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PRENDI E PORTO A CASA - L’ELIMINAZIONE DELLA ROMA CONFERMA IL TREND NEGATIVO DELLE ITALIANE AI PRELIMINARI DELLE COPPE EUROPEE: SIAMO SOTTO IL 70% - E DZEKO SI È RIVELATO UN GIOCATORE COMPLETO, SBAGLIANDO SIA DI DESTRO, SIA DI SINISTRO MA ANCHE E SOPRATTUTTO DI TESTA

Luca Telese per “Libero Quotidiano

 

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È una Italia Cenerentola in Europa, ed è - purtroppo - una Roma euro-cenerentola in Italia. Vale nell' economia e nella geopolitica, e quindi - a maggior ragione - vale per il calcio, che da noi diventa sempre metafora di ogni cosa.

 

Vale soprattutto dopo la Caporetto dell' Olimpico (dopo i topi, i rifiuti e i roghi, in questo caso pare difficile dare la colpa alla Raggi, anche se diranno: però non ha voluto lo stadio?diamo la colpa alla Raggi anche di questo?), dove i giallorossi sono stati battuti e umiliati con un sonoro tre a zero, al termine della famosa partita «preparata per otto mesi».

 

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Fuori ai preliminari, come la Lazio, come l' Udinese, la Sampdoria e il Napoli (con l' unica eccezione del confindustriale e quadratissimo Sassuolo che stasera pare aver tutto per non subire un ribaltone a Belgrado). Non una semplice partita persa, ma una debacle con due espulsi. Una eurosconfitta che arriva come la cronaca di una morte annunciata, nella stagione della grande crisi.

 

Una disfatta corale che porta la firma di un giocatore-simbolo: Edin Dzeko, il giocatore più pagato dai giallorossi nell' era Pallotta, che io per comodità chiamo Dr. Dzekill: 25 milioni di euro di cartellino, 4,5 milioni annui di ingaggio (il più pagato dopo De Rossi) quattro nitide palle gol sbagliate nella nera notte dell' Olimpico (più una rete mangiata a porta vuota - la sua specialità - all' andata in Portogallo).

 

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A Roma per lui, al suo arrivo, si erano suonate le fanfare: nella sua ultima squadra prima di Roma, il Manchester City, faceva il panchinaro. Non è il solo, ovviamente: ed il fenomeno rivela lo zeitgeist, lo spirito del tempo: italiani e stranieri che altrove finiscono fuori rosa, nella serie A vengono spacciati per talenti e per clamoroso colpi di mercato, mentre quelli che sfondano davvero - vedi Pogba, vedi Cavani, vedi Verratti - vengono subito supervalutati e comprati all' estero: gli addetti ai lavori ovviamente lo sanno bene, ma il vecchio Circo, pur declassato, deve continuare a staccare i biglietti. Squadre affollate di stranieri che giocano peggio degli italiani (ma chiudono le porte ai vivai).

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La prima squadra italiana nel ranking dei club europei, la Juve, figura - come è noto - solo al tredicesimo posto (ma è anche l' unica che investe per migliorarsi). La seconda, il Napoli, al ventesimo. Le italo-cinesi (cioè Inter e Milan) rispettivamente al 22esimo e al 24esimo posto, per meriti pregressi (non si sono qualificate). Roma e Lazio si inabissano intorno al quarantesimo posto.

 

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Un dato: i giallorossi hanno superato quest' anno, per la prima volta nella loro storia, la quota-simbolo dei 200milioni di euro di fatturato. Cifra ragguardevole. Ma - per avere un parametro di riferimento - con i soli soldi incassati dalla vendita delle magliette di Zlatan Ibrahimovic, in una sola settimana, il Manchester United si è potuto comprare Paul Pogba: 800mila maglie, 76 milioni di sterline, 99 milioni di euro in sette giorni. Il problema dunque non è il declino, ma il modo in cui lo si cela al pubblico bue.

 

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Le cosiddette big, sopravvalutate, vanno malissimo: il presidente del Cagliari, Giulini, ha calcolato che incassano di diritti tv il doppio delle loro omologhe in Inghileterra. Perché? Mistero. D' altra parte i numeri dei preliminari sono impietosi: l' Inghilterra ha toccato l' 88% (28/32) di passaggi di turno nei preliminari delle qualificazioni europee.

La Spagna l' 85% (27/32). La Germania l' 80% (20/25), la Francia il 75% (21/28), L' Italia - invece - meno del 70% (22 su 32).

 

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E dunque la Roma: si era dileggiato Rudi Garcia che con la metà del rosa attuale era arrivato agli ottavi di finale, ma la squadra con Spalletti è uscita, come si è visto, ai preminari.

 

La Roma è partita in undici con due registi che si pestavano i piedi - Paredes e De Rossi - ha finito giocando meglio in nove con un regista improvvisato. Juan Jesus e Szczesny hanno avuto momenti di follia. Dzeko - come ho letto in un memorabile tweet - si è rivelato un giocatore completo, sbagliando sia di destro, sia di sinistro ma anche e soprattutto di testa.

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Tolto i lampi di orgoglio di Bruno Peres e Perotti, e la grinta commovente di Strootman (reduce da un infortunio drammatico ha corso per 96 minuti) ha svettato un immenso Nainggolan, mettendo d' accordo tutta la critica. Vuoi vedere che sarà il nuovo Pogba? Ovvero: il prossimo che si compreranno in Europa. P.S.: dopo i topi, i rifiuti e i roghi, in questo caso pare difficile dare la colpa alla Raggi, anche se qualcuno dirà: «Però non ha voluto lo stadio».

 

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