"CHE CI FACCIO QUI A 52 ANNI? CERCO IL MIO FIDANZATO!" - LA SNOWBOARDER AUSTRIACA CLAUDIA RIEGLER, L'ATLETA PIÙ ANZIANA DEI GIOCHI DI MILANO-CORTINA, ELIMINATA NEGLI OTTAVI DI FINALE NEL PARALLELO, E' NELLA STORIA: "SONO LA DIMOSTRAZIONE VIVENTE CHE NON CI SONO LIMITI A QUELLO CHE POSSIAMO FARE. SE TI IMPEGNI, A TUTTI I LIVELLI, L'ETÀ DAVVERO NON CONTA PIÙ - VOLETE SAPERE IL MIO SEGRETO? L'ALLENATORE DELLA NAZIONALE A 30 ANNI MI DISSE CHE DOVEVO SMETTERE..."
Andrea Fanì per gazzetta.it - Estratti
"Ma lo sapete che c'è una mia connazionale in gara a 52 anni?". Ore 8 in punto al Livigno Snow Park, il termometro non fa la cortesia di mentire e segna un impietoso -15°C. "Ma è secco...". Cielo terso e quindi uno aspetta fiducioso che spunti il sole, che poi scalda ed è un piacere.
Nel frattempo l'addetto ai controlli in zona mista, austriaco simpaticissimo, ci accoglie subito con la domanda: "Lo sapete che?...". Ok, non lo sapevo, dai, mi ero concentrato sugli snowboarder italiani che oggi è una giornata di gloria, me la sento nelle ossa (insieme con il freddo). Due chiacchiere, due clic ed eccoci qua: Claudia Riegler, nata a Vienna il 9 luglio 1973. Il primo pensiero è, ok è più vecchia di me; il secondo è... 1973?
"Sì sì lo so. Però Richard fa il curling, io lo snowboard...".
Ok, capito. Sottolineiamo la differenza. Infatti la domanda è: ci racconta il suo segreto? Non è che uno prende e va all'Olimpiade alla sua età...
"E perché no?".
Beh, mi avete vista no? Qualificazioni ok, poi sono uscita con Ledecka. Certo, avrei voluto fare qualche altra garetta, eh eh eh"
In effetti. Ok, com'è andata la gara?
"Beh, mi avete vista no? Qualificazioni ok, poi sono uscita con Ester Ledecka. Incredibile...".
Beh, non è incredibile, ci sta uscire agli ottavi con Ledecka.
"No, dicevo incredibile tutto questo. Che sono qua, una pista da urlo, giornata meravigliosa di sole (sì, nel frattempo ha scaldato, ndr). Certo, avrei voluto fare qualche altra garetta, eh eh eh. Vabbè ma uscire agli ottavi non è poco".
Ma per lei già essere qua non è una vittoria?
"Vittoria è quando prendi la medaglia, ad ogni modo sì, sono tra le migliori sedici al mondo, sono molto orgogliosa di quello che ho fatto. Scusate se ve lo dico ma io sono la dimostrazione vivente che non ci sono limiti a quello che possiamo fare. Se ti impegni, a tutti i livelli, l'età davvero non conta più".
Ma in tutti questi anni cosa ha fatto, a parte lo snowboard?
"Lo snowboard... No dai, sapete cos'è? È che a trent'anni l'allenatore della nazionale mi disse di smettere. Mi cacciò dalla squadra".
E lei?
"E io non credevo alle sue parole. Io dentro di me sapevo che si sbagliava. Così mi sono rimessa a lavorare e dopo tre anni sono rientrata. Solo io, il mio fidanzato e un allenatore credevano in me. L'abbiamo fatto. A 41 anni ho vinto il Mondiale, a 52 sono all'Olimpiade".
Ma cosa mangia?
"Un po' di tutto, con attenzione".
E cosa legge?
"Un po' di tutto, con intelligenza".
E la musica? Carica o relax?
"Io faccio yoga e quando comincio a sentire che qualcosa non va mi faccio aiutare".
(...)
Ma le sue rivali, le sue compagne di nazionale, cosa dicono?
"Mi fermano, mi parlano, e tutte concludono con le stesse parole".
E...?
"E c'è il mio fidanzato che mi aspetta, è qua nel parterre dei tifosi. Scusate, ora ho propria voglia di andare da lui".
Il fidanzato. La seguiamo con lo sguardo. Si porta via la sua tavola, il casco, la tuta da gara, gli scarponi. Scavalca le transenne, che le ragazze di 52 anni all'Olimpiade non amano i percorsi troppo facili e comuni. Lo raggiunge, lui allarga le braccia, anche lei. Si abbracciano. Piangono. Ridono. Vivono.


