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GIULI VS BUTTAFUOCO: LA GUERRA IN BIENNALE CONTINUA! IL MINISTERO DELLA CULTURA CHIEDE ALLA FONDAZIONE LA BIENNALE DI FORNIRE, "CON LA MASSIMA URGENZA", ELEMENTI IN MERITO ALLE MODALITÀ DI ALLESTIMENTO DEL PADIGLIONE RUSSO E ALLA COMPATIBILITÀ CON LE SANZIONI IN VIGORE – IL GOVERNO, TRAMITE GIULI, E’ CONTRARIO ALL’APERTURA AGLI ARTISTI RUSSI VOLUTA DA BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE E CHIEDE UNA “COPIA INTEGRALE” DELLA CORRISPONDENZA CON MOSCA – VANNACCI, FORZA NUOVA E IL POLITOLOGO MARCO TARCHI, FONDATORE DELLA “VOCE NELLA FOGNA”, SI SCHIERANO CON BUTTAFUOCO CHE INCASSA ANCHE L'APPOGGIO DEI LEGHISTI ZAIA E STEFANI E LA SOLIDARIETA' DI MASSIMO CACCIARI – DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/padiglione-russo-restera-sbarrato-pur-costretto-rinculare-buttafuoco-467261

 

 

MIC VERIFICA LA COMPATIBILITÀ DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE CON LE SANZIONI 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

(ANSA) - Il Ministero della Cultura ha chiesto alla Fondazione La Biennale di Venezia di fornire, "con la massima urgenza", elementi in merito alla partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte, con particolare riferimento alle modalità di allestimento e di gestione del Padiglione e alla loro compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore.

Lo riferisce il Mic in una nota in cui precisa pure che "ha richiesto copia integrale della corrispondenza fra la Fondazione e le autorità russe, finalizzata alla definizione degli assetti organizzativi e gestionali della presenza della Federazione Russa a Venezia". (ANSA).

 

FIORE (FN): “CHIEDIAMO DIMISSIONI DI GIULI. MINISTERO DELLA CULTURA A BUTTAFUOCO” 

roberto fiore predappio

Dopo la fine delle sanzioni contro la Russia, evidenziata oggi dallo sblocco del petrolio ordinato dall'America (da cui l'Italia prende ordini!), l'ottica in cui si è mosso il presidente della Biennale, Buttafuoco, che ha permesso l'apertura di un padiglione russo alla manifestazione culturale veneziana, è semplicemente avanguardista. Noi riteniamo che l'Italia, per tornare ad essere fiera della sua cultura Cristiana ed europea, debba lanciare l' idea di un'Europa che parte dal Portogallo e arriva allo stretto di Bering. Per quanto riguarda la cultura, si deve aprire subito quelle porte, chiuse in passato in modo meschino, cieco e discriminatorio, alla cultura russa. Buttafuoco merita il Ministero della Cultura.Roberto Fiore, Segretario Nazionale Forza Nuova

 

BIENNALE ARTE: CACCIARI, 'SOLIDARIETA' A BUTTAFUOCO, POLEMICHE 

(Adnkronos) - "Sono solidale con il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, e con la linea culturale che ha adottato. In un paese civile, questa polemica non sarebbe nemmeno dovuta nascere. È del tutto evidente che, in una situazione tragica come quella attuale, caratterizzata da guerre e conflitti permanenti, le istituzioni culturali dovrebbero impegnarsi in ogni iniziativa volta al confronto e al dialogo. Invece, esplode questa polemica del tutto insensata: è il segno che abbiamo portato il cervello all'ammasso".

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Lo ha dichiarato all'Adnkronos il filosofo Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, a proposito delle polemiche sul padiglione della Russia alla prossima Biennale Arte. Cacciari ha espresso apprezzamento anche per la decisione di Tamara Gregoretti, consigliera della Biennale nominata dal MiC, di restare al suo posto nonostante la richiesta di dimissioni avanzata dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli. "Gregoretti fa bene a non rassegnare le dimissioni: in una fondazione culturale nessuno dei consiglieri è portavoce dell'ente che lo ha nominato; una fondazione culturale non è un'azienda", ha aggiunto Cacciari.

 

BIENNALE, VANNACCI (FN): SOLIDARIETÀ A BUTTAFUOCO E GREGORETTI

(AgenziaCULT) - Roma, 13 mar - "Solidarietà al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e alla dottoressa Tamara Gregoretti di cui il ministro Giuli ha vergognosamente chiesto le dimissioni". Così su Facebook il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci.

 

BIENNALE. ZAIA: ARTE NON SI CENSURA, IO STO CON BUTTAFUOCO

massimo cacciari a otto e mezzo 4

(DIRE) Se la guerra va condannata e "l'aggressione russa è un fatto gravissimo", però "la cultura non si censura". Con queste parole, il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, prende posizione a favore del presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, sulla vicenda del ritorno della Russia alla Biennale d'arte di quest'anno.

 

Per Zaia, una cosa è la condanna del conflitto, un'altra "è cancellare una cultura o trasformare un grande evento artistico internazionale in uno spazio di esclusione". E dunque, è la sua sollecitazione, "Venezia resti spazio di libertà".

 

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

La Biennale, argomenta poi Zaia, "è luogo di libertà artistica e di confronto tra i popoli". Quindi "se iniziamo a stabilire chi può esprimersi e chi no sulla base degli equilibri geopolitici e dei conflitti rischiamo di negare proprio il principio universale dell'arte". Per questo "esprimo stima e sostegno" a Buttafuoco, "che con equilibrio e senso culturale sta difendendo l'idea di una Biennale aperta al confronto tra le espressioni artistiche del mondo".

 

Quest'anno, ricorda Zaia, la Biennale riunirà a Venezia 99 Paesi e dunque "una presenza così ampia deve diventare anche un'occasione per costruire momenti di confronto e incontri tra nazioni, favorendo spazi di dialogo e di distensione internazionale". Questo perché "la pace non si costruisce con le armi ma con la diplomazia, e l'arte può offrire un terreno prezioso per riaprire canali di confronto".

 

tarchi giuli buttafuoco

Per questo Venezia "deve continuare a costruire ponti e non alzare barriere: l'arte non serve a dividere i popoli, ma a mantenere aperto un terreno di confronto e di dialogo anche quando la politica fatica a trovarlo", è la chiosa.

 

BIENNALE ARTE: TARCHI, 'LA LINEA CONTRO MOSCA E' SBAGLIATA E NOCIVA' =

(Adnkronos) - "Mi sembra che in questa vicenda il governo, nella figura del ministro Giuli, non punti tanto a far recedere Buttafuoco dalle sue scelte - obiettivo che, conoscendo la persona, ritengo comunque irraggiungibile - quanto a sostenere una petizione di principio, a fornire un'immagine di rigidità che non offuschi il ruolo di irridicibile e unilaterale sostenitrice delle ragioni ucraine esibito da Meloni fin dall'inizio delle ostilità.

 

Non va mai dimenticato il clima di sospetto che attorno a lei aleggiava negli ambienti dell'Unione europea, al momento del suo ingresso a Palazzo Chigi, a causa della valutazione positiva della Russia di Putin espressa fino a pochi mesi prima, anche nel suo libro autobiografico.

LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI - MATTEO SALVINI

 

Data la crucialità che l'accreditamento internazionale ha nella sua strategia politica, Meloni vuole cogliere evidentemente ogni occasione per apparire in sintonia con i partners europei, quegli stessi che in questi giorni si sono plateamente espressi contro la presenza del padiglione russo alla Biennale".

 

Lo ha detto all'Adnkronos il politologo Marco Tarchi, professore emerito di scienza politica, comunicazione politica e analisi e teoria politica dell'Università di Firenze, noto anche per essere stato l'ideologo della Nuova Destra tra gli anni '70 e '80, a proposito delle polemiche suscitate dalla partecipazione della Russia alla prossima Biennale Arte.

 

roberto vannacci - associazione stampa estera - foto lapresse

"Volente o nolente, Giuli deve mostrarsi fedele alla linea. Una linea che ritengo profondamente sbagliata e nociva, perchè perpetua una inimicizia con Mosca che, per ragioni storiche, geopolitiche e culturali, prima o poi dovrà riassorbirsi. E sarebbe meglio sforzarsi di far sì che ciò avvenga quanto prima possibile - ha aggiunto Tarchi - La decisione di non accogliere l'invito a dimettersi dal consiglio della Biennale di Venezia di Tamara Gregoretti è, in questa prospettiva, assolutamente giustificata e responsabile".

 

BIENNALE ARTE: STEFANI SU PADIGLIONE RUSSO, 'ARTE E' SPAZIO LIBERO' =

(Adnkronos) - "L'arte è uno spazio libero e deve continuare a esserlo come è sempre stato. Favorisce il dialogo e il confronto ed è uno dei pochi spazi rimasti. E con Buttafuoco mi sento quasi tutti i giorni". Lo ha detto oggi a Venezia il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani che da presidente regionale è consigliere della Biennale di diritto.

LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI

 

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