italia macedonia del nord 14

"IL CALCIO ITALIANO È GIÀ FALLITO E FA FINTA DI NON SAPERLO. LA CONFERENCE LEAGUE È IL NOSTRO HABITAT" – IL “NAPOLISTA” INTONA IL REQUIEM NEI CONFRONTI DELLA SERIE A: "È UNO SPETTACOLO MODESTO, NON ATTIRA IL BUSINESS. SAPETE QUANTO INCASSERÀ PER I DIRITTI TV INTERNAZIONALI NEL TRIENNIO 2021-2024? 600 MILIONI DI EURO, 200 A STAGIONE. LA PREMIER HA VENDUTO I DIRITTI TV INGLESI (QUINDI A USO INTERNO) PER POCO MENO DI 6 MLD DI €…"

Massimilano Gallo per ilnapolista.it

 

italia macedonia

Domenica scorsa qualsiasi appassionato italiano di calcio che non fosse stato milanista o interista, ha trascorso le ore del pomeriggio facendo zapping tra i campi di Manchester e Liverpool.

 

L’appassionato, lo spettatore, ha ottenuto quel che sperava di ottenere quando ha sottoscritto un abbonamento che comprendeva la Premier League: le emozioni legate a uno sport che all’estero resta ancora emozionante. Il City di Guardiola è stato sull’orlo del baratro, sotto prima di un gol e poi di due. In casa contro l’Aston Villa di Gerrard bandiera del Liverpool che ad Anfield Road non stava riuscendo a battere il Wolverhampton. Tutti giocavano alla morte. Le due formazioni che si stavano disputando il campionato e le altre due che italianamente non avevano alcun interesse di classifica ma che stavano praticando – non solo onorando – lo sport professionistico. E stavano facendo entertainment, quindi audience.

 

italia macedonia del nord 73

Mentre nel Regno Unito si era in overbooking di adrenalina, da noi il Milan aveva già segnato tre gol al Sassuolo balneare che avevamo visto in azione anche a Napoli. Noi italiani crediamo sempre di essere i più fighi (ieri El Paìs ha pubblicato una sorta di elogio del biscotto). In realtà siamo soltanto vecchi e fuori dalla storia. Non abbiamo compreso che è la competitività che affascina il pubblico, che spinge il cliente (sì il cliente) a sborsare soldi per assistere a uno spettacolo.

 

Se sono appassionato di calcio, spendo per uno spettacolo all’altezza. Spendo per la Champions, per la Premier. Lì guardo il calcio, assisto a uno spettacolo sportivo e agonistico di eccellenza, che mi tiene avvinto fino all’ultimo, anche quando Golia gioca contro un Davide che dovrebbe essere del tutto disinteressato. Tutto questo produce show. E lo show produce business. Persino in un torneo che ha vinto la stessa squadra – il City – vincere quattro delle ultime cinque edizioni.

italia macedonia del nord 72

 

 

Ovviamente non occorreva l’ultima giornata di campionato per comprendere la differenza abissale tra la Premier e la Serie A. Ma è stata l’ennesima conferma della differenza che si riverbera sul mercato. Non a caso la Premier League ha venduto i diritti tv internazionali a una cifra superiore a quelli venduti nel Regno Unito. Li ha venduti a 6,1 miliardi di euro per il triennio 2022-2025.

 

Sapete la Serie A quanto incasserà per i diritti tv internazionale nel triennio 2021-2024? Seicento milioni di euro, duecento a stagione. All’estero la nostra intelligenza non la comprendono, non si appassionano a Napoli-Sassuolo 6-0, ritengono che non sia uno spettacolo per cui valga la pena spendere.

 

 

italia macedonia del nord 74

La Premier ha venduto i diritti tv inglesi (quindi a uso interno) per poco meno di 6 miliardi di euro. Somma di poco inferiore a quelli internazionali. La Serie A ha raggiunto il suo picco con l’attuale offerta di Dazn: 927,5 milioni di euro a stagione fino al 2024, per un totale di 2.8 miliardi di euro in tre anni. Al momento siamo a meno del 50% della Premier League. Ma è una forbice destinata ad aumentare.

 

La prossima asta per i diritti tv della Serie A (questi scadono nel 2024) sarà quasi certamente al ribasso. E con ogni probabilità anche un ribasso importante. Facciamo finta di non rendercene conto ma è assurdo che dall’inizio dell’anno non si abbiano notizie certe sui dati di ascolto. Senza impelagarci nella contesa tra Dazn, Auditel, Lega Serie A, Authority, resta il fatto che i dati non li abbiamo. Quei pochi esistenti, offrono il quadro impietoso di un declino. Il calcio italiano non è più considerato uno spettacolo per cui vale la pena spendere a ogni costo. In parte sarà dovuto ai problemi tecnici ma tanto, a nostro avviso, è dovuto al modesto spettacolo offerto.

italia macedonia del nord 7

 

 

Nessuno in Italia sembra interessato ad affrontare il tema della perdita di attrattiva del nostro calcio, ai club preme solo sfangarla sull’indice di liquidità. Tutte le battaglie sono prive di alcuna visione, focalizzate sul “pochi, maledetti e subito”. In un simile contesto, non è per nulla casuale che una squadra italiana abbia centrato al primo tentativo la finale della terza e più povera delle coppe europee: la Conference League. La finale della Roma (bravissima) è la fotografia del nostro calcio: oggi questo vale il movimento italiano. E chissà per quanto tempo ancora, considerato che siamo lontanissimi da una presa di coscienza della nostra condizione. Nonostante la seconda esclusione consecutiva dai Mondiali.

 

SASSUOLO MILAN 1

Saremo sempre più poveri e sempre più rinchiusi nelle nostre discussioni prive di alcun interesse. Sempre più terreno di caccia per  fondi che investono proprio perché valiamo poco e siamo una buona opportunità speculativa. Sempre più meta di ex fuoriclasse che vengono a trascorrere qui gli ultimi anni delle loro un tempo luminose carriere. Sempre più invischiati in inutili diatribe arbitrali. O in considerazioni primitive sulla settimana tipo e i punti fatti senza le Coppe. Incapaci di darci regole che migliorerebbero la competitività e quindi produrrebbero business. Siamo antropologicamente fuori dal contesto internazionale del calcio. È tutto il sistema a esserne fuori. Mentre da lontano, giungono echi di affari Mbappé, di stravolgimenti nella geopolitica del pallone, di ristrutturazioni record di stadi. Di un calcio che oggi possiamo guardare solo pagando i diritti tv esteri.

sassuolo milan 14sassuolo milan 28sassuolo milan 15sassuolo milan 17sassuolo milan 29

italia macedonia del nord 66italia macedonia del nord 65italia macedonia del nord 64italia macedonia del nord 62italia macedonia del nord 63italia macedonia del nord 67italia macedonia del nord 70

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO