luciano moggi

LUCIANO MOGGI E IL COMPLOTTONE ANTI-JUVE PER IL CASO ‘NDRANGHETA: “QUANDO TI OCCUPI DI CALCIO TI AVVICINANO MIGLIAIA DI PERSONE, ANCHE SOLO PER UN SELFIE. NON PUOI CHIEDERE A TUTTI DI ESIBIRE IL LORO CASELLARIO GIUDIZIARIO” - “SE CONDANNANO ANDREA, DEVONO CONDANNARE TUTTI..." - LE BORDATE A GALLIANI, MORATTI, ROMA E DE LAURENTIIS...

Pietro Senaldi per “Libero Quotidiano”

 

Luciano Moggi Andrea AgnelliLuciano Moggi Andrea Agnelli

Prima di questa lunga intervista è necessario calare le carte sul tavolo. Conosco Luciano Moggi da undici anni, da quando dopo Calciopoli iniziò la sua collaborazione con Libero, e mi sta simpatico almeno quanto prima di conoscerlo non lo apprezzavo. Siamo due ex a metà. Io interista, e pertanto interessato al calcio solo quando le cose vanno bene perché il pallone dev'essere un divertimento e se l' Inter non vince, che divertimento c'è? Meglio lasciarlo, per il momento, a tifoserie di palato meno delicato.

 

Moggi è l'ex direttore generale della Juve, artefice di tanti anni di successi. Ancora oggi dorme tre notti a settimana a Torino, nella sua casa sopra, non sotto, a quella del presidente Andrea Agnelli, e mastica solo calcio.

MOGGIMOGGI

 

Luciano, ci risiamo?

«E sì che ci risiamo, quando uno è il più forte dà fastidio a tutti».

 

Stai denunciando un complottone anti-Juve?

«Undici anni fa erano morti l' avvocato Agnelli e Umberto, era morto pure Chiusano, c'era un' eredità da dividere. Era un momento difficile e tutti si sono buttati contro la Juve. Oggi è tutto diverso».

 

Cosa accadde nel 2006?

«Mi hanno voluto incastrare. Se l' Avvocato e Umberto fossero stati in vita certe cose non sarebbero successe. È difficile da spiegare, tanto le cose le sanno o le hanno intuite tutti. Fatti delle domande: l'avvocato della Juve anziché difenderci chiese la retrocessione in Lega Pro della società».

 

MOGGI GIRAUDOMOGGI GIRAUDO

Chi è stato il tuo killer?

«Questo non te lo dico, chiedilo a Tavaroli, l'ex uomo di Pirelli ai tempi responsabile della sicurezza di Telecom Italia. Intervista lui, ti dirà da chi arrivò la richiesta della prima intercettazione a Giraudo».

 

Erano convinti che tu e lui voleste prendere la Juventus approfittando del vuoto di potere?

«Io no di certo, lo dicevano di Giraudo, perché non lo conoscevano. Lui ha le tenaglie nelle tasche, non ci infila mai le mani dentro. Era mal tollerato da molti malgrado i successi per il suo carattere prepotente».

 

Perché non l'hai scaricato?

«Giraudo è il miglior manager che abbia mai incontrato. E non solo per le squadre di calcio, può lavorare in ogni azienda».

MORATTI MOGGIMORATTI MOGGI

 

Quanto ti è costata Calciopoli?

«Milioni, e non solo di mancato guadagno. Pensa agli avvocati».

 

Il tutto per finire radiato a vita, la settimana scorsa ti hanno pure dato il Tapiro d'oro dopo l'ultima sentenza del Consiglio di Stato

«Ma quella non è una sentenza, scrivono così i giornalisti che hanno altri padroni rispetto ai lettori. Il Consiglio di Stato ha dichiarato la propria incompetenza a decidere, la sentenza vera la aspetto dalla Corte Europea dei Diritti Umani, e mi riabiliterà».

 

Sei messo come Berlusconi?

MAZZINI MOGGI CALCIOPOLIMAZZINI MOGGI CALCIOPOLI

«Io ho elementi per sperare che la mia richiesta sia accettata».

 

Aspetti anche tu da tre anni

«Sono lenti, ci vogliono sei anni».

 

Perché sei così legato alla Juve dopo quello che ti hanno fatto?

«Primo perché sono cambiate le facce in società rispetto al 2006. E poi perché alla Juve ho iniziato, nel settore giovanile e non posso negare di avere qualcosa di bianconero nel sangue. D' altronde, chiunque lavora nel calcio ha la Juve come esempio e obiettivo, perché è l' ambiente più serio e professionale del nostro mondo».

 

Ma se avete tutti contro. Siete riusciti a mettere d'accordo Napoli, Roma, Inter e Milan: dicono che gli arbitri aiutano la Juve

MOGGIMOGGI

«È il lamento dei perdenti, piangono per ottenere favori. Dopo averci attaccato, il Napoli ha avuto tre rigori in due partite».

 

Vedi che lamentarsi serve?

«È la squadra che ti fa i favori, non gli arbitri. Se non hai una grande squadra, è inutile piangere».

 

Sei contraddittorio

«Per niente. Ti sto dicendo che quando uno va ad arbitrare una squadra forte, inconsciamente sente quello che deve fare e nei casi incerti è più probabile che fischi a favore della grande squadra. Non succede solo con la Juve».

 

Ma essendo la Juve più forte

ANDREA AGNELLI LUCIANO MOGGIANDREA AGNELLI LUCIANO MOGGI

«Per fare carriera internazionale si devono arbitrare le squadre migliori e per arbitrarle si cerca di non sbagliare contro di loro, sennò si lamentano e il designatore non ti ci rimanda».

 

È la tua definizione della famosa sudditanza psicologica?

«Più che sudditanza la chiamerei, in senso buono, mignottaggine. Gli arbitri fanno quello che fa chiunque per fare carriera».

 

Bingooooo.

«So dove vuoi arrivare, sei il solito interista ma il tuo è un discorso inconcepibile. La Juve quest'anno ha avuto tre rigori a favore, la Roma 12, il Milan 9 e il Napoli 7».

 

E tu sei il solito juventino che sostiene che i favori arbitrali danneggiano l'immagine della squadra senza avvantaggiarla perché vincerebbe comunque

«La domenica prima della partita pregavo Dio per vincere bene e senza aiuti, perché sapevo che gli arbitri sarebbero venuti intenzionati a farsi ben volere. È umano».

moggimoggi

 

Direi che Dio ti ha ascoltato poco, specie nel 1998

«Sei ancora fermo lì? Il rigore di Iuliano su Ronaldo si poteva non dare. Ma anche se Ceccarini l'avesse fischiato, la partita sarebbe finita 1-1 e non sarebbe cambiato niente. L' Inter è finita 5 punti indietro».

 

Dopo la sconfitta di Torino ha mollato. Ma non è solo quel rigore, ci furono tanti episodi dubbi. Hai tolto lo scudetto a Ronaldo, se amassi il calcio non riusciresti a prendere sonno per questo

«Per me in quella stagione è andato tutto come doveva andare».

 

MOGGI E CALCIOPOLI MOGGI E CALCIOPOLI

Nessuno lo mette in dubbio

«Voi interisti avete una maniera ottusa di vedere le cose. Ti ricordo che quell' anno l'Inter avrebbe dovuto essere retrocessa per via del passaporto falso di Recoba».

 

Sarà, ma poi Calciopoli c'è stata, e se anche, come credo, ci fu una regia per incastrarti, la condanna si basa su dei fatti

«Vedo che non conosci la materia. Io non avevo fatto nulla, come dimostra il fatto che anche oggi gli arbitri continuano a sbagliare a vantaggio dei più forti. L'unica differenza è che ora spaccano gli spogliatoi e ai miei tempi no».

PAPARESTA PAPARESTA

 

Ci credo, tu negli spogliatoi ci chiudevi gli arbitri

«Quello di Paparesta a Reggio Calabria è tutto uno scherzo, diventato poi barzelletta. L'inchiesta di Calciopoli non ha accertato frodi neppure su una sola partita della Juve. Sono stati assolti tutti gli arbitri eccetto De Santis e Racalbuto. Il primo nel 2005/2006 ci ha fatto perdere tre partite su cinque negandoci due rigori. Ricordo una telefonata di Meani, addetto agli arbitri del Milan, a De Sanctis prima di una partita per chiedergli di non ammonire Nesta e Seedorf per non fargli saltare la sfida con la Juve, la domenica successiva. Il giorno dopo fu De Santis a telefonare al Milan per farsi fare i complimenti e gli risposero "sei un fratello". Quanto a Racalbuto, quell'anno non ci ha mai arbitrato. In compenso la Gazzetta, dopo una sua performance a Reggio Calabria titolò: "Il Milan vince con l'aiuto dell' arbitro". Devo continuare?».

LIPPI GALLIANILIPPI GALLIANI

 

Ma non eravate amici del Milan, i famosi risottini ai funghi tra Moggi e Galliani?

«Giraudo pensava che Galliani fosse un amico, io non ci sono mai cascato. Ha tirato a fregarmi perfino quando morì Papa Wojtyla. Mi chiamò il ministro dell' Interno Pisanu per dirmi: "Slittiamo di un giorno il campionato". Poi ho scoperto che Galliani aveva brigato per slittare di una settimana per recuperare Kakà infortunato in tempo per la gara di Siena. Per non parlare di quando Adriano era capo della Lega. La Juve giocava in Champions il mercoledì e lui ci metteva in campionato il sabato. Il Milan giocava il martedì in Europa ma in Italia solo la domenica».

 

juventus max allegrijuventus max allegri

Basta, sennò mi convinci e non voglio. Sono di quelli che sostengono che la Juve vince poco all'estero perché lì non è aiutata

«In Italia la Juventus gioca con la presunzione di vincere e gli avversari con la paura di perdere, e quindi parte avvantaggiata. Oggettivamente le manca un po' di caratura internazionale e all' estero non sempre è all' altezza delle migliori ma fa sempre bella figura e arriva avanti. Chi difende l' Italia all'estero da anni è sempre e solo la Juve. L' ultima volta in Champions è stata eliminata dall' arbitro più che dal Bayern».

BUFFONBUFFON

 

Vedi che contano Contro il Barcellona come la vedi?

«Il Barcellona, come il Real Madrid, è in fase calante. Messi passeggia, quest' anno dipende tutto da Neymar, la Juve ce la può fare. La finale comunque sarà Bayern Monaco contro Atletico Madrid».

 

Anche Allegri andrà via senza aver portato la Coppa a Torino

«Allegri resterà. E anche Buffon resterà alla Juve da giocatore ancora qualche anno».

 

Fate di necessità virtù, visto che dopo i fattacci di Torino Donnarumma non vuol più venire e ha giurato fedeltà al Milan?

«Donnarumma somiglia molto a Buffon, che ho portato io alla Juve quando era poco più che un ragazzino, e diventerà un grandissimo portiere. Però è giovane, salva le partite ma può anche fartele perdere prendendo un gol per inesperienza. A Buffon questo non capita».

DONNARUMMA 2DONNARUMMA 2

 

ll dominio bianconero fa male al calcio: se vince sempre lo stesso, il gioco non perde interesse?

«Forse una squadra che vince sei-sette scudetti di fila non fa il bene del suo sport. Ma certo all'immagine della Juve e ai suoi tifosi questo dominio fa benissimo».

 

Quando deciderete di perdere uno scudetto e io potrò rivedere con curiosità una partita?

«La Juve perderà quando nelle altre squadre ci saranno dirigenti che capiscono più di quelli bianconeri».

sarri de laurentiissarri de laurentiis

 

Qual è il segreto per dirigere di una squadra di serie A?

«Bisogna crescere al mondo, smettere di fare i bimbi anche se il calcio è un gioco. Devi essere cinico. I calciatori li devi trattare bene ma come dipendenti, se li tratti come figli e ti fai piangere sulle spalle metti in difficoltà tutto l'ambiente. Sei stato fortunato a conoscermi».

 

E perché, mica faccio l' arbitro?

«Perché ti spiego le cose».

 

Tipo che l'arbitro è un uomo e come tale può sbagliare e i nostri sono i migliori arbitri al mondo?

«Il calcio è fatto di episodi».

 

Se un arbitro sbaglia due volte in una partita pesa più di Maradona e Higuain

«Gli episodi vanno valutati durante tutto l' anno e calati nelle circostanze delle singole gare. Vanno pesati, non vinci solo per gli episodi».

HIGUAIN DE LAURENTISSHIGUAIN DE LAURENTISS

 

Non ne veniamo fuori: per te e per gli juventini (e per me, ma per ragioni opposte) quando un arbitro sbaglia, allora sì che la Juve perde, ma per tutti gli altri è l'inverso. Rimpianti sul campo?

«A Perugia sbagliai, dovevo ritirare la squadra, non si poteva giocare su quel campo e dopo un' interruzione così lunga. Solo Collina si sarebbe potuto comportare così. Lui aveva un debole per il Milan e il Milan preferiva che vincesse lo scudetto la Lazio».

 

Chi vedi più attrezzato per contrastare la Juve, la mia Inter?

«All' Inter ai tempi di Moratti non sapevano fare squadra».

 

Fai un triplete e ne riparliamo.

MOURINHOMOURINHO

«Per vincerlo ci sono voluti Calciopoli e Mourinho, l'unico che è riuscito a far fare un passo indietro a Moratti, che era uno dei guai dell' Inter, troppo tifoso. Quando ha perso lo scudetto il 5 maggio contro la Lazio aveva già organizzato prima la festa in Duomo. Un errore, ha dato ai giocatori la sensazione di aver già vinto, il patatrac era inevitabile; ai miei a Udine lo dissi, infatti dopo 3 minuti già vincevano 2-0, erano carichi come molle».

 

La nuova dirigenza ti convince?

«Li vedremo: Zhang, il proprietario, ha soldi, è un imprenditore di livello mondiale. I cinesi vogliono portare il calcio a livelli alti ma per ora comprano caro e all' estero».

ZHANG JINDONG ZHANG JINDONG

 

Ti fa così fatica dire che ha una dirigenza di livello?

«Conta la prova dei fatti, con il casting per la scelta dell' allenatore si è coperta di ridicolo ma ora Pioli sta facendo bene. Se non sai di calcio, anche se hai i soldi, venire in Italia e comandare non è facile. Zhang si deve trovare uno come Fabio Paratici, il direttore sportivo della Juve, e allora sì ne riparliamo».

 

Se hai dubbi sui cinesi dell'Inter, figurarsi su quelli del Milan

«Berlusconi è stato il più grande presidente della storia del calcio italiano. Ma aveva un difetto, interferiva con gli allenatori, parlava troppo e spesso li metteva alla berlina. È capitato pure ad Allegri e Ancelotti».

 

Parli al passato, ma Berlusconi è ancora presidente del Milan

«Pare sia riuscito finalmente a vendere, anche se avrebbe dovuto mollare anni fa, quando i figli maggiori hanno iniziato a fargli pressioni in tale senso e si è accorto che non poteva far più nulla per la società e che il Milan non gli dava più ritorno in politica. Invece si è incasinato con la figlia Barbara, è andato in confusione».

BERLUSCONI E LI YONGHONGBERLUSCONI E LI YONGHONG

 

Cuore di padre?

«Era anche un modo per far fuori Galliani, ma non l'ha portato fino in fondo. Da qui, il disastro».

 

Il cinese Yonghong Li sarà davvero il prossimo presidente?

«Finché paga, esiste la possibilità».

 

Ha pagato 250 milioni su 550, quindi esiste al 40%?

«E io che ne so? Certo, ha un modo strano di pagare ma io credo che la volontà di comprare ci sia e ora che ha trovato nuovi finanziatori internazionali importanti l' affare si farà».

 

Cairo può far rivincere al Torino lo scudetto?

urbano cairo torino urbano cairo torino

«Ha messo insieme una squadra discreta ma non sta facendo un campionato eccezionale. Ha grandi giocatori, da Belotti a Barreca a Benassi ma doveva rinforzare la difesa. La Juve vince perché ha la migliore difesa. Con la clausola da 100 milioni su Belotti, Cairo ha dimostrato di avere classe: sa che nessuno glieli darà ma ha fatto schizzare il valore del giocatore collocandolo nella cerchia dei migliori».

 

Anche lui ha le tenaglie in tasca come Giraudo, quanti milioni deve spendere per vincere?

«Anche nessuno, si può vincere anche guadagnando, come facevo io, se stai attento, giri i campi di calcio e non selezioni con gli highlights delle tv. Credo che Cairo abbia lavorato meglio del suo allenatore, Mihajlovic, che non ha fatto rendere la squadra secondo le sue possibilità. È un sergente di ferro ma questo può anche essere controproducente. Quando ha detto che Maxi Lopez è grasso ha fatto un danno alla società, io lo avrei cacciato».

 

E i rivali di oggi: il Napoli si lamenta di essere stato derubato

DE LAURENTIISDE LAURENTIIS

«De Laurentiis alza un polverone per ottenere i permessi per fare lo stadio. Ma deve imparare dalla Juve che gli scudetti si vincono in provincia, così quando arriva lo scontro diretto sei tranquillo. Il Napoli perde troppi punti per strada».

 

Puoi ancora girare a Napoli?

«Certo, mi vogliono tutti bene, non hanno mai più avuto una società così organizzata e vincente come con me e con Ferlaino presidente».

 

Gli avete preso Higuain

«L' anno scorso a Napoli Higuain ha fatto 36 gol e la squadra ci è finita 20 punti sotto. Quest' anno Gonzalo è a Torino, segna meno ma la Juve finirà 15 punti sopra. De Laurentiis parla troppo, e l' allenatore Sarri ancora di più. Il Napoli ha eccellenti giocatori, che avrebbero bisogno di essere ben diretti. Altrimenti finisce come contro il Real, dove il Napoli ha giocato bene ma ha perso facendosi segnare due gol da Ramos perché l' allenatore si vanta di far marcare a zona e non a uomo».

TOTTI E JAMES PALLOTTA TOTTI E JAMES PALLOTTA

 

La Roma è condannata a recitare il ruolo dell' eterna seconda

«Grande squadra, con un grande centravanti, ma più che a inseguire la vittoria mi pare concentrata sulla vicenda dello stadio e assorbita dall' eterna gestione del caso Totti».

 

Anche la Juve ora è turbata da pesanti vicende extracalcistiche: Andrea Agnelli è accusato dalla Commissione antimafia di intrattenere rapporti con elementi della 'ndrangheta ai quali avrebbe affidato parte della gestione dei biglietti per lo stadio

JAMES PALLOTTA JAMES PALLOTTA

«Il nome della Juventus è quello che fa più rumore, quindi quando si parte con un' inchiesta si prende quello. È la solita tecnica: anziché fare indagini a tappeto per estirpare il fenomeno, si confeziona su misura un capo d' accusa sul soggetto più importante e lo si dà in pasto ai media e accreditare il proprio lavoro. L' anno scorso per tre partite a fianco della panchina del Napoli ha stazionato un soggetto definito "pericolosissimo", perché la Bindi all' Antimafia non ha fatto nulla, perché nessuno ha denunciato?».

ANDREA AGNELLI 2ANDREA AGNELLI 2

 

Stai eludendo la domanda

«In Italia se emergi ti tagliano la testa. L' unico problema di Andrea Agnelli è di aver fatto troppo bene. Ha fatto rinascere la Juve dopo anni bui, coniugando perfettamente i successi sportivi al guadagno economico e si è affidato a collaboratori capaci come Marotta e Paratici».

 

Però i rapporti con elementi della 'ndrangheta ci sono, e su questi Andrea ha mentito

«La storia della 'ndrangheta è una cazzata. Se leggi e non sai puoi pensare di tutto, anche che il Consiglio di Stato mi abbia radiato, quel che appare spesso non è la verità. Quando ti occupi di calcio ti avvicinano migliaia di persone, magari anche solo per un selfie. Tu non puoi chiedere a tutti di esibire il loro casellario giudiziario».

john elkann andrea agnellijohn elkann andrea agnelli

 

Ma c' è una differenza tra un selfie e la gestione dei biglietti

«Può darsi abbia sottovalutato, di certo non sapeva».

 

C' è un' intercettazione da cui sembra avesse dei sospetti, dice "questi ammazzano", avrebbe dovuto denunciare

«Non è allegata agli atti, al momento è un' intercettazione fantasma. La vicenda finirà con una multa. Se condannano Andrea, devono condannare tutti i presidenti delle società di calcio. Chiunque ha rapporti con le curve e regala biglietti per evitare il peggio. Agnelli certo non conosceva i trascorsi di tutti i suoi interlocutori. Ma ammettiamo anche che li conoscesse superficialmente, la Federazione dovrebbe tutelarlo, anziché lasciarlo esposto».

 

Spiegamela meglio.

ANDREA AGNELLIANDREA AGNELLI

«La Federazione ti vieta di avere rapporti con i tifosi ma ti multa e ti squalifica il campo se questi fanno casino. Però se qualcuno, per evitare le sanzioni, regala biglietti ai tifosi, lo accusa di infrangere le regole. Prendete ad esempio Italia-Albania: avete visto che casino hanno combinato i tifosi? Probabilmente è gente che non aveva i biglietti».

 

Tu come gestivi la situazione?

«Io facevo patti chiari con i tifosi. Stabilivo una modica quantità di biglietti per chi si comportava bene ma guai a chi sgarrava. I tifosi mi conoscevano e sapevano che non si sarebbero potuti permettere colpi di testa. Se la Federazione non vuole che le società abbiano rapporti con i tifosi, mandi lei i suoi funzionari a lavorare con la Digos».

 

Dicono che John Elkann abbia mollato il cugino e punti a prendersi lui la Juve?

«È una situazione molto diversa rispetto a 11 anni fa».

 

Dicono che questa storia, come Calciopoli, parta da Torino: regolamento di conti interno?

andrea agnelli lapo john elkannandrea agnelli lapo john elkann

«Calciopoli ha distrutto il calcio italiano, siamo stati eliminati due volte al primo turno dai Mondiali e in Europa facciamo ridere. Se si riapre il capitolo, finisce il calcio in Italia, non credo convenga a nessuno».

 

Non ci giurerei. Però oltre che per l' intervista un grazie di cuore te lo devo dire

«E perché?».

 

Se non c' eri tu, quando mai la vedevo la Juve in serie B? Neppure con me in panchina. Solo tu potevi fare il miracolo...

«Ah ma allora sei proprio uno str…Ringrazia il tuo amico Guido Rossi piuttosto. L' allora capo della Corte d' Appello, Porceddu, ha detto che loro non avevano tolto gli scudetti alla Juve perché non c' erano elementi sufficienti. Poi arrivò Guido Rossi con quattro amici suoi, di cui uno consigliere dell' Inter, e vi assegnarono lo scudetto».

 

 

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