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UN CRISTO CON LA FACCIA D’ULTRA’ - IL VISO DEL TIFOSO DELL'ATALANTA CHE DA’ IL VOLTO A GESU’ CRISTO NON E’ UNA GRANDE INVENZIONE - RENÉE COX SI È POSTA NUDA AL POSTO DI GESÙ NELLA SUA “ULTIMA CENA”, IL FOTOGRAFO DAVID LACHAPELLE HA MESSO LA POP STAR COURTNEY LOVE NELLA SUA “PIETÀ”

CRISTO BOCIACRISTO BOCIA

Pierluigi Panza per  www.corriere.it

 

Il viso dell’ultrà atalantino Claudio Galimberti detto “Bocia” che dà il volto a Gesù Cristo nell’abside della chiesa di San Giovanni XXIII è una bella scoperta per chi l’ha effettuata ma non una grande invenzione per l’artista, che si è messo al passo con un’antica tradizione.

 

Le leggendarie ricerche su chi abbia prestato il volto a santi e Madonne raffigurate nei quadri è, per lo storico dell’arte, un esercizio ricorrente. Gli antichi maestri, infatti, davano spesso ai protagonisti della scena religiosa raffigurata il viso di gente incontrata per strada.

 

Mogli, amanti, cortigiane e prostitute sono diventate sante e Madonne sulle tele, che sono state anche dei “selfie” per gli artisti che vi si sono dipinti.

CRISTO BY LACHAPELLECRISTO BY LACHAPELLE

 

 

Caravaggio si nascose in molti quadri nel ruolo di osservatore che spia. Ci mise anche i volti degli amici con i quali andava alla taverna della Lupa a incontrare Lena (Maddalena Antonietti), che presta il volto alla “Madonna dei pellegrini”, alla  “Madonna dei palafrenieri” e alla “Maddalena in estasi”. Annuccia Bianchini invece, una donna di strada dai temuti capelli rossi e gli occhi tristi, è la Madonna del “Riposo durante la Fuga in Egitto”.

 

Nella “Madonna che abbraccia il Bambino” quello sciupafemmine di Raffaello - nato e morto il Venerdì Santo, ma per “eccessi amorosi” - raffigurò l’amata figlia del fornaio, la Fornarina.

 

Vasari racconta come Leonardo andasse in giro a cercare visi particolari: “Piacevagli tanto quando egli vedeva certe teste bizzarre…”. Una di queste sarebbe quella di Giovannina, che incauta leggenda vuole diventata il San Giovanni nell’Ultima Cena. La frase: “Giovannina dal viso fantastico che sta a Santa Caterina” si trova però realmente su una pagina del Codice Foster. Nella “Madonna con Bambino e due Angeli”, frate Filippo Lippi decise di dare alla Vergine i tratti della donna da lui amata: Lucrezia Buti.

 

CRISTO BOCIA LACHAPELLECRISTO BOCIA LACHAPELLE

Dalla sacrilega relazione tra i due nacque Filippino Lippi e un complicato processo. Rubens, accorto uomo di mondo, teneva le amanti in camera da letto mentre sulla tela ci piazzò qualche volta una delle sue tre mogli, Hélène Fourment, come in “La festa di Erode e Salome” e in altre scene dell’Antico Testamento.

 

SERRANOSERRANO

Il nostro Andrea Mastrovito, con il suo “Bocia” messo a fare da Cristo in chiesa, non ha che proseguito questa vetusta tradizione, che nell’arte contemporanea ha invece subito subito una svolta, attorcigliandosi intorno alla figura retorica della dissacrazione.

 

Renée Cox, artista giamaicana di estrazione borghese, si è posta nuda al posto di Gesù nella sua Ultima Cena intitolata “Yo Mama’s Last Supper”,  in mostra nel 2001 al Brookling Museum. Il fotografo David LaChapelle, invece, ha messo la pop star Courtney Love nella sua “Pieta with Courtney Love”.

 

Nella serie “American Jesus”, sempre di LaChapelle,  ritorna l’immagine della Pietà rinascimentale ma questa volta la figura materna è quella di Cristo nei panni di un hippie che regge il corpo, senza vita, di Michael Jackson.

LACHAPELLELACHAPELLE

 

Fingendo di ritrarsi dallo scandalo generato da “Piss Christi”, l’americano Andres Serrano lanciò anni fa la serie “Holy Works”, pannelli di situazioni e figure dei Vangeli ai quali hanno dato volto dei poveri newyorkesi. Peccato che in “Madre e Bambino” la faccia sia quella di Casey Anthony, la madre più famosa d’America per essere stata incriminata dell’omicidio della figlia di due anni.

 

Sul fondo del piatto restano le provocazioni natesolo per far parlare di sé: un transessuale usato come Madonna in “Nuestra senora de Lourdes” di J.A.M. Montoya o il “Presepio” allestito da Wolfango Peretti Poggi nel 2006 al Palazzo comunale di Bologna dove, fra le 200 statuine, ce n’era una che raffigurava la pornostar Moana Pozzi.

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