“CON DE ZERBI COLA A PICCO IL GIOCHISMO” – “LA REPUBBLICA” DIRETTA DALL'ALLEGRIANO MARIO ORFEO TUMULA L’ALLENATORE BRESCIANO E LA SUA FILOSOFIA BASATA SULL'ESTETICA PIU' CHE SUL RISULTATO: “LA SUA BACHECA DOPO LA TREDICESIMA STAGIONE SU PANCHINE PROFESSIONISTICHE, MOSTRA LA COPPA ITALIA DI SERIE C E LA SUPERCOPPA D'UCRAINA VINTE CON FOGGIA E SHAKHTAR. QUANDO A GENNAIO LA SUPERCOPPA È SCIVOLATA DALLE MANI DEL MARSIGLIA PER UN CONTROPIEDE REGALATO AL 95' AL PSG ANCHE LÌ HANNO CAPITO CHE L'UNICA PARTITA CHE VINCONO I GIOCHISTI È QUELLA DEI CONFRONTI IN TV…”
Li chiamano giochisti, ma l'antitesi con i risultatisti più che un tema da dibattito televisivo sta diventando una mera constatazione. Roberto De Zerbi, portabandiera orgoglioso del movimento di chi persegue l'estetica più del fine, ha terminato mestamente la sua avventura francese: il Marsiglia ha capito che può fare a meno di lui e l'annuncio di volersi separare come scelta "condivisa" è solo un analgesico per trattare il mal di pancia.
La bacheca di De Zerbi, dopo la tredicesima stagione su panchine professionistiche, mostra la Coppa Italia di serie C e la supercoppa d'Ucraina vinte con Foggia e Shakhtar. Stop. Ha scelto piazze in cui costruire senza l'ansia di vincere, lasciando però opere incompiute. In Francia, la sfida del beau jeu contro i petrodollari del Psg s'è infranta sull'altare della sua stessa filosofia: quando a gennaio la Supercoppa è scivolata dalle mani del Marsiglia per un contropiede regalato al 95' ai parigini, anche lì hanno capito che l'unica partita che vincono i giochisti è quella dei confronti in tv.



