“SIAMO RIUSCITI A IMPORRE IL NOSTRO GIOCO. E PER FARLO BISOGNA AVERE LE PALLE” – IL GIGANTE NORVEGESE ERLING HAALAND, CAPOCANNONIERE DEI MONDIALI INSIEME A MESSI E MBAPPE’, PARLA DELLA STORICA VITTORIA DELLA NORVEGIA CONTRO IL BRASILE (IN CUI HA SEGNATO UNA DOPPIETTA): “NOI POTEVAMO SOLO DIVERTIRCI. LA PRESSIONE ERA TUTTA SUL BRASILE: OLTRE 200 MILIONI DI PERSONE LI GUARDAVANO ASPETTANDOSI CHE CI BATTESSERO, COME PENSAVA PRATICAMENTE TUTTO IL MONDO. NOI, INVECE…” - VIDEO
Estratto dell’articolo di Paolo Tomaselli per il “Corriere della Sera”
Al cospetto di Erling Braut Haaland ti senti disorientato un po’ come i difensori del Brasile: è alto, grosso, un po’ curvo, quasi distratto, poi improvvisamente si accende e non capisci mai cosa stia per escogitare. Non ti accorgi nemmeno se ci è o ci fa: ironico ma spietato, emozionato ma rilassato. […]
Haaland, che cosa significa la vittoria contro il Brasile?
«Significa tutto, davvero. Sinceramente non me l’aspettavo. E fatico a trovare le parole giuste, perché basta guardare le strade della Norvegia in festa. Ho 25 anni e non ho mai vissuto qualcosa del genere: erano 28 anni che non partecipavamo a un Mondiale.
In un certo senso vorrei essere a Oslo in questo momento a festeggiare con tutta la gente, è una cosa semplicemente irreale. Ogni tanto devo darmi un pizzicotto sul braccio per rendermi conto che è vero... perché è qualcosa di enorme. E credo che questo cambierà molte cose in Norvegia».
Ha raggiunto Messi e Mbappé nella classifica marcatori. La corsa alla Scarpa d’Oro è apertissima.
«Io cerco di fare il mio lavoro per la Norvegia e, fino a questo momento, direi che le cose stanno andando davvero bene».
[…] Il percorso è stato lungo: questo aumenta la gioia?
«Quando dico che è incredibile, lo dico pensando a tutto il percorso che abbiamo fatto: non ci siamo qualificati agli Europei, non eravamo in Qatar nel 2022. Abbiamo continuato a lavorare con Solbakken e siamo riusciti a chiudere imbattuti le qualificazioni nel girone con l’Italia, sconfiggendola due volte, e ad arrivare negli Usa: senza pressione».
Come si fa a non sentire la pressione?
«Domenica c’era un pubblico enorme, uno stadio straordinario e tutto il resto, ma alla fine la pressione era tutta sul Brasile: oltre 200 milioni di persone li guardavano aspettandosi che battessero la Norvegia, come pensava praticamente tutto il mondo. Noi, invece, avevamo solo 5 milioni e mezzo di persone pronte a festeggiare per le strade. Qualunque fosse stato il risultato».
Sembra semplice.
«Noi potevamo semplicemente divertirci e credo che si sia visto: è stato fantastico il modo in cui abbiamo giocato, in cui abbiamo tenuto il pallone, come abbiamo controllato la partita a centrocampo. Sono davvero orgoglioso».
Adesso c’è l’Inghilterra, dove lei è nato e gioca. I tifosi norvegesi possono sognare?
«Sì, qualcuno degli inglesi lo conosco (sorride). Io non avevo nemmeno sognato quello che è successo contro il Brasile. Quindi intanto pensiamo a goderci quello che abbiamo realizzato».
[…] Cosa la rende più orgoglioso della vittoria e allo stesso tempo più fiducioso per la prossima partita?
«Il fatto che siamo riusciti a imporre il nostro gioco, il modo in cui vogliamo svilupparlo. Per farlo bisogna avere le p… e noi abbiamo acquisito più personalità e allo stesso tempo più rispetto da parte degli altri. Siamo una squadra che ha anche il coraggio di tenere il pallone e controllare un’intera partita contro il Brasile». […]
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