giorgia meloni matteo salvini corte dei conti ponte sullo stretto di messina

SALVINI VUOLE ALZARE LO SCONTRO CON LE TOGHE. MA MELONI NON LO SEGUE – IN CONSIGLIO DEI MINISTRI, IL LEGHISTA SI È SFOGATO CONTRO LA CORTE DEI CONTI CHE HA BLOCCATO IL PROGETTO DEL PONTE SULLO STRETTO: “I GIUDICI HANNO ANTICIPATO ALLA STAMPA LO STOP” – L’OBIETTIVO DEL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE È SPINGERE IL GOVERNO A CLASSIFICARE L’OPERA DI “INTERESSE STRATEGICO” PER SUPERARE I RILIEVI DEI GIUDICI CONTABILI. MA DA FDI FRENANO. E LA DUCETTA HA PRETESO CHE I TECNICI DI PALAZZO CHIGI ABBIANO L'ULTIMA PAROLA SUL DOSSIER (DI FATTO COMMISSARIANDO SALVINI)

Estratto dell’articolo di Federico Capurso e Francesco Malfetano per "la Stampa"

 

matteo salvini con il plastico del ponte sullo stretto di messina

I "tecnici" del ministero dei Trasporti, di fronte a un caffè, tra loro si dicono: «Io sono al servizio del ministero, non del ministro». L'istituzione, dunque, non la politica. Se lo ripetono spesso negli ultimi tempi, da quando lui, il ministro Matteo Salvini, pare preso dal sacro fuoco per il Ponte e chiede a tutti di fare in fretta, correre, perché ha già annunciato e rimandato l'apertura del cantiere una decina di volte.

 

Ma la fretta - si lamentano i tecnici - è pericolosa. Può portare a consegnare alla Corte dei Conti una documentazione in cui ci sono dimenticanze ed errori. E può capitare, poi, che tutte quelle mancanze siano riconosciute non solo dai giudici contabili, ma anche dai tecnici di Palazzo Chigi.

 

PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA - TUTTI I NUMERI

Così ora persino gli alleati di Salvini non sono più così convinti che il progetto sia inattaccabile. Giorgia Meloni, per sicurezza, ha chiesto ai suoi di studiare le carte. E questo, temono i leghisti, potrebbe togliere agibilità politica sul progetto.

 

Da giorni, quindi, Salvini parla con ingegneri, uomini dell'ufficio legislativo, architetti, geometri, per capire come difendere l'opera. Ieri è andato a spiegarlo in Consiglio dei ministri. Un'informativa breve, durante la quale il vicepremier ha innanzitutto precisato di voler «far partire i lavori del Ponte al più presto».

 

I PONTI NON TORNANO - MEME BY EMILIANO CARLI

Aspetterà dalla Corte dei Conti le motivazioni dello stop e, a quel punto, ci saranno «due soluzioni possibili»: una più breve, che porterà all'apertura dei cantieri a gennaio, e una più lunga che sposta l'avvio dei lavori al 21 marzo «il giorno in cui inizia la primavera», ha fatto sapere.

 

[…]  tutti sono consapevoli che la differenza tra la via breve e quella lunga, ormai, dipenderà soprattutto da Meloni: se deciderà di superare i rilievi della Corte dei Conti con una forzatura o se invece deciderà di correggere i problemi senza andare allo scontro con i giudici contabili.

 

L'informativa sarebbe scivolata via come la seta, se non fosse stato per una frase di Salvini che ha fatto drizzare le antenne agli uomini della presidente del Consiglio. Il vicepremier - raccontano - si è lamentato del fatto che i giudici contabili avrebbero «anticipato alla stampa lo stop al progetto del Ponte».

 

CORTE DEI CONTI - GIUDICI CONTABILI

Metterli nel mirino non dal palco di un comizio, ma in pieno Consiglio dei ministri, per chi è vicino a Meloni è il segno che Salvini vuole spingere il governo verso uno scontro con la Corte dei conti. Così, sarebbe più facile gettarsi alle spalle i rilievi dei giudici e accelerare l'apertura dei cantieri.

 

La soluzione è già pronta: facendo ricadere il Ponte tra le "opere di interesse strategico nazionale", il governo farebbe imboccare al progetto una strada preferenziale, archiviando lo stop dei magistrati.

 

Prospettiva che non scalda i cuori dei Fratelli d'Italia, soprattutto dopo la notizia arrivata in serata dalla Procura di Palermo: nell'inchiesta sugli appalti truccati che coinvolge l'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, un intero capitolo degli accertamenti, pieno di omissis, è dedicato agli interessi suscitati dal progetto del Ponte.

 

matteo salvini con il plastico del ponte sullo stretto di messina

E Cuffaro - come è noto a tutti - aveva stretto un patto in Sicilia con la Lega in vista delle prossime elezioni. Al momento, non è emerso alcun legame tra le due cose, ma di certo lo spiffero arrivato dalla procura non aiuta a rasserenare gli animi. [...]

CORTE DEI PONTI MATTEO SALVINI E IL PONTE SULLO STRETTO - MEME

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…