stefania constantini

CHE AM-PEZZO D’ATLETA: LA RICONOSCETE? LA 26ENNE, TRA LE PROTAGONISTE DEI GIOCHI INVERNALI, ABITA A 800 METRI DAL PALAGHIACCIO DI CORTINA: “SONO AMPEZZANA DOC. BASTA DIMENTICARSI CHE SI CHIAMA CORTINA, METTERE DA PARTE I LUOGHI COMUNI, SALIRE IN QUOTA DI BUON’ORA MAGARI A PIEDI O IN BICICLETTA E GUARDARSI ATTORNO: SI VEDRÀ SEMPLICEMENTE UN PICCOLO, MERAVIGLIOSO BORGO DI MONTAGNA” – DI CHI SI TRATTA?

 

 

Marco Bonarrigo per corriere.it - Estratti

 

Stefania Constantini, da giovedì a Cortina difenderà il titolo olimpico del doppio misto di curling conquistato nel 2022 con Amos Mosaner, è l’atleta che abita più vicino di tutti a un impianto dei Giochi. «A ottocento metri. Sono ampezzana doc, il Palaghiaccio è la mia seconda casa (qui il video dei lavori all'Olimpic Stadium di Cortina). Nessun privilegio, però: l’impianto è nuovo, abbiamo provato le piste per la prima volta assieme agli altri. La novità assoluta per noi sarà il tifo: è la prima volta nella storia che in Italia si gareggia ad altissimo livello».

Stefania Constantini 44

 

L’immagine che noi profani abbiamo del curling è: un atleta lancia una pietra come se fosse una boccia, l’altro spazza il ghiaccio con uno scopettone. Ci dà una visione meno banale?

«Mai giocato a dama? Il curling è come una partita a dama dove conta non solo la casella in cui collochi la tua pedina, nel nostro caso un disco di granito di 20 chili, ma il modo in cui ce la metti. Quando molli la pietra le imprimi una velocità tra 3,70 e 4,2 metri al secondo. Dalla tua sensibilità nel variare di uno o due centimetri al secondo la spinta dipendono un titolo olimpico o mondiale o una sconfitta».

 

(...)

Stefania Constantini 33

«Gioco a curling da quando sono nata, ho vinto un’Olimpiade e un Mondiale ma ho ancora margini di miglioramento. Per abbinare la giusta velocità alla giusta spinta serve enorme esperienza».

 

 

 

Quanto influisce la spazzata?

«Tanto, ma non può rimediare a errori gravi nel lancio»

 

Come vi allenate?

«Sei volte a settimana, due volte o tre volte al giorno con due sessioni di ghiaccio a cui spesso ne aggiungiamo una in palestra lavorando su braccia e gambe e sull’equilibrio, che è fondamentale. Perché il gesto sia preciso e automatico devi essere fisicamente e mentalmente sempre in pista».

 

Pietre e sassi ve li portate da casa?

«No. In aeroporto i saltatori imbarcano le aste, i lanciatori viaggiano con pesi e dischi nella valigia, i ciclisti con le bici nelle sacche. Noi del curling viaggiamo leggeri, in valigia ci sono solo le scarpe cucite su misura che compriamo in Canada. Le pietre e le scope sono proprietà di club e federazioni. Io non ne ho mai posseduta una».

 

Stefania Constantini 11

Quando trionfaste a Pechino, lei e Mosaner non vi conoscevate nemmeno.

«Il doppio misto era nato da poco, ci dissero che avremmo gareggiato assieme: piacere Stefania, piacere Amos. Due professionisti che diventano collaboratori occasionali. Per tre anni non ci siamo più visti (Mosaner si era infortunato, ndr), lo scorso anno abbiamo vinto assieme anche il Mondiale. Adesso ci conosciamo bene, siamo anche amici».

 

Obbiettivo?

«Vincere e godersi la vittoria, cosa che a Pechino non è riuscita a nessuno dei due: è stato tutto tanto, troppo veloce».

 

A Cortina ci sarà anche la squadra femminile.

«Siamo in fase di costruzione (l’unico precedente è quello di Torino 2006, ndr) ma felicissime di poter giocare in un palcoscenico così importante e magari di ispirare altre ragazze».

 

Lei gareggia a due passi da casa, casa sua è una delle località di montagna più celebri, care ed esclusive del mondo. Si può vederla con occhi diversi?

Stefania Constantini 55

«Basta dimenticarsi che si chiama Cortina, mettere da parte i luoghi comuni, salire in quota di buon’ora magari a piedi o in bicicletta e guardarsi attorno: si vedrà semplicemente un piccolo, meraviglioso borgo di montagna».

STEFANIA CONSTANTINI E IL FIDANZATOStefania Constantini

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