claudio lotito tommaso paradiso

“PRESIDENTE, LEI È RIUSCITO A UNIRE I LAZIALI CONTRO DI LEI PIÙ DI QUANTO SIA MAI RIUSCITO A UNIRLI INTORNO ALLA SUA LAZIO” – L’AQUILOTTO TOMMASO PARADISO SCRIVE SUL “CORRIERE DELLO SPORT” L'ENNESIMA LETTERA APERTA AL PATRON BIANCOCELESTE CLAUDIO LOTITO: “LEI CONTINUA DA ANNI A COLPIRE I SUOI TIFOSI SENZA MAI FARE UN PASSO INDIETRO. E IL PARADOSSO PIÙ GRANDE È CHE LA GENTE LAZIALE CONTINUA AD AMARE LA LAZIO NONOSTANTE LEI. LEI GRAZIE ALLA LAZIO È DIVENTATO POTENTE. È DIVENTATO SENATORE. HA COSTRUITO UN SISTEMA. MA UN PRESIDENTE DOVREBBE ASCOLTARE IL SUO POPOLO. CHE SENSO HA GUIDARE UN CLUB COSÌ IMPORTANTE SE NESSUNO LA VUOLE PIÙ?" 

Tommaso Paradiso per www.corrieredellosport.it

 

tommaso paradiso

Non più caro Presidente, perché una lettera a un presidente dovrebbe iniziare così. Con rispetto, con riconoscenza, magari perfino con affetto. Ma con lei no. E forse non è mai stato possibile.

 

Lei, Presidente, ha desertificato un mondo.

 

Ha desertificato un popolo nato nel 1900, una delle tifoserie più viscerali d’Italia, forse del mondo. Ma attenzione: il popolo laziale non è sparito. È ancora vivo, enorme, compatto. Semplicemente ha scelto di allontanarsi da lei. E forse questa è la sua sconfitta più grande. Essere riuscito a unire i laziali contro di lei più di quanto sia mai riuscito a unirli intorno alla sua Lazio.

 

Ha trasformato una fede in una sopravvivenza. E la cosa più dolorosa è che non se n’è neanche accorto. Oppure sì, e allora è ancora peggio.

 

CLAUDIO LOTITO

Lei, negli anni, non ha perso occasione per attaccare i tifosi della Lazio. Interviste, telefonate, battute, risposte sprezzanti a numeri sconosciuti. Ogni occasione è diventata buona per colpire chi, invece, avrebbe dovuto proteggere. Noi.

 

Recentemente ha detto una cosa che, secondo me, resterà una delle frasi più tragiche mai pronunciate da un presidente di calcio: che il tifoso laziale deve ringraziare di essere vivo. Come se la Lazio fosse una concessione. Come se dovessimo essere riconoscenti non per un sogno, ma per una semplice esistenza biologica.

 

Lei si è identificato completamente con la Lazio. Nelle sue parole, ormai, la Lazio coincide con Claudio Lotito. Ma nessun club può diventare proprietà spirituale di un uomo. Nessuno.

 

tommaso paradiso 3

Se un cantante insultasse il suo pubblico, perderebbe il pubblico. Se un regista disprezzasse gli spettatori, le sale dei suoi film si svuoterebbero. Se un imprenditore offendesse continuamente i suoi clienti, il marchio crollerebbe. Nel calcio, invece, lei continua da anni a colpire i suoi tifosi senza mai fare un passo indietro. E il paradosso più grande è che la gente laziale continua ad amare la Lazio nonostante lei.

 

Più di trentamila abbonati l’anno scorso. Più di trentamila anime dentro uno stadio con il mercato bloccato, con una squadra ferma, con un futuro opaco. Un miracolo d’amore che lei non ha mai veramente riconosciuto.

 

Lei non invita il suo popolo allo stadio. Non gli tende la mano. Non dice mai: «Ho sbagliato». No. Lei alza muri. E ogni muro che alza allontana qualcuno dalla Lazio.

 

Ma la frase più grave, quella che forse segna davvero il punto di non ritorno, è un’altra. Lei ha detto pubblicamente che i tifosi della Lazio non devono sognare.

 

E allora mi chiedo: che cos’è il calcio senza sogni?

manifesti contro lotito affissi a roma 2

 

Che cos’è una domenica senza l’illusione di poter diventare grandi? Che cos’è una curva senza la speranza? Il calcio è competizione, desiderio, ambizione, follia. È il bambino che pensa di poter vincere tutto anche quando sa che probabilmente non succederà. Lei invece ci ha chiesto di tifare per la stabilità. Per il bilancio. Per i conti in ordine. Per il galleggiamento.

 

Come se la Lazio fosse una piccola azienda di provincia da mantenere in vita. Come se il massimo orizzonte possibile fosse non fallire.

 

Ma siamo nel 2026, e lei continua a fare il mezzadro mentre intorno passano astronavi.

 

Noi non siamo nati per galleggiare.

 

Lei all’inizio doveva essere un traghettatore. Doveva prendere la Lazio in un momento drammatico e accompagnarla verso una rinascita. Ma la Lazio, Presidente, non l’ha salvata lei da solo. L’ha salvata soprattutto il suo popolo. I tifosi. Con gli abbonamenti, con i biglietti, con le televisioni a pagamento, con sacrifici economici fatti per amore. Lei non ha ricostruito un popolo: quel popolo esisteva già, e si è salvato da solo.

 

contestazione dei tifosi della lazio contro claudio lotito 2

Invece, col tempo, se n’è impossessato. Lentamente. Fino a farla diventare una cosa sua. E quando un presidente smette di considerarsi custode e inizia a sentirsi proprietario dell’anima di un club, lì comincia la rovina.

 

Sono tre anni che questa squadra scivola verso il basso. Non solo nei risultati. Nello spirito. Nell’ambizione. Nell’identità. 

 

Oggi non si parla più di vincere. Nemmeno di lottare davvero per qualificarsi a una competizione europea. Oggi il tifoso laziale viene educato ad accontentarsi. A essere prudente. A non pretendere. A non sognare.

 

Questo non è sport. Questo è l’antisport.

 

Perché il calcio non nasce per far quadrare i bilanci. Nasce per far battere il cuore.

 

E mentre tutto questo accade, lei continua ad attaccarci. Sempre. Ogni volta che parla sembra volerci ricordare che dobbiamo solo ringraziarla. Ma una tifoseria non può vivere di gratitudine obbligata. Una tifoseria vive di emozione, di appartenenza, di futuro.

 

claudio lotito

L’ultima immagine è quella che fa più male di tutte. Il derby con lo stadio vuoto.

 

Una tifoseria che rinuncia al derby è una cosa che non dovrebbe esistere. Eppure è successo. Per la prima volta il popolo laziale ha scelto il silenzio. Ha scelto il vuoto. Ha scelto di lasciare sola la propria squadra pur di mandare un messaggio più grande del calcio stesso.

 

Questa è la desertificazione.

 

Lei non ha svuotato solo uno stadio. Ha svuotato l’anima di una parte di città. Perché il laziale vive per quelle partite. Ci costruisce amicizie, amori, ricordi, infanzie. Eppure oggi preferisce soffrire fuori, pur di non sentirsi più complice.

 

Perché senza tifosi il calcio non esiste.

 

Che cos’è una squadra senza il suo popolo? Niente. Solo un’azienda che corre dietro a un pallone.

 

Lei ha diviso il mondo Lazio in mille frammenti. Ancora oggi il mondo laziale litiga ovunque. Nelle radio, nei bar, sui social, nelle chat, per strada, dentro le famiglie. Fratelli laziali che si vogliono bene da una vita finiscono per scontrarsi, discutere, allontanarsi per colpa sua. E questa, forse, è la sconfitta peggiore. Aver trasformato un popolo in una guerra fratricida.

tommaso paradiso 1

 

Quando dice che resterà per sempre, che lascerà la Lazio alla sua famiglia, noi ci sentiamo morire dentro. Perché significa condannarci all’idea che non esista più un domani diverso. Che il tempo si sia fermato. Che questa agonia debba diventare normalità.

 

Ma noi vogliamo ancora vivere.

 

Lei grazie alla Lazio è diventato potente. È diventato senatore. Ha costruito un sistema. Ma un presidente dovrebbe ascoltare il suo popolo. Sempre. Soprattutto quando quel popolo soffre.

 

Che senso ha guidare un club così importante se nessuno la vuole più?

lotito

 

A volte questa situazione mi ricorda certe corti medievali. I sovrani continuavano a banchettare mentre fuori il popolo moriva lentamente. E più la distanza aumentava, più diventava impossibile capirsi.

 

Noi siamo stanchi.

 

Stanchi di sentirci dire che dobbiamo aspettare. Stanchi di ascoltare sempre le stesse frasi dal 2004. Con una differenza enorme, però: prima almeno ci vendevate un sogno. Adesso neanche più quello.

 

Adesso ci dite apertamente di non averne.

LOTITO LIBERA LA LAZIO - STRISCIONE COMPARSO A MONTECITORIO

 

Siamo rimasti soli, Presidente.

 

Come naufraghi che scrivono HELP sulla sabbia aspettando una nave che non passa mai.

 

E forse, ormai, il vero grido del laziale è diventato questo: qualcuno ci venga a salvare.

Una volta i Beatles cantavano: “And in the end, the love you take is equal to the love you make”.

Alla fine ricevi sempre quello che semini. Vale per l’amore, certo. 

tommaso paradisoTOMMASO PARADISO 6lotito contestato lazio fiorentinatommaso paradiso

 

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