RUTTO LIBERO E PALLA AL CENTRO – JUVE IN PARADISO, MILANO ALL’INFERNO, INTER ALL’INSEGUIMENTO, CASSANO IN BRASILE

DAGOREPORT

Da adesso in poi, tutto starà a valutare il solco numerico tra la Juve e le altre squadre. Quando vinci partite del genere, quando gli avversari hanno un rigore sullo zero a zero e il tuo portiere lo para, quando Pirlo, il centrocampista rottamato anni fa con eccessivo anticipo, decide di ricordare a tutti la sua classe e mette la palla là dove il portiere Perin non può arrivare, significa che è l'anno giusto per abbattere ogni record.

La Juve passa anche a Genova e il suo allenatore gode e lancia i soliti messaggi criptici: «Percentuali scudetto? Non ne dò, mi auguro di vincere lo scudetto, ma stiamo facendo un campionato superfantastico e alla fine bisognerà ammetterlo, magari a malincuore» ma questa volta rischia veramente di cadere e rialzandosi in extremis, offre anche qualche motivo di consolazione a Prandelli. Sulla vecchia guardia, almeno su quella, sembra che in ottica brasiliana si possa contare.

Cassano e dintorni

A Rio rischia di volare seriamente anche la meno seria tra le figurine della serie A. Il nuovo Antonio Cassano che dopo un autunno turbolento e qualche proposito di fuga in direzione Sampdoria sventato all'ultimo istante, incanta il campionato con la sua classe da ultratrentenne tenuto in piedi dalla voglia di stupire.

A Milano, sponda Milan, dove non finì benissimo, Cassano fa una partita pazzesca sui resti di un povero Milan, segna una doppietta e si scopre sui desideri azzurri senza più nascondersi. Non l'ha mai fatto e adesso, pur essendo agli antipodi per carattere e biografia personale, il Cassano over 30 che insegue una convocazione ricorda in qualche modo un altro irregolare, Roberto Baggio, su cui il paese in epoche recenti si spaccò a metà.

In attesa di vedere cosa accadrà, si osserva l'inquietante sprofondo milanista agevolato dall'espulsione di Abbiati in uscita scriteriata dopo soli cinque minuti. Il Milan prova a rialzarsi con Balotelli, ma alla fine ne prende quattro e subisce pubblico processo da parte di tifosi che non sono più disposti a sentir blaterare di progressive sorti quando persino l'Atalanta (3-0 alla Sampdoria) ti saluta e fa bye bye.

La classifica è da film horror e tanto meglio non appare il grottesco incontro tra Seedorf, i giocatori e gli ultras dopo le proteste inscenate all'arrivo del pulmann. «È stato tutto molto pacifico» dice Clarence e la frase fa pensare che responsabilità presenti e prospettive future siano distinte perché è da lui, qualunque cosa accada, che si ripartirà.

Champions, Europa e Salvezza

Per il resto in attesa di Napoli e Roma, il campionato si presenta al mondo con quel che può. Incertezza per Champions, Europa League e salvezza.

L'Inter ritrova un suo senso e dopo i tre punti con il Torino si affida ancora a Palacio per piegare al Bentegodi un Verona ora in crisi. Bene anche Jonathan (a segno per il 2-0 finale) mentre Mazzarri, adesso quinto a un punto dal quarto posto) sogna un corridoio per la Champions assolutamente impensato fino a pochi giorni fa.

Vince anche la Fiorentina (vittima di giornata l'altra metà di Verona, il Chievo piegato da tre gol) e mantiene la lunghezza di vantaggio sulla truppa interista. Dietro si muove la Lazio ora a 41 punti (2-0 al Cagliari in Sardegna con Keita in evidenza), vince la già menzionata Atalanta e la zona paura vive qualche considerevole scossone. La partita del giorno tra reti, espulsioni e risse è Livorno- Bologna.

Una gara d'altri tempi tra eroismi, rigori e psicodrammi sfiorati. Sul podio festeggiano i toscani avanti di due reti grazie all'ingresso decisivo di Emeghara a inizio ripresa e piangono gli emiliani troppo rinunciatari e ora, senza Diamanti emigrato in Cina anche senza qualcuno che possa accendere la luce.

Lampadine spente a Catania. La squadra di Maran, ultima, perde lo scontro diretto di Reggio Emilia con il Sassuolo. Per cinquanta minuti corre davanti ai ragazzi di Di Francesco, poi si fa sorpassare e ne prende tre. A fine gara il tecnico parla di «poco tempo per recuperare». Se non è un epitaffio, poco ci manca.

 

 

Carolina Marcialis e antonio cassano antonio cassano carolina marcialis DI NAtale-cassano-balotelliantonio-conte-fabio-capelloAndrea Pirlo e Deborah RoversiBARBARA BERLUSCONI E SEEDORF heroa montella JUVENTS INTER MAZZARRI CONTE

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