marina abramovic

“L'ARTE NON PASSA PER TIKTOK O INSTAGRAM” – PARLA MARINA ABRAMOVIC, LA NONNA DELLA PERFORMANCE ART! “SONO ARRIVATA TARDI AL SUCCESSO: MI AVESSE TRAVOLTO DA GIOVANE PROBABILMENTE SAREI ANDATA IN OVERDOSE” – LA RISPOSTA A CHI CRITICA LA SUA ARTE, LA MATERNITÀ RIFIUTATA TRE VOLTE PERCHÉ “SAREBBE STATO UN DISASTRO PER IL LAVORO”: “OGNUNO HA UN'ENERGIA LIMITATA, IO AVREI DOVUTO DIVIDERLA” – HO PASSATO 20 ANNI COI MONACI TIBETANI PER IMPARARE LA MEDITAZIONE E UN ANNO CON GLI ABORIGENI PER IMPARARE A NON AVER PAURA DEL DOLORE. CON LORO HO CAPITO CHE…” - VIDEO

Andrea Joly per “la Stampa” - Estratti

marina abramovic entrance

 

«I'm not God». Non sono Dio. Sollievo in sala. L'artista serba Marina Abramovic esordisce così davanti agli studenti dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Quella frase, pronunciata con naturalezza durante la discussione su "quanto l'arte possa fare per cambiare il mondo", allontana subito l'idea che i presenti hanno di lei. Donna di ghiaccio, performer senza limiti, guerriera dell'arte contemporanea.

 

È tutte queste cose Marina Abramovic, "nonna della performance art". Ma sembra anche una nonna e basta, quando con le sue parole tiene a bada le paure altrui, lei che non sembra averne mai provate. Lei che la maternità l'ha rifiutata tre volte perché «sarebbe stato un disastro per il lavoro», perché «ognuno ha un'energia limitata, io avrei dovuto dividerla». Lo sembra anche quando chiede dove siano «la borsa e il mio bastone», avvolta nel suo vestito nero illuminato solo dallo smalto rosso che le brilla sulle dita.

 

O quando chiede un tè caldo «ma rigorosamente con il latte», subito offertole dalla presidente dell'Accademia Paola Gribaudo e dal direttore Salvo Bitonti prima di conferirle il diploma onorario in "Tecniche performative per le arti visive". La ricerca del latte viene interrotta solo dai fotografi. Abramovic li accetta, ma vuole scegliere le inquadrature, lo sfondo, la luce. L'immagine, qualsiasi essa sia, è cosa sua.

marina abramovic set tools

 

 

(...)

Il successo non l'ha cambiata?

«L'ho incontrato tardi, per cui so gestirlo e non mi interessa. Mi avesse travolto da giovane probabilmente sarei andata in overdose».

 

E cosa l'ha cambiata?

«Il mio è stato un viaggio difficile, lungo 55 anni. Mi hanno cambiato tante cose».

rest energy

 

Quali?

«La semplicità con cui vivo oggi è una cosa che si raggiunge attraverso varie esperienze che ti danno sicurezza. Da giovani c'è una componente di insicurezza che ti porta sempre ad aggiungere lavoro ad altro il lavoro».

 

È questo il consiglio a chi vuole realizzare i propri sogni: siate semplici?

«Non do consigli, ma non è il desiderio di successo che muove le persone. Ai giovani artisti, e forse ai giovani in generale, dico: seguite le intuizioni, non le mode».

 

Oggi, a 77 anni, non si annoia mai?

«Amo il mio lavoro. Lavorerò fino a quando non morirò».

 

Ha detto che le piacerebbe vivere fino a 103 anni?

marina abramovic relation in time

«Mia nonna ha vissuto fino a quell'età. Ho la ferma intenzione di fare lo stesso, e di non smettere di fare arte».

 

Non ha paura della morte?

«Per nulla».

 

Non ha mai paura, lei?

«Di fronte a ciò che mi faceva paura, mi sono sempre detta: fallo e non l'avrai più».

 

Non aveva paura neanche del dolore?

«Ho passato vent'anni coi monaci tibetani per imparare la meditazione e un anno con gli aborigeni per imparare a non aver paura del dolore. Con loro ho capito che la mia vita e la performance sono la stessa cosa».

 

A Pesaro ha realizzato The life, opera di "realtà mista" che utilizza la tecnologia. Ci penserà l'Ai a renderla eterna, quando morirà?

marina abramovic lievitazione santa teresa

«Volevo fare qualcosa di diverso, alla mia età. La realtà virtuale non faceva per me, ma questo tipo di "arte mista" sì. In The life ci sono anche se non ci sono, è possibile vedermi ma anche passarmi attraverso, sono come un fantasma. Lavorare con la realtà mista significa raggiungere una specie di immortalità».

 

La sua arte performativa senza di lei, però, non le sembra contraddittoria?

«Nell'arte performativa l'importante, oltre al corpo, è la concentrazione: a prescindere, se si vuole vivere una performance non si può farlo guardando l'orologio, il cellulare, facendo un selfie. Vale per l'artista come per lo spettatore».

 

Pare di capire che i social non le piacciano. Conferma?

«Non credo nei social. L'arte non passa per TikTok o Instagram. Certo la mia arte performativa è strettamente legata alla presenza fisica e all'esperienza mia e del pubblico».

 

Però i giovani possono arrivare a conoscerla da lì. Anche in questo caso è un male?

«No, ma ad esempio The artist is present al MoMa è stata un'esperienza difficilmente traslabile sui social. Sono stata seduta per mesi di fronte a migliaia di persone e da uno schermo non si possono vedere la vulnerabilità, la stanchezza, né notare le sensazioni di chi era di fronte a me. Chiunque doveva per forza guardarsi dentro. Col passare di quelle ore ho imparato la cosa più importante».

 

Quale?

marina abramovic 25

«Il miracolo era aprire il cuore a chiunque fosse seduto di fronte a me. L'amore incondizionato. Quando mi sono alzata ho capito che non ero più la stessa. E questo amore che ho provato si riflette nella mia arte anche ora».

 

Non è un periodo difficile per l'amore incondizionato?

«Ci sono guerre ovunque, ci sono morti, c'è l'emergenza climatica. Sembra che l'umanità sappia solo odiare, a volte senza via di uscita. È facile farlo, protestare per tutto. Ma è più importante chiedersi: cosa posso fare perché le cose cambino? Gli artisti hanno questa responsabilità».

 

Ci stiamo davvero innamorando del nostro Pianeta, come ha detto di recente?

«Sì, e lo ripeto: dobbiamo smetterla di trattarlo come spazzatura. Impiantiamo positività e trasformiamo la negatività».

 

Cosa pensa degli attivisti che imbrattano monumenti e opere d'arte?

«Non mi piacciono quelle forme di protesta. Sa perché? Sono basate sull'odio. E le cose basate sull'odio sono inaccettabili, conta l'amore».

 

Ha qualche rimpianto nella vita?

marina abramovic 23

«No, ho fatto le performance che ho voluto e ho vissuto la vita che volevo vivere».

 

Come risponde a chi non ama la sua arte?

«Con l'amore. Amo questa domanda e chi critica o non apprezza i miei lavori. L'arte performativa è immateriale e molti sono abituati a quadri e disegni. Ho attraversato muri (è il titolo della sua autobiografia, ndr) e ora viene più apprezzata di un tempo. Nella mia classifica dell'arte, la prima è la musica proprio perché è immateriale. Poi viene la performativa».

 

È tornata a Torino dopo tanto tempo, le piace?

«Torino è speciale. Una capitale dell'arte contemporanea e dell'arte povera».

 

Tornerebbe per una performance all'Egizio?

«Sarebbe una buona idea, è un posto magnifico. Però bisogna essere invitati».

marina abramovic 09marina abramovic 06marina abramovic 057 deaths of maria callas di marina abramovic 7marina abramovic 10MARINA ABRAMOVIC 5MARINA ABRAMOVIC 7MARINA ABRAMOVIC 9MARINA ABRAMOVICmarina abramovicmarina abramovicMARINA ABRAMOVIC 1

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...