pfizer vaccino coronavirus

NELLA GUERRA DEI VACCINI HANNO VINTO GLI AMERICANI (E PURE I TEDESCHI) - PFIZER-BIONTECH SI PRENDE IL MERCATO EUROPEO: VON DER LEYEN TRATTA PER AVERE 1,8 MILIARDI DI DOSI, OLTRE AI 600 MILIONI GIA' ACQUISTATI, FINO AL 2023 - IL GRUPPO HA ALZATO IL PREZZO: DA 15,5 A 19,50 EURO A DOSE - VUOL DIRE CHE IL NUOVO CONTRATTO COSTERÀ CIRCA 35 MILIARDI: L'ITALIA OTTERREBBE CIRCA 250 MILIONI DI DOSI AL COSTO DI 4,7 MILIARDI…

ursula von der leyen

Marco Bresolin per "la Stampa"

 

L' Ue ha deciso: quello prodotto da Pfizer/BioNTech sarà il vaccino degli europei. Quest' anno, ma soprattutto il prossimo e anche nel 2023, visto che l' emergere delle varianti richiederà con ogni probabilità la necessità di una vaccinazione stagionale, con farmaci in grado di rispondere alle mutazioni.

 

DOSI DEL VACCINO PFIZER IN ITALIA

Comirnaty - questo il nome del preparato anti-Covid19 realizzato dall' azienda americana con la tedesca BioNTech - è il più caro e il più difficile da gestire logisticamente, ma i governi lo considerano il più affidabile: per questo la Commissione ha avviato i negoziati per un terzo contratto da 1,8 miliardi di dosi, che si aggiungeranno ai 600 milioni già acquistati. In totale fanno 2,4 miliardi di dosi, sufficienti a vaccinare per tre anni di fila l' intera popolazione europea.

 

VACCINO PFIZER 1

Nei giorni scorsi il premier bulgaro Bojko Borisov aveva polemizzato con Bruxelles perché la casa farmaceutica ha deciso di aumentare il prezzo: da 15,5 a 19,50 euro a dose. Vuol dire che il nuovo contratto costerà circa 35 miliardi: l' Italia otterrebbe circa 250 milioni di dosi al costo di 4,7 miliardi. Ma Ursula von der Leyen e gli altri leader Ue, vista la partenza a rilento della campagna vaccinale, hanno capito che non è il caso di badare a spese.

E così Pfizer/BioNTech diventerà il vaccino di massa.

 

URSULA VON DER LEYEN

Una fiducia conquistata "sul campo", dato che proprio ieri la casa farmaceutica ha promesso che andrà in soccorso dei Paesi Ue per rimediare allo stop del vaccino di Johnson&Johnson. Dopo il blocco negli Usa, la società ha bloccato le consegne in Europa e chiesto ai governi di non usare le dosi già distribuite (il contratto prevedeva 55 milioni di vaccini nel secondo trimestre).

 

Per questo Pfizer/BioNTech ha promesso 50 milioni di vaccini in più entro giugno, che si aggiungeranno ai 200 milioni già concordati. All' Italia arriveranno quasi 7 milioni di dosiin più: 670 mila ad aprile, 2,15 milioni a maggio e oltre 4 milioni a giugno. Von der Leyen ha ringraziato la casa farmaceutica «che si è dimostrata un partner affidabile, ha consegnato secondo gli impegni e risponde ai nostri bisogni».

 

scatole di vaccino pfizer distribuite negli usa 1

Per iniziare le somministrazioni di Johnson&Johnson bisognerà attendere fino alla prossima settimana, quando l' Agenzia europea del farmaco pubblicherà una raccomandazione sull' uso vaccino dopo i rari casi di trombosi che sono al momento esaminati dagli esperti.

 

La Francia ha già fatto sapere che lo inietterà solo agli over 55. L' Ema continua inoltre la sua analisi sul farmaco di AstraZeneca, dopo che i governi hanno fissato limitazioni d' età, e presto dovrebbe emanare una nuova raccomandazione sulla somministrazione della seconda dose per chi ha già ricevuto la prima. Intanto la Danimarca ha scelto di non distribuire più il vaccino di Oxford.

PFIZER

 

Come anticipato da «La Stampa», i governi non intendono esercitare le opzioni di acquisto previste dai contratti con AstraZeneca (100 milioni in aggiunta ai 300 milioni già ordinati) e con J&J (200 milioni, oltre ai 200 milioni comprati).

 

La scelta di puntare su Pfizer/BioNTech è anche legata alla tecnologia utilizzata: von der Leyen ha spiegato che «dovremo sviluppare i vaccini adatti alle nuove varianti» e quelli a Rna messaggero «hanno dimostrato il loro valore», sia per quanto riguarda la resistenza alle mutazioni, sia per quanto riguarda la possibilità di adattarli alle variazioni del virus. Inoltre, aspetto non secondario, la presidente della Commissione Ue ha assicurato che il farmaco Comirnaty «sarà interamente prodotto in Europa».

quartier generale pfizer a new yorkSTABILIMENTO PFIZER DI PUURS

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…