andrea agnelli

AGNELLI ALLO SPIEDO - OGGI IL PREFETTO PECORARO CHIEDERÀ ALMENO 2 O 3 ANNI DI SQUALIFICA PER IL PRESIDENTE DELLA JUVE: DOPO AVER ACCONSENTITO A UN RINVIO DI TRE MESI PER NON ROVINARE LA FINALE DI CARDIFF, LA PROCURA FEDERALE È STATA ‘FREGATA’ DAL RAMPOLLO AGNELLI CHE SI È FATTO ELEGGERE AL VERTICE DELLA LEGA EUROPEA. MA PUÒ PERDERE ANCHE QUELLA POLTRONA - IL CASO DEI BIGLIETTI ALLA ‘NDRANGHETA, PER CHI NON LO CONOSCESSE

AGNELLI VA A GIUDIZIO

Da la Repubblica

 

 andrea agnelli andrea agnelli

Stavolta, il procuratore Pecoraro e il presidente Agnelli non cercheranno un accordo. Il processo sportivo sospeso a maggio, a poche ore dalla finale di Cardiff e dopo un fallimentare tentativo di patteggiamento riparte. Ore 14 via Po a Roma, Agnelli davanti al tribunale della Figc per difendersi dall' accusa della procura federale: aver «favorito consapevolmente il bagarinaggio, partecipando personalmente a incontri» con ultrà vicini alla 'ndrangheta, per «acquisire la benevolenza degli ultras».

 

Per questo, chiederà una inibizione (leggi "squalifica") tra 1 e 3 anni: verosimilmente 2 anni o 30 mesi. La sentenza arriverà tra lunedì e martedì: con una pena superiore a 1 anno non potrebbe più ricoprire incarichi federali. Né rappresentare la Juve in ambito federale per tutta la durata dello stop. Resterebbe però al vertice del club e dell' Eca (lo ha eletto 10 giorni fa).

 

Il processo sportivo è figlio dell' inchiesta "Alto Piemonte" della procura di Torino, che ha scoperto le infiltrazioni 'ndranghetiste nella curva bianconera. L' ultrà Rocco Dominello, che Agnelli ha ammesso di avere incontrato «3 o 4 volte ma sempre con altre persone», è stato condannato per associazione mafiosa e tentato omicidio a 7 anni e 9 mesi. Assolto invece Germani, il tramite tra lui e la Juve: i legali bianconeri, oggi, non se ne dimenticheranno.

 

 

 

OGGI È IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER AGNELLI (E LA JUVENTUS)

ANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVOANDREA AGNELLI FRANCESCO CALVO

Guido Ruotolo per www.ilnapolista.it

 

È il giorno. Nel pomeriggio, in via Po, a Roma, il presidente della Juventus Andrea Agnelli, Francesco Calvo (l’ex responsabile marketing), Alessandro Nicola D’Angelo e Stefano Merulla saranno giudicati davanti al presidente del Tribunale sportivo Cesare Mastrocola e al collegio dei giudici. L’accusa è nota: i “presunti” rapporti intrattenuti con la tifoseria organizzata per l’acquisto da parte della stessa, di biglietti e abbonamenti ai fini di bagarinaggio e altre utilità, con la realizzazione di illeciti guadagni per associazioni malavitose». Per cinque campionati, dal 2011 al  2015.

 

andrea agnelli   marottaandrea agnelli marotta

Si ritrovano dopo il 26 maggio scorso, quando la Corte di giustizia sportiva aveva accettato quella che sembrava una “innocente” richiesta di rinvio. Il Tribunale concesse tre mesi per consentire alle parti di arrivare a un compromesso e anche per evitare una condanna al presidente del club che il 3 giugno avrebbe giocato la finale di Champions con il Real Madrid a Cardiff.

 

I legali della Juventus insistettero per fissare la data al 15 settembre. Una richiesta singolare, che fu accolta senza ipotizzare altri scenari. Non sapevano, non potevano saperlo, né i giudici né la Procura federale sportiva, che il 5 settembre ci sarebbe stata l’elezione per il presidente dell’Eca – l’organismo di rappresentanza dei club di calcio europei – e che Agnelli ambiva a quella carica.

 

Adesso dall’entourage della Juventus giurano che a maggio non sapessero nulla di questa candidatura. Difficile credergli. Difficile non pensare che la loro sia stata una mossa strategica, per non dire una grande presa per i fondelli.

 

ANDREA AGNELLI JUVENTUS STADIUMANDREA AGNELLI JUVENTUS STADIUM

Cosa rischia

 

In ogni caso, se le richieste dell’accusa dovessero essere accolte, Andrea Agnelli potrebbe essere costretto a dimettersi da presidente dell’Eca, così come stabilisce la lettera h dell’articolo 19 del Regolamento sportivo contestato agli imputati. Ecco cosa stabilisce: «l’inibizione temporanea a svolgere ogni attività in seno alla Figc con eventuale richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa, a ricoprire cariche federali e a rappresentare la società nell’ambito federale, indipendentemente da eventuali rapporti di lavoro».

 

Cui va aggiunto  l’articolo 29 dello Statuto: «Per essere eletti o nominati alle diverse cariche…negli ultimi dieci anni i candidati non devono essere stati colpiti da provvedimenti disciplinari sportivi definiti per inibizione o squalifica complessivamente superiore a un anno».

 

Richiesta di pena non superiore ai tre anni

 

Il procuratore federale, il prefetto Giuseppe Pecoraro, oggi chiederà una pena alta. Non superiore ai tre anni, ma alta. Anche perché il materiale probatorio è molto compromettente.

 

giuseppe pecorarogiuseppe pecoraro

La storia è nota. Tutto è nato da un’inchiesta della Procura di Torino sulla infiltrazioni della ‘ndrangheta a Torino e in Piemonte. Tutto nacque da un’indagine su una banda di criminali slavi. Da lì, si è poi arrivati ai rapporti tra la Juventus e gli ultrà. Con tanto di intercettazioni, testimonianze e ammissioni degli stessi dirigenti bianconeri.

 

Il club e i suoi dirigenti hanno evitato per un soffio di essere indagati nel processo penale. La Procura ritenne di non avere gli elementi sufficienti per contestare alla Juve il favoreggiamento della ‘Ndrangheta. Perché, vale la pena ricordarlo per quei pochi che ancora non lo sapessero, il grande mediatore tra le diverse tifoserie ultrà e la Juventus è stato un certo Rocco Dominello noto per essere stato riconosciuto come uomo della Ndrangheta della famiglia di Rosarno, piana di Gioia Tauro.

 

Giro d’affari di cinque milioni di euro

 

Tornando alla giustizia sportiva, secondo Pecoraro una parte dei profitti degli ultrà finì a Dominello, quindi alla ‘Ndrangheta (dobbiamo obbligatoriamente aggiungere all’insaputa della Juventus). E stiamo parlando, secondo i calcoli dell’accusa, di circa cinque milioni di euro che i vari gruppi ultrà si divisero.

 

JUVE STADIOJUVE STADIO

Ovviamente gli eventuali rapporti tra la Juventus e la ‘ndrangheta – peraltro esclusi dalla Procura – non interessano alla giustizia sportiva. Cui interessa altro, come è chiaro leggendo il primo comma dell’articolo 12 del Regolamento. «Alle società è fatto divieto di contribuire, con interventi finanziari o con altre utilità alla costituzione e al mantenimento di gruppi, organizzati e non, di propri sostenitori, salvo quanto previsto dalla legislazione statale vigente».

 

Il secondo e il terzo comma sono altrettanto illuminanti. «Le società sono tenute all’osservanza delle norme e delle disposizioni emanate dalle pubbliche autorità in materia di distribuzione al pubblico di biglietti di ingresso, nonché di ogni altra disposizione di pubblica sicurezza relativa alle gare da esse organizzate. Le società rispondono per la introduzione o utilizzazione negli impianti sportivi di materiale pirotecnico di qualsiasi genere, di strumenti ed oggetti comunque idonei ad offendere, di disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni oscene, oltraggiose, minacciose o incitanti alla violenza».

 

Agnelli era a conoscenza del sistema biglietti

 

Dalle intercettazioni, dagli interrogatori e dalle testimonianze rese alla Procura di Torino, è emerso con chiarezza che Andrea Agnelli fosse a conoscenza della regolare vendita agli ultrà della Juve di biglietti e abbonamenti ben oltre il numero dei quattro ciascuno, così come stabilito dal regolamento.

JUVENTUS STADIUMJUVENTUS STADIUM

 

Ci sono poi le intercettazioni e le ammissioni che inchiodano il responsabile della sicurezza della Juve nell’episodio in cui aiutò gli ultrà ad far entrare nello Stadium striscioni offensivi nei confronti della tragedia di Superga nonché fuochi pirotecnici.

 

Forse già oggi sapremo se i giudici accoglieranno le richieste dell’accusa. Restano ancora due gradi di giudizio: l’Appello e poi il Coni (la Cassazione della giustizia sportiva).

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...