GOD SAVE PEGGY – ALLA COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM DI VENEZIA UNA MOSTRA RIPERCORRE IL PERIODO LONDINESE DELLA GRANDE COLLEZIONISTA, NEGLI ANNI TRENTA, QUANDO DIRESSE UNA GALLERIA DIVENTATA PUNTO DI RIFERIMENTO LONDINESE DELLE AVANGUARDIE INTERNAZIONALI – RIELLO: “PROMOSSE, CON SPIRITO PIONIERISTICO, ARTISTI CHE PRATICAVANO IL COLLAGE E IL FOTOMONTAGGIO (MAN RAY) E ANCHE LA STAMPA ARTISTICA. NELLA GALLERIA ESPOSERO YVES TANGUY, JEAN COCTEAU, PIET MONDRIAN E CEDRIC MORRIS. LA MOSTRA HA UNA SUA SEGRETA AFFINITÀ CON LA TEMPERIE CULTURALE DELLA BIENNALE ALLE PORTE. SI ESPLORANO LE SITUAZIONI CHE…”
Antonio Riello per Dagospia
Peggy Guggenheim, non una semplice vita, piuttosto una saga. Negli anni '30 del secolo scorso una ragazza americana di ottima famiglia (ma con un carattere molto indipendente e magari anche un po' irrequieto) si appassiona alle ricerche dell'Avanguardia europea.
Quella ragazza è diventata il venerando archetipo a cui qualsiasi ambiziosa/o collezionista (in ogni parte del Mondo) si ispira. O meglio a cui vorrebbe - anche oggi e disperatamente - assomigliare.
Oggi spuntano come le alghe. Ma per lungo tempo - almeno fino all'acquisizione di Palazzo Grassi da parte di Francois Pinault nel 2005 - la Peggy Guggenheim Collection è stata l'unica istituzione artistica straniera di rilievo a Venezia. Ed è ancora una realtà assolutamente di prim'ordine, vitale e combattiva.
La mostra che ha appena inaugurata, "Peggy Guggemheim in London - The making of a Collection", non parla degli anni leggendari passati da quella ragazza nella città lagunare. Si occupa di un periodo antecedente, molto meno noto, ma assolutamente fondante: i diciotto mesi (1936-1938) passati a Londra come direttrice della galleria Guggenheim Jeune. Poco tempo ma decisivo.
La galleria, era al 30 di Cork Street, diventò subito il punto di riferimento londinese delle Avanguardie internazionali. Con l'aiuto della fedele Winifred Henderson, in quei mesi si susseguirono personali che passeranno poi alla Storia (come la prima grande mostra di Wassily Kandinsky nella capitale britannica) e una serie di incontri comunque molto importanti.
La galleria promosse, con spirito pionieristico, artiste e artisti che praticavano il collage e il fotomontaggio (Man Ray faceva parte dell'avventura). Anche la stampa artistica (complice Atelier 17 di Parigi) trovò il suo posto al sole in Cork Street.
Nella galleria esposero Yves Tanguy, Jean Cocteau e anche un surrealista austriaco - poco noto al grande pubblico - Wolfgang Paalen (1905-1959). Sua è una delle opere più iconiche di tutta la mostra veneziana (un ombrello ricoperto di spugna marina, davvero degno di tener testa alle eccezionali invenzioni surrealiste di Meret Oppenheim): "Le Nuage articulé" (1937). Ma c'è anche un'altra (piccola) cosa imperdibile: un quadro - uno dei primi - di Lucian Freud, il "Vecchio che corre" (1937).
E non potevano mancare la "composizione n.1 con grigio e rosso 1938" di Piet Mondrian, i piccoli bronzi di Henry Moore e i ritratti di Cedric Morris.
Una nota personale ed affettuosa di questa raccolta sono le opere dell'artista Pegeen Vail (1925-1967). Era la figlia di Laurence Vail e di Peggy.
L'approccio della curatrice, Grazina Subelitè, giustamente si focalizza soprattutto sulla parte forse finora meno esplorata di questa esperienza guggenheimiana a Londra: il lato femminile.
Un breve sunto:
Rita Kernn-Larsen (1904-1998), surrealista danese che ha partecipato con i suoi dipinti al London International Surrealist Exhibition del 1936. Aveva instaurato un rapporto di amicizia e reciproca stima con Peggy Guggenheim.
Marie Vassilieff (1884-1957). Di origine russa fu una geniale antesignana delle - attualissime - pratiche ibride che, sullo stesso piano, mettono in gioco arte, artigianato, design e hobby. Le sue bambole e le sue maschere sembrano fatte da una giovane artista di oggi. Tra l'altro ha utilizzato per prima la celluloide (all'epoca una novità tecnologica) nella sperimentazione artistica.
Gisèle Freund (1908-2000) è stata una notevole fotografa franco-tedesca che costruì una collezione di ritratti straordinari del mondo dell'Arte Contemporanea. Straordinari per la qualità fotografica oltre che per il valore storico della documentazione. E' grazie a lei che possiamo vedere, oltre che immaginare, certe atmosfere.
Jill Salaman (1906-1989) un'artista-ceramista allieva del famoso Bernard Leach e proveniente da una famiglia di super-creativi. Ebbe una personale alla Guggenheim Jeune che la consacrò. Il recente grande revival della ceramica nel mondo dell'Arte ha riportato in auge la sua figura.
Barbara Hewporth (1903-1975). Probabilmente la più grande scultrice britannica. Un riferimento supremo, mai abbastanza riconosciuto. C'è una sua scultura in mostra.
Sophie Taeuber-Arp (1889-1943). Artista e attivista svizzera di grande talento (e moglie di Hans Arp). Lavorò anche nel leggendario Cabaret Voltaire che tenne a battesimo il movimento Dada. Il Museo Correr di Venezia le aveva dedicato, nel 2006, una rassegna.
La mostra ha una sua segreta affinità con la temperie culturale della Biennale alle porte. La prospettiva, in fondo, è accuratamente accordata in "Chiave Minore": si esplorano le situazioni che in passato sono state trascurate (o in qualche maniera sottovalutate).
PEGGY GUGGENHEIM IN LONDON
THE MAKING OF A COLLECTION
Collezione Peggy Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni, Venezia
fino al 19 Ottobre 2026
pg in london photo by gisele freund
peggy guggenheim niccolo campita saywho
marie vassilieff 07
pegeen vail
yves tanguy
piet mondrian
lucian freud
guggenheim collection
guggenheim jeune london
cedric morris
marie vassilieff 02
henry moore
marie vassilieff 03
sophie taeuber arp 01
peggy guggenheim collection 01






