco a vo' euganeo 1

 

Come se ne esce? Ulteriori restrizioni?

«Non servirebbero».

 

I suoi colleghi, però, in tivù non fanno che ripetere che per sconfiggere il virus bisogna stare a casa

«Certo, un periodo di isolamento è necessario, io dico solo che a questo punto non servirebbe a niente imporre ulteriori divieti, la gente li sta già rispettando. Non è colpa degli italiani se abbiamo ancora migliaia di casi al giorno».

 

Quindi cosa dovremmo fare?

«Vanno sottoposte al tampone domiciliare tutte le persone che chiamano il medico lamentando i sintomi.

Idem per i familiari, anche se sono asintomatici. I positivi vanno portati in alberghi e strutture ad hoc per interrompere la catena del contagio. I dati parlano chiaro: le case sono veri e propri incubatori d' infezione. Da questa brutta storia se ne esce solo così».

 

È la strada che percorrerà il Veneto?

«In realtà coi tamponi abbiamo già cominciato. Al resto credo che ci arriveremo presto. La strategia nazionale, chiamiamola così, non ha funzionato. Bisogna prenderne atto. Questa è una battaglia che si vince sul territorio prima ancora che negli ospedali. Più casi vengono identificati e meno gente arriva al pronto soccorso. Più casi vengono scoperti e più diminuisce la trasmissione».

quarantena e posti di blocco a vo' euganeo 3

 

Si può riprendere il "Corona" dopo essere guariti?

«È una questione molto importante: a oggi non ci sono prove che escludano casi di recidiva».

Quindi, ci scusi, serve davvero continuare a stare a casa e tenere chiuse le aziende? Oltretutto, a "quarantena" terminata, la gente tornerà al bar, al ristorante, a baciarsi e abbracciarsi

«L' isolamento consente di rallentare la circolazione del virus, e ciò non va messo in discussione. È altrettanto vero però che a tempo debito ci dovremo porre il tema della ripresa. Il Covid-19 non sparirà all' improvviso».

 

Quando il Paese ripartirà dovremo accettare una percentuale di nuovi morti e contagiati?

«Qui si pone un duplice tema. Il primo è di natura tecnica: quali parametri utilizziamo per calcolare il rischio? Il secondo è politico: il governo dovrà decidere cosa ritiene accettabile o meno».

 

Non si fa altro che parlare di "picchi" e "curve". E se il "picco" non esistesse e continuassimo con questa tendenza?

«Se la curva continua ad andare su e giù, e finora è andata così, significa che i provvedimenti non hanno sortito l' effetto sperato. La media del periodo d' incubazione è di 5-7 giorni. Se implementi le misure restrittive dovresti vedere i risultati dopo 8-9. Non abbiamo visto ancora niente».

 

Cos' altro non ha funzionato?

«Non abbiamo più i professionisti di un tempo, quelli che hanno gestito il colera, la malaria, il tifo».

 

«Andrà tutto bene», «ci rifaremo in estate». Il Paese va avanti a slogan. Secondo lei come andrà: a luglio avremo una vita quasi normale?

quarantena e posti di blocco a vo' euganeo 4

«Di questo passo ce lo scordiamo, a meno che il virus, come nel caso della Sars, non sia estremamente sensibile al caldo. Ma devo essere sincero, sarebbe un miracolo, non ci sono dati che lo dimostrano».

 

L' Inghilterra, che lei conosce bene, è passata velocemente dalla teoria dell' immunità di gregge alla serrata

«Gli inglesi sono pragmatici: se si accorgono che una decisione è sbagliata ci mettono un attimo a cambiarla. Mica come da noi».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...