IL LUNGO INVERNO DEL CALCIO - LA FIFA SCOPRE SOLO ORA IL CALDO DEL QATAR E CAMBIA: ‘NEL 2022 IL MONDIALE SARÀ DA NOVEMBRE A PRIMA DI NATALE’ – DOPO LE POLEMICHE, ARRIVA LA FRENATA: ‘NON È DECISO’

Marco Ansaldo per "La Stampa"

I Mondiali di calcio del 2022 si giocheranno molto probabilmente in inverno. L'ipotesi che prese forma quando si scelse di affidarne l'organizzazione al Qatar ha trovato una conferma nella dichiarazione del segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, all'emittente France Inter Radio.

«Se si giocherà tra il 15 novembre e il 15 gennaio le condizioni meteorologiche saranno le più favorevoli - ha spiegato il principale collaboratore del presidente Blatter -. In quel periodo la temperatura si aggira sui 25 gradi, perfetta per giocare a calcio». Restando in argomento, è la scoperta dell'acqua calda. Non serviva la scienza di Valcke per sapere che a giugno-luglio, quando si usa disputare i Mondiali, nell'emirato arabo la temperatura minima è di 30 gradi e la massima di 41 con punte di 45, per cui i giocatori boccheggerebbero in campo pure se giocassero in costume da bagno.

Si è parlato di costruire stadi sotterranei per sopportare meglio la calura ma snaturare il calendario tradizionale creando una lunga finestra invernale sembra la soluzione più semplice. L'aveva prospettata Michel Platini, che nel 2022 si potrebbe presentare in Qatar come capo del calcio mondiale.

L'Uefa, attualmente presieduta dall'ex juventino, ha fatto studiare un calendario alternativo. Nel 2022 i campionati nazionali, compresa la serie A, comincerebbero a metà luglio, la Champions League a fine agosto, e dal 4 novembre i club renderebbero disponibili i giocatori per le Nazionali.

Il Mondiale comincerebbe il 18 novembre, si concluderebbe il 18 dicembre e la stagione dei campionati e delle coppe europee riprenderebbe l'8 gennaio 2023 per concludersi a giugno, un mese dopo il solito. L'evento appare così lontano da trascurare per il momento le problematiche di un'annata spaccata in due: anche l'Eca, che riunisce i maggiori club europei, non ha preso una posizione (a differenza delle tv americane che paventano la coincidenza con i campionati di football e di basket a casa loro). Lo farà più avanti, quando saprà se e quanta parte del business creato dal mondiale in casa degli emiri si riverserà nelle casse delle società.

L'uscita di Valcke, che non è un pincopalla qualsiasi, ha preso però in contropiede la stessa Fifa. Dalla sede di Zurigo ci si è affrettati a chiarire che nulla sarà deciso fin dopo il Mondiale di quest'anno e che il segretario generale ha espresso un'opinione tutta sua. «Sono scioccato - ha aggiunto uno dei vicepresidenti, il nordirlandese Jim Boyce -. Si era detto che prima di decidere bisogna ascoltare tutte le parti in causa, sia le tecniche che le commerciali, e finora non se n'è discusso neppure tra i membri del comitato esecutivo della Fifa». Il che non stupisce poiché si tratta perlopiù di scaldapoltrone sistemati lì da Blatter per ragioni elettorali.

Quella di Valcke è l'ennesima uscita imbarazzante dei vertici del calcio mondiale. Tre giorni fa il quasi 78enne Blatter aveva dichiarato di non aver mai visto un Mondiale con tanti e gravi ritardi come sta succedendo in Brasile: frasi ritrattate dopo le reazioni dei brasiliani.

Un paio di mesi fa il presidente svizzero della Fifa aveva già fatto retromarcia per i giudizi espressi su Cristiano Ronaldo, cui preferiva Messi. Ora è smentito il segretario generale. La Fifa è una multinazionale potente e floridissima come poche al mondo, nel 2012 ha generato profitti per 65,5 milioni di euro e dispone di un miliardo nelle proprie casse. Come ci riesca con questi dirigenti «gaffeur» è un mistero.

 

 

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