gratton

“E’ UN GIORNO TRISTE PER TUTTI I ROMANISTI” – SE NE VA A 80 ANNI, PIERO GRATTON, IL PAPÀ DEL LUPETTO, LO STORICO LOGO STILIZZATO  SULLE MAGLIE DEL CLUB GIALLOROSSO DALLA SECONDA METÀ DEGLI ANNI '70 – CAGNUCCI ('IL ROMANISTA'): “HA DATO I CONTORNI ALLA ROMA PIÙ BELLA DI SEMPRE” – PER 25 ANNI AL TG2, GRATTON DISEGNÒ ANCHE L’AQUILA STILIZZATA DELLA LAZIO, UTILIZZATA DAI BIANCOCELESTI TRA IL '79 E L'82, E 'IL GALLETTO' DEL BARI...

Da gazzetta.it

gratton lupetto

"Oggi è un giorno triste per tutti i romanisti. Ci ha lasciato Piero Gratton, papà del Lupetto e autore di pagine di storia legate alla nostra identità. Piero avrà sempre un posto speciale nel cuore di tutti noi".

 

Così la Roma ricorda sui social l'ideatore di uno dei suoi loghi più riusciti, scomparso a 80 anni. Il Lupetto disegnato da Gratton nel 1976 si è dimostrato più forte del tempo ed è stato riproposto anche nelle maglie più recenti del club giallorosso, come nel pattern dell'attuale terza maglia, quella blu.

 

Nato a Milano nel 1939, dopo aver studiato presso il liceo artistico di via di Ripetta a Roma, Gratton è stato per 25 anni responsabile del gruppo di grafica dei servizi giornalistici del Tg2.Oltre al Lupetto, Gratton è stato anche il padre dell’Aquila stilizzata della Lazio, utilizzata dai biancocelesti tra il 1979 e il 1982, e del Galletto del Bari, sulle maglie dei biancorossi fino al 2014. Tra i suoi lavori, anche il logo di Euro ’80 e quello della Uefa, disegnato nel 1983.

 

Prima di Gratton, nel corso della giornata, un altro lutto aveva colpito la famiglia romanista: Marco Scisciola, tecnico da dieci anni al servizio del settore giovanile, stroncato da un malore a 59 anni. "Ai familiari va il nostro più caloroso abbraccio", il ricordo del club giallorosso.

gratton lupetto

 

 

ADDIO SIGNOR STILE

Tonino Cagnucci per ilromanista.eu

 

Ti sei inventato la cosa che ho cercato di imitare di più. Quel lupetto io, come ognuno che ha avuto la grazia di essere ragazzino con quella Roma lì, è la cosa che più ho disegnato su un foglio insieme all'UR col fulmine. Ho tratteggiato più il tuo lupetto e quei simboli che il nome della prima ragazza, le case con le montagne dietro, il sole giallo sul cielo blu, forse solo quello di Roma o mamma ho detto e scritto di più. Hai disegnato un marchio sapendo tratteggiare un'identità. 

tonino cagnucci foto di bacco

 

Hai dato contorni a un sogno. È diventata l'icona di un'epoca e la storia ti ha giustamente reso onore facendo sì che la Roma più bella, bella, bella di sempre ha legato il suo nome, e il suo petto, a una tua idea, a un tuo schizzo, a un tuo disegno, a un tuo concetto, al nostro cuore. Io ti voglio bene Piero e non solo per il lupetto.

 

Forse sarebbe troppo fosse "solo", perché hai regalato un simbolo alla mia infanzia e mi hai permesso di sublimare le nevrosi su un foglio cercando di disegnarlo in ogni circostanza, dalla sala d'aspetto, al pomeriggio annoiato in una stanza, o come un ragazzino impegnato stile ricerca per le elementari nel tentativo di riuscire a fare quelle curve spigolose o a gomito prima di inciderci come un taglio l'occhio. Anche quello non veniva perfetto come lo avevi fatto una volta per tutte tu.

 

Ce lo siamo messi sul collo, sulle catenine, sul braccialetto. Lo abbiamo fatto d'oro o tarocco. Regalato ai bambini, raccontato - oramai - ai nipotini. Ora è tornato di moda, perché non è mai stato una cosa alla moda. Ora si chiama vintage quello che per te è stata un'intuizione, una visione di una Roma futura, quasi spaziale con quella maglia Pouchain a ghiacciolo e una squadra che – entrando negli Anni 80 - stava entrando anche nella leggenda. Nel cuore e sul cuore di una città. Sei il tatuaggio del sentimento che aveva quel popolo e quel tempo. Lo zaino e tutto quello che ci mettevo dentro. Quello che non mi sono mai perso.

lupetto giallorosso di luca bertazzoni foto di bacco

 

Io ti voglio bene perché ti ho conosciuto. E lo so che quando muore qualcuno spesso si dice «era speciale o buono», e lo so che ancora di più che si scrive «quando muore qualcuno tutti dicono che era buono» ma te eri così. Chissenefrega delle mistificazioni degli altri, vero Pie', la vita è così: sono tanti i mediocri che si prendono meriti che manco sanno come si sudano, come si sognano. Tu eri speciale e buono. Elegante. Armonioso.

TONINO CAGNUCCI

 

La capacità di disegnare ce l'avevi per come ti muovevi nella vita, per la morbidezza e la gentilezza con cui "ospitavi" gli altri. Eri umile. Tu! Tu che agli occhi miei altro che Michelangelo, altro che il taglio di Fontana, altro che il Giudizio Universale, altro quello che vi pare, tu sei quello che ha disegnato il lupetto mio! Mi vergogno a dire come mi chiamavi, ma è una delle cose che più mi hanno aiutato a star bene.

 

Tu eri un campione della discrezione, non posso andare troppo oltre. Potevi tirartela, ma hai sempre mantenuto la linea giusta, la misura umana perfetta, che è quella che conosce anche macchia ma la sa trasformare in arte.

 

maglia roma lupetto

Quando "Il Romanista" smise le pubblicazioni nel 2014 un amico comune mi chiamò per un progetto e per parlarne con te; non trovammo l'editore, ma trovammo molto di più: un'amicizia. Si chiamava "ASR magazine", era ovviamente un periodico, carta ovviamente, qualcosa che mi permetteva di continuare a scrivere della Roma come volevo, che era anche come volevi te. Un onore. La grafica era tutta tua. Sarebbe piaciuto a tutti perché si capiscono prima le cose che funzionano veramente. Mi tengo a casa il numero 0 e altro che nostalgia di cose non ancora accadute: sono capitate ma lo sanno in pochi...

 

Con la tua collaborazione sei stata la prima persona che mi permetteva di continuare a scrivere, ma non era nemmeno per quello che t'ho voluto subito tanto bene, nemmeno per il pregiudizio positivo visto quello che rappresentavi ai miei occhi. Era perché mi hai dimostrato che si può diventare grandi senza diventare cattivi o semplicemente senza dimenticare il cuore. Per me grande vuol dire chi sa sorridere pur avendo attraversato l'abisso.

TONINO CAGNUCCI

 

Forse il vero sorriso nasce per questo. Insieme ai tuoi racconti, quelli dell'amicizia con Piero Angela con cui hai girato il mondo, quella con Artemio Franchi e come passasti la notte in cui è morto mentre andava al Palio di Siena, tutti quei materiali, gli strumenti soprattutto, le cose rare e preziose come te che portavi dai viaggi come per continuarli anche a casa tua.

 

Quella sulla Giustiniana che mi emozionava perché aveva la Pouchain davanti e dove abbiamo gufato insieme una volta la Lazio (lì scopristi il lato peggiore - o migliore? - di me), poi a Trevignano e l'impressione quando venivo a trovarti di andare in un posto sempre speciale e confortevole. Altro.

 

maglia roma lupetto

Eri un balsamo. Il tuo spazio era come te. Ci sono persone che danno anima ai luoghi che vivono, è più così che viceversa secondo me, soprattutto se quelle persone creano mondi. Tu hai fatto questo. Ogni volta a casa tua ti chiedevo di farmi vedere come era nato quel lupetto, il bozzetto, il rapporto con Anzalone e Viola. Ogni volta me lo raccontavi. Io non mi stancherò mai di quella Roma. Io non smetterò mai di disegnare quel simbolo.

 

Quando è morto Anzalone mi chiamasti per la prima pagina con il lupetto che piangeva. Oggi quella prima pagina non posso non metterla, non solo perché quel lupetto è tutto tuo, ma perché so che ti piace, che non sbaglio e non voglio sbagliare a scrivere di te.

 

Ciao Pie', mi sento molto più solo anche se tu eri come la tua creazione: inimitabile. Oh, è da quando c'ho 6 anni che ci provo a disegnarlo, non ci sono mai riuscito nemmeno una volta a farlo. Tutt'al più mi sono avvicinato alla perfezione. Quando t'ho conosciuto. Il prossimo anno la Roma sulla seconda maglia c'avrà il tuo lupetto senza cerchio libero come non solo sei tu adesso - chissà dove - ma come sei riuscito a esserlo in questa terra. Ed è un miracolo Pie'. Maestro, amico, persona che vorrei essere. Grande, perché ancora più buono.

 

bruno conti lupetto

 

gratton lupettogratton lupetto

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