“NON MI RICONOSCO PIÙ IN QUESTO CALCIO: NON VEDO PERCHÉ SI DEBBA CERCARE DI RUBACCHIARE” – GIAN PIERO GASPERINI CI VA GIÙ PESANTISSIMO CONTRO GLI ARBITRI DOPO I TROPPI ERRORI, “RIGORINI” E INTERVENTI DUBBI DEL VAR IN QUESTA STAGIONE: “NOI ALLENATORI ABBIAMO BISOGNO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE E CAMBIARE QUESTO SISTEMA. QUESTO TIPO DI CALCIO NON PIACE A NOI, NON PIACE AL PUBBLICO. CI SONO SQUADRE CHE ORA INSERISCONO PERSONE CHE ARRIVANO DAL MONDO ARBITRALE E CHE INSEGNANO AI GIOCATORI COME RIMANERE IN TERRA, COSA FARE SE VENGONO TOCCATI, COSÌ DA SPINGERE L’ARBITRO A CONSULTARE IL VAR. COSÌ NON VA…”
Estratto dell’articolo di Davide Stoppini per il "Corriere della Sera"
All’Olimpico arriva il Cagliari e la Roma sperimenta la pressione di dover rincorrere, prima volta in stagione fuori dalla zona Champions. […] Ma a Trigoria ieri s’è parlato soprattutto di altro. Gasp è andato giù duro sulla questione arbitrale.
L’assist l’ha fornito De Rossi, con le critiche post Genoa-Napoli sull’utilizzo del Var. Ecco il tecnico: «Noi allenatori abbiamo bisogno di radunarci, di far sentire la nostra voce e cambiare questo sistema. Io la penso come De Rossi.
Questo tipo di calcio non piace a noi, non piace al pubblico: c’è confusione, è brutto vedere partite con cartellini strani, con rigori che i tifosi non vedono, con simulazioni evidenti dei giocatori, panchine che saltano per aria e che provocano gli arbitri. Forse anche noi tecnici dobbiamo fare qualcosa di utile».
Poi Gasperini ha puntato il dito: «Ci sono squadre che ora inseriscono nuove figure, persone che arrivano dal mondo arbitrale e che insegnano ai giocatori come rimanere in terra, cosa fare se vengono toccati, così da spingere l’arbitro a consultare il Var.
Così non va. Il calcio è qualcosa di leale, così si va lontano dallo sport. Cercare di fregare un cartellino, un rigore, un’ammonizione oppure un’espulsione è distante da tutti gli altri sport. Non mi riconosco più in questo calcio: non vedo perché si debba cercare di rubacchiare». […]


