lotito maiolini masi bisignani

L’AD DELLA BANCA DEL FUCINO FRANCESCO MAIOLINI AVREBBE FINANZIATO LA PROTESTA DEI TIFOSI LAZIALI CON 4MILA EURO – LE ACCUSE DEI PM NELL’INCHIESTA SULLE MANOVRE ANTI-LOTITO PER CUI SONO INDAGATI ANCHE IL PRESIDENTE DELLA BANCA DEL FUCINO MAURO MASI E IL FACCENDIERE LUIGI BISIGNANI – I SOLDI PER FINANZIARE IL VOLO DELL’AEREO CON LO STRISCIONE “LOTITO LIBERA LA LAZIO”, IL GIORNALISTA STEFANO GRECO CHE AL TELEFONO DICE “DEVO PUBBLICARE QUESTA NOTIZIA PRIMA CHE CHIUDA LA BORSA” (LA LAZIO E’ UNA SOCIETA’ QUOTATA) E QUEL GIRO DI BONIFICI CHE SAREBBERO FINITI ALLA FONDAZIONE “NOI OLTRE 365” INTESTATA AD ALESSIA ABRAMO, FIGLIA DI ETTORE (“PLUTO” PER TUTTI), STORICO BRACCIO DESTRO DI FABRIZIO PISCITELLI “DIABOLIK”UCCISO NELL’ESTATE 2019 - LA PRECISAZIONE DELL'AD DI BANCA DEL FUCINO MAIOLINI: "MAI FINANZIATO ATTIVITA' OFFENSIVA CONTRO LOTITO"

Ad Banca Fucino, 'mai finanziato iniziative offensive su Lotito'

francesco maiolini claudio lotito foto di bacco

(ANSA) - ROMA, 17 SET - "Non ho mai finanziato, direttamente o indirettamente, alcuna iniziativa, campagna o attività offensiva nei confronti del presidente della SS Lazio. Non ho mai assunto iniziative di alcun tipo per determinare variazioni del valore del titolo di borsa della società.

 

Ho dato mandato al mio avvocato di proporre ricorso al Tribunale del Riesame avverso il decreto di perquisizione e sequestro e di assumere ogni iniziativa a tutela della mia onorabilità. Ho piena fiducia nella magistratura e nelle istituzioni e farò valere le mie ragioni nelle sedi competenti, con gli strumenti che la legge mette a disposizione di ogni cittadino".

 

È quanto precisa Francesco Maiolini, amministratore delegato della Banca del Fucino, indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma, in cui si ipotizza il reato di aggiotaggio su quote societarie della Lazio.    "Sono tifoso della Lazio da sempre - prosegue Maiolini -. È un sentimento autentico, che mi accompagna dall'infanzia e che, come accade a ogni tifoso, mi porta a seguire con passione, e talvolta con amarezza, le vicende della società. Nulla di più e nulla di diverso: le tifoserie di ogni colore giudicano, sperano e criticano le proprietà delle proprie squadre. È sempre accaduto e continuerà ad accadere, ed è una questione di libertà. Per noi laziali questa parola ha un significato particolare: la Lazio è nata in piazza della Libertà".

claudio lotito

 

 

I PM E LE MANOVRE CONTRO LOTITO SPUNTA UN CONTRIBUTO DI 4 MILA EURO 

Giulio De Santis,Ilaria De Santis,Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Il 21 luglio scorso i carabinieri del Nucleo Investigativo depositano in Procura un’informativa che mette in dubbio la favola della rivolta dal basso contro il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia, Claudio Lotito.

 

In quelle pagine vi sarebbe, al contrario, la prova che minacce e blitz anti-Lotito hanno una sponsorship di rilievo, per così dire. In quella documentazione, infatti, vi sarebbe traccia di circa 4.000 euro transitati dalle tasche (personali) di Francesco Maiolini, amministratore della Banca del Fucino, in quelle dei protagonisti di una claque che aveva l’obiettivo di danneggiare la proprietà della Lazio. Manager e opinionisti avrebbero manovrato nel buio per azzoppare il senatore forzista.

 

mauro masi francesco maiolini foto di bacco

Accanto a un tifo genuinamente critico nei confronti della proprietà, vi era una militanza occulta contro di lui. 

 

 

Così raccontavano già le cinque perquisizioni eseguite ai primi di dicembre 2025 nei confronti di altri cinque indagati, vale a dire Stefano Greco, Fabio Russo, Lorenzo Silvestri, Rodolfo Bada e Renato Calcara.

 

Il primo, giornalista della pubblicazione online Millenovecento, è anche l’autore di quelle che gli investigatori chiamano «pseudonotizie» diffuse con l’intenzione di pilotare «una protesta delle tifoserie laziali contro Lotito». 

 

 

Minacciato persino di morte, accusato di interessi personali nella gestione societaria, intimidito e insultato, Lotito aveva denunciato una lunga serie di episodi ai magistrati Giuseppe Cascini e Lorenzo Del Giudice, allegando mail, profili social, testimonianze. 

Quei 4.000 euro (i pm stanno verificando se si sia trattato di un versamento episodico o meno) avrebbero tra l’altro finanziato il volo aereo con lo striscione «Lotito libera la Lazio», uno degli adagi principali della campagna orchestrata nei suoi confronti.

 

bisignani masi

Dietro terze persone che ricevettero la somma, a parere di chi indaga, vi era la fondazione Noi Oltre 365 intestata ad Alessia Abramo, figlia di Ettore («Pluto» per tutti), storico braccio destro di Fabrizio Piscitelli «Diabolik» ucciso nell’estate 2019.

 

Maiolini, secondo la Procura, ha incominciato a interessarsi alla situazione di Lotito nel luglio del 2025, quando il rapporto del patron con i tifosi è precipitato dopo il blocco del mercato imposto alla Lazio. Ecco la cronaca di quanto accaduto un anno fa, un episodio ritenuto propedeutico alle decisioni poi prese insieme a Luigi Bisignani e Mauro Masi nella scorsa primavera. 

 

La mattina del 22 luglio del 2025 un aereo sorvola il centro sportivo di Formello, esponendo uno striscione dove è scritto «Lotito libera la Lazio». Un metodo innovativo e spettacolare di dissenso, ma che aumenta la pressione su Lotito. L’evento, per la Procura, è uno dei tasselli della campagna denigratoria tesa a mettere il senatore con le spalle al muro, obbligandolo a mettere sul mercato la società biancoceleste contro la propria volontà. Tra i finanziatori dell’iniziativa figura anche Maiolini. 

luigi bisignani

 

La Procura dovrà valutare se il contributo versato da Maiolini in quest’occasione sconfini nel penale. (...)

 

Dalla Banca del Fucino parlano di «equivoco nato dal fatto che uno degli indagati autore di dimostrazioni anti Lotito, Calcara, ha un conto presso l’istituto». 

 

LAZIO, NEGLI SMS LA VERITÀ SULL'INTRIGO "NOTIZIE PRIMA CHE CHIUDA LA BORSA" 

Andrea Ossino,Giuseppe Scarpa per “la Repubblica” - Estratti

 

Quando Claudio Lotito entra in procura, i banchieri non esistono ancora. Almeno nel suo racconto. È prima dell'estate e il presidente della Lazio, davanti ai magistrati, indica un nemico preciso: «Ho contro il tifo violento». Di Francesco Maiolini non parla. Mauro Masi non lo nomina. I vertici della Banca del Fucino non sono nel suo radar. E per quanto riguarda Il Tempo, il giornale che da mesi martella sulla fine della sua era alla Lazio, consegna ai magistrati quasi soltanto un dettaglio personale: da quando è cominciata quella campagna contro di lui, ha smesso di salutare il direttore. 

CLAUDIO LOTITO

 

Poi vengono aperti gli smartphone dei primi indagati, i tifosi. 

E il perimetro dell'inchiesta si allarga. Nel cellulare di Stefano Greco, anima di Millenovecento, c'è una conversazione che porta la storia dalla curva direttamente a Piazza Affari. Greco sta aspettando delle notizie. Le vuole in fretta, dice al suo interlocutore. 

«Devo pubblicarle prima che chiuda la Borsa». 

È una frase che per i carabinieri di via In Selci pesa. Perché la Lazio non è soltanto una squadra di calcio, è una società quotata. E proprio sulla diffusione di notizie ritenute false e concretamente idonee ad alterarne il titolo la procura di Roma costruisce l'ipotesi di aggiotaggio. 

Ma i telefoni riservano un'altra sorpresa. Nei dispositivi sequestrati ai complici di Greco — a dicembre del 2025 — emerge una conversazione in cui si parla di 4 mila euro dati da Maiolini, amministratore delegato della Banca del Fucino, per sostenere la protesta contro il patron dei biancocelesti. Quattromila euro. E un nome che Lotito, davanti ai pm, non aveva mai fatto. 

 

SCRITTA CON MINACCE DI MORTE CONTRO CLAUDIO LOTITO NEL QUARTIERE MONTESACRO A ROMA

Ed è qui che il racconto cambia palcoscenico. Perché Maiolini non è un uomo della curva. È uno dei vertici della banca presieduta da Masi, ex direttore generale della Rai. E proprio Masi e Maiolini, insieme a Luigi Bisignani, faccendiere di lungo corso e firma del Tempo, sono finiti nell'ultimo giro di perquisizioni. 

 

Gli investigatori mettono insieme telefoni e articoli. 

 

manifesti contro lotito affissi a roma 3

Il 31 maggio Bisignani scrive sul Tempo di una JP Morgan pronta a mettere 450 milioni sul tavolo per comprare la Lazio: notizia ritenuta falsa dalla procura. Nello stesso articolo indica proprio «Masi e Maiolini della Banca del Fucino» tra gli uomini della finanza ai quali Lotito potrebbe affidarsi per aprire un nuovo corso. Poi arrivano i tabulati: tra Maiolini e Bisignani contatti «non occasionali» e telefonate che, secondo gli investigatori, cadono «esattamente» a ridosso della preparazione e pubblicazione di alcuni articoli. 

 

francesco maiolini amministratore delegato banca del fucino foto di bacco

(...)

manifesti contro lotito affissi a roma 2manifesti contro lotito affissi a roma 1

 

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