BALO DA SOLO – DOPO IL TRACOLLO EUROPEO, IL MILAN VARA LA TOLLERANZA ZERO - SUPERMARIO CHE SI ALLENA A PARTE PER UN INFORTUNIO(?) E VIVE ORMAI DA SEPARATO IN CASA - I MILANISTI ITALIANI CHIEDONO UN COLLOQUIO A GALLIANI

Stefano Scacchi per "la Repubblica"

È arrivato il momento di mandare in soffitta entusiasmo, complicità, allegria nel lavoro settimanale e ricerca del bel gioco. Sono tutte parole d'ordine rimaste sul prato del Vicente Calderon a meno di due mesi dall'inizio della gestione Seedorf. Il primo vero allenamento dopo la batosta con l'Atletico Madrid, ultima eliminazione possibile nella stagione rossonera, ha seguito un canovaccio impensabile fino a pochi giorni fa.

I calciatori rossoneri non hanno potuto fare a meno di notare che il loro allenatore era decisamente più rabbuiato del solito. Il discorso alla squadra è durato pochi minuti, utilizzati per ripassare gli errori più evidenti commessi contro la formazione di Simeone e miscelare qualche incoraggiamento ai calciatori.

Ma è sul prato di Milanello che il cambio di strategia è diventato evidente. L'olandese è apparso più silenzioso e meno partecipe. Però ha lanciato sul campo osservazioni necessarie a far capire alla squadra che, dopo sei sconfitte in 11 partite e l'uscita di scena da Champions League e Coppa Italia, bisogna cambiare passo.

«Ci sono momenti e momenti - ha scandito Seedorf - ora dobbiamo giocare semplice, altrimenti perdiamo la palla e subiamo il gol. Cerchiamo il passaggio sicuro, vedo il compagno, lo servo e vado. Se pensiamo di risolvere la situazione con una giocata bella e difficile, perdiamo l'attimo».

Concetti che stridono con la concezione di calcio di uno dei centrocampisti più spettacolari degli ultimi 20 anni e di un neo-allenatore che aveva cercato di imprimere una svolta offensiva al Milan. Ma adesso, dopo tre ko consecutivi con Juventus, Udinese e Atletico, occorre prima di tutto arrestare la valanga.

Il maggiore distacco rispetto ai giocatori è un modo per metterli di fronte alle loro responsabilità e spingerli a una reazione: sul campo dove spesso viene accettato passivamente l'andamento negativo delle partite e fuori per limitare sorrisi e atteggiamenti scanzonati a ridosso di appuntamenti importanti. All'interno della rosa qualcosa si muove come dimostra la decisione di alcuni calciatori italiani di chiedere un incontro con Galliani per analizzare questa fase delicata.

Tra i destinatari della lezione di Seedorf non c'era Balotelli, simbolicamente destinato a una seduta individuale in palestra. Colpa di un affaticamento muscolare agli adduttori che mette a rischio la sua presenza domenica pomeriggio a San Siro contro il Parma dell'ex Donadoni, protagonista di una stagione esaltante, da anni papabile per la panchina del Milan ma mai benedetto dalla fumata bianca (spesso le soluzioni più sagge vengono ignorate). Impossibile però ignorare la coincidenza tra la burrascosa notte madrilena e l'isolamento di Mario, principale imputato del tracollo europeo.

Ora restano undici giornate di campionato per porre rimedio a questo sfaldamento. E riabbracciare il grande assente di questi mesi, El Shaarawy, trascinatore del Milan per gran parte della scorsa stagione. Lunedì il talento di Savona sosterrà l'ultima visita di controllo in Olanda e in caso di esito positivo potrà iniziare a forzare verso il ritorno in campo previsto a inizio aprile. Ogni speranza di luce in fondo al tunnel va inseguita.

 

BALOTELLI BALOTELLI l architetto fabio novembre si fa un selfie con barbara berlusconi rossa e adriano galliani braida e galliani barbara berlusconi e clarence seedorfEL SHAARAWY DA GIANNINO A MILANO jpeg

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