de laurentiis italiano

AURELIONE, RIMANDATO IN...ITALIANO – "IL NAPOLISTA" METTE IN GUARDIA IL PRESIDENTE DEL NAPOLI: "DE LAURENTIIS STIA ATTENTO A CERCARE LA COPIA SBIADITA DI SPALLETTI. L’ULTIMA ILLUSIONE COLLETTIVA È QUELLA DEL 4-3-3, LA FISSAZIONE TUTTA ITALICA PER I NUMERINI, COME DISSE UN CERTO ANTONIO CONTE. LA LEZIONE È CHE SI VINCE CAMBIANDO" - DE LAURENTIIS AL BRACCIO DI FERRO CON GIUNTOLI: “SE LA JUVENTUS LO VUOLE DAVVERO, DEVE TRATTARE CON ME”. MA ELKANN NON È INTENZIONATO A FARLO…”

Da ilnapolista.it

(tratto dal Corriere del Mezzogiorno di oggi lunedì 5 giugno)

 

de laurentiis italiano

Il Napoli si ritrova nella condizione peggiore. Nell’ora del trionfo ha subito la chiusura del rapporto con un partner che dice di averlo lasciato troppo per amore, che assicura che non avrà altre relazioni e che tra un anno chissà. Non la migliore situazione per ripartire. Alla fine di una relazione le possibilità di uscirne sono direttamente proporzionali alle dosi di chiarezza distillate. E negli ultimi giorni la chiarezza ci sembra più sbiadita.

 

 

Intanto tra una festa e l’altra, tra un incontro e l’altro con gli ultras, De Laurentiis dovrebbe cominciare a dare forma al Napoli del futuro. Futuro che ci auguriamo non sia legato a quei numerini che tanto appassionano giornalisti e tifosi, e che da ogni allenatore vengono definiti inutili. Ci riferiamo ai cosiddetti moduli di gioco. Pare che il Napoli non possa pensare sé stesso al di fuori del 4-3-3.

spalletti de laurentiis

 

Come disse un certo Antonio Conte da Lecce: «Il discorso dei moduli, qui in Italia siete fissati. Il problema non è se giochi a tre, a quattro, a due, il problema è come lo fai, che calcio proponi, che intensità ci metti, che tipo di pressione dai. Sono tutte cazzate le altre cose, quando sento dire non si vince a tre. Il calcio moderno si evolve». Ma che vuoi che capisca Conte di calcio, suvvia.

 

Il Napoli del futuro, se vuole avere chance, deve andare oltre la chiusura del rapporto con Luciano Spalletti. Se cerca copie sbiadite del partner che l’ha mollato (sia pure per troppo amore), rischia di non fare molta strada. Il Napoli non ha vinto perché ha giocato 4-3-3. Ha vinto perché ha finalmente rotto col passato, con giocatori sopravvalutati e condizionanti. Ha vinto perché ha acquistato calciatori forti sul campo e nella testa: ha acquistato dei leader. Ha vinto perché l’ambiente era disilluso e quindi non ha esercitato pressioni. Ha vinto perché l’allenatore è stato bravo – a partire dalla scelta di Di Lorenzo capitano – a creare e a far crescere un gruppo che ha giocato alla morte dalla prima partita. E per inciso Spalletti era noto come il tecnico del 4-2-3-1.

 

de laurentiis

 

Il Napoli deve avere una visione di sé, preferibilmente distinta e distante da quella degli ultimi due anni. La lezione è che si vince cambiando. Altrimenti le ombre ti divorano. Serve una strategia. Una visione. Quella che il club di De Laurentiis ha fin qui quasi sempre avuto. Serve un allenatore che rappresenti un segnale chiaro innanzitutto e soprattutto ai calciatori, che abbia scritto in fronte il messaggio “si guarda avanti”. E che incarni l’idea di ambizione. Si vive solo nel presente. Chi non vive nel presente, non vive.

 

Con la serata di ieri dovrebbero essere conclusi i festeggiamenti che – riconosciamolo – sono stati proprio quelli tipici di chi non vince da trentatré anni e che in cuor suo pensa che la prossima attesa sarà altrettanto lunga. Ma oltre il cliché i fatti sono altri. Il Napoli ha vinto perché più solido e lungimirante degli altri. E ora il club ha l’occasione di spogliarsi dei panni dell’outsider e sedersi stabilmente al tavolo degli adulti. E dare persino le carte. Basta rimettersi in cammino.

 

 

DE LAURENTIIS A GIUNTOLI: «SE LA JUVENTUS TI VUOLE DAVVERO DEVE TRATTARE CON ME»

AURELIO DE LAURENTIIS INTERVISTATO DA MAURIZIO MOLINARI

Da ilnapolista.it

 

Tra Cristiano Giuntoli e Aurelio De Laurentiis siamo al braccio di ferro, scrive la Gazzetta dello Sport. Il direttore sportivo del Napoli ha già rinunciato a bonus e stipendi maturati per convincere il presidente a lasciarlo partire per Torino, dove lo aspetta la Juventus, ma a De Laurentiis ancora non basta. Vuole che sia direttamente la Juventus a trattare con lui per avere Giuntoli. Cosa che Elkann non è intenzionato a fare.

 

La Gazzetta scrive:

“Il d.s. azzurro ha messo sul piatto alcune rinunce economiche (tra bonus maturati e stipendi) per oliare la pratica d’uscita: un implicito indennizzo per De Laurentiis. Un atto di buona volontà. Invece questo ottimismo sul semaforo verde in tempi brevi s’è sgonfiato di fronte ad una precisa richiesta del suo attuale datore di lavoro: «Mi chiamino direttamente se la Juventus ci tiene davvero ad averti». Una richiesta evidentemente legittima, ma che presuppone una trattativa tra i due club. Peccato, però, che questa opzione non sia stata mai contemplata alla Continassa”.

 

aurelio de laurentiis spalletti

“E la mossa di promuovere il giovane Manna va proprio in questa direzione. Fiducia all’attuale struttura tecnica (con lo squalificato Cherubini comunque operativo), senza entrare nel vortice di un pericoloso conto alla rovescia. Quindi la strategia degli uomini di John Elkann poggia essenzialmente su spese accorte, senza farsi prendere dalla frenesia di avere subito tutto ad ogni costo.

 

Del resto Giuntoli è garantito da quel patto che prevede un contratto di 5 anni con la Juventus, e con uno stipendio da 1,5 milioni netti a stagione. L’immediato cambio di direzione a Torino non ha colto nessuno di sorpresa, visto che da settimane già si parlava di un coinvolgimento di Manna nell’attività quotidiana. Gli operatori di mercato da almeno un paio di mesi ormai hanno lui come punto di riferimento. Anche perché il diesse ex Lugano era stato già messo alla prova nella Next Gen bianconera”.

aurelio de laurentiisde laurentiis giuntoli

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…