the coup party music cover album con torri gemelle

SINISTRE COINCIDENZE - LA CLAMOROSA STORIA DELL'ALBUM DEL 2001 CON L'ESPLOSIONE DELLE TORRI GEMELLE IN COPERTINA - IL DISCO DEL GRUPPO HIP HOP CALIFORNIANO “THE COUP” SI CHIAMAVA "PARTY MUSIC" E SAREBBE DOVUTO USCIRE PROPRIO A SETTEMBRE DEL 2001 - "BOOTS", IL FRONTMAN DEL GRUPPO, AVEVA DETTO CHE LA COVER ERA STATA CONCEPITA PER RAPPRESENTARE IL “CAPITALISMO DISTRUTTO DALLA MUSICA” - ALLA FINE L’ALBUM VENNE  PUBBLICATO CON UN'IMMAGINE DIFFERENTE (E TE CREDO)… - VIDEO  

 

Traduzione dell’articolo di Jesse Ducker per www.albumism.com del 4 novembre 2021 

 

The Coup

Posso pensare a pochi gruppi che abbiano parlato alla classe lavoratrice povera così bene come i The Coup. È un tema costante in molti dei tributi che ho scritto celebrando gli album della discografia del gruppo.

 

Il duo formato da Raymond “Boots” Riley e dalla DJ Pam “The Funkstress” Warren (R.I.P.) ha camminato sulla stessa strada su cui parlava: Boots è stato attivista e organizzatore sul campo per decenni e, anche ora, come regista e sceneggiatore di successo, non ha mai perso di vista le persone che cerca di aiutare né ha compromesso i suoi valori e il suo messaggio.

 

Boots ha iniziato a registrare e pubblicare musica come rivoluzionario, e questo non cambia su Party Music, il quarto album del gruppo. Pubblicato 20 anni fa, è un album che è solo migliorato con il tempo.

The Coup

 

Con Genocide and Juice (1994) e Steal This Album (1998), il gruppo ha ritratto quanto potesse essere dura la vita negli Stati Uniti se sei povero e nero. I The Coup hanno concepito Party Music come un’affermazione trionfale. I racconti di vite schiacciate dal sistema sono sostituiti da messaggi pensati per ispirare le persone all’azione.

 

Party Music è stato il primo e unico album dei The Coup pubblicato tramite 75 Ark, l’etichetta di Dan the Automator. Il genio del progetto non fu adeguatamente riconosciuto al momento dell’uscita, poiché i The Coup ebbero la sfortuna di pubblicare il loro album più apertamente rivoluzionario in un periodo in cui il clima sociopolitico era dominato da un fervore finto-patriottico e da uno stridente jingoismo all’insegna dell’“America prima di tutto!”.

 

 

The Coup

Sostengo che Party Music avrebbe dovuto rendere il gruppo un nome noto a tutti, sulla base del talento di Boots e Pam. Party Music fu al centro di polemiche a causa della sua copertina originale.

 

L’immagine prevista, che il gruppo realizzò e progettò tra la metà di maggio e giugno, cattura senz’altro l’attenzione. Raffigura Boots e Pam sorridenti in piedi davanti alle Torri Gemelle in esplosione.

 

Boots impugna un accordatore digitale per chitarra, premendo un pulsante come se fosse un detonatore, mentre Pam impugna due bacchette da direttore d’orchestra. La copertina dell’album stava per essere stampata proprio l’11 settembre e fu bloccata da un vero e proprio ordine di “Fermate le macchine!”.

 

ATTENTATO TORRI GEMELLE 11 SETTEMBRE 2001.

Tuttavia, l’immagine era disponibile sul sito web di 75 Ark e dovette essere utilizzata nella stampa anticipata per l’imminente uscita dell’album da numerose pubblicazioni che avevano già recensito il progetto. La copertina divenne rapidamente esca per personaggi mediatici bellicosi che la denigrarono nel clima di esaltazione successivo agli attacchi.

 

Come Boots ha dichiarato in diverse interviste, la copertina era stata concepita per rappresentare il capitalismo distrutto dalla musica rivoluzionaria. Naturalmente, gli attentati terroristici dell’11 settembre avvennero solo poche settimane prima dell’uscita prevista dell’album.

 

 

La Elektra Records, che distribuiva 75 Ark, chiese al gruppo di cambiare l’immagine di copertina dopo gli attacchi. Al suo posto, optarono per un’immagine che raffigura un Martini trasformato in una bottiglia Molotov.

 

ATTENTATO TORRI GEMELLE 11 SETTEMBRE 2001.

In un’intervista al Bay Guardian, Boots ha detto di essere favorevole a mantenere la copertina così come l’aveva originariamente concepita.

 

Credeva che la copertura mediatica successiva all’11 settembre stesse imbiancando le passate atrocità del governo degli Stati Uniti e consentendo un aumento del militarismo, e pensava che, usando la copertina, avrebbe potuto continuare quella conversazione.

 

“Le mie condoglianze vanno alle famiglie delle vittime e a tutti i loro amici e a chiunque sia stato in qualche modo colpito dalla catastrofe”, ha detto poi Riley in un’intervista a Wired. “Ma non possono scansare il fatto che il motivo per cui questo viene censurato è politico, non dettato da simpatia. Non è per rispetto alle vittime.”

 

Anche se l’immagine di copertina di Party Music è stata modificata, la musica che conteneva è incendiaria quanto qualsiasi cosa i The Coup abbiano mai pubblicato.

 

torri gemelle 2011

Lo zelo rivoluzionario di Boots non si è affievolito a quattro album di carriera, poiché è rimasto un convinto comunista e campione anticapitalista, sostenitore della classe lavoratrice.

 

Ha anche mantenuto il suo dono per la narrazione e la sua capacità di creare rime sentite che trattano sentimenti e idee complesse. Party Music presenta il miglior lavoro di produzione di Boots. Il gruppo continua a usare strumentazione dal vivo, ma questa volta evita di reinterpretare brani già noti.

 

L’album presenta sfondi lussureggianti e densi, nati da un interessante intruglio di funk, R&B, soul, electro e rock. La musica suona ispirata tanto ai Funkadelic e ai Cybotron quanto ai Graham Central Station, alle Staple Singers e a Jesse Johnson.

 

TORRI GEMELLE FUMANTI

Party Music parte a tutto gas. “Everythang” è un inno rivoluzionario chiassoso, costruito attorno a un ritornello travolgente e a tastiere pulsanti. “5 Million Ways to Kill a C.E.O.”, l’unico singolo dell’album, trasforma il disprezzo per la borghesia in materiale da dance floor soul-sonico.

 

Su synth densi e vorticosi, Boots immagina modi per eliminare i ricchi capi delle corporation, esprimendo estremo disprezzo per i ricchi che continuano ad arricchirsi mentre i poveri soffrono. “Vengo dalla terra dove sono cresciute le Pantere”, rappa Boots. “Conosci la città e il viale / Se sei il capo, ti sparaddosso e ti acchiappiamo / Per dirti: ‘Che succede con i ricavi?’”

 

 

“Ghetto Manifesto” sposta le cose dalla discoteca alla festa in casa del venerdì sera: il brano sfoggia groove funk pesanti, evidenziati da una linea di basso profonda e risonante. Boots stende due dei migliori versi della sua carriera, mescolando umorismo con immagini inventive e giochi di parole.

 

The Coup Party music cover album con torri gemelle

Quando non scrive i suoi “testi su biglietti di sosta e citazioni in tribunale”, Boots continua a essere avanti rispetto ai tempi nell’antagonizzare il futuro 45° presidente, prendendo in giro il “babbuino arancione” mentre è in piedi sulla sua Bentley.

 

Boots dipinge la rivoluzione come un’esperienza di festa, in versi come: “Gli alberi che ci hanno fatto sballare ci hanno fatto penzolare i piedi / Quindi quando dico ‘accendine uno’, intendo lo Star-Spangled / Facciamoci tutti sballare dal lato del reddito / Metti questo alla festa anche se non è il singolo.”

 

Sul fronte narrativo, “Wear Clean Draws” è la lettera sincera di Boots a sua figlia, in cui le offre preziosi consigli di vita e la incoraggia a eccellere.

 

È commovente vedere Boots impegnato a trasmetterle saggezza femminista e progressista fin da giovane, dicendole: “Dì alla tua maestra che ho detto che le principesse sono malvagie / Il modo in cui hanno fatto tutti quei soldi è che hanno ucciso gente” e “La vita è una sfida e devi fare squadra / Se giochi a ‘fare la casa’, immagina che sia l’uomo a pulire.”

The Coup Party music cover album

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