enzo tortora beppe signori

“MI SONO SENTITO COME ENZO TORTORA” – BEPPE SIGNORI PARLA DELLA SUA ASSOLUZIONE DALL’ACCUSA DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE NELL'AMBITO DELLE SCOMMESSE CLANDESTINE NEL CALCIO: “TORTORA SUBÌ L'ONTA DEL CARCERE, IO DEGLI ARRESTI DOMICILIARI. LA SUA ODISSEA DURÒ 5 ANNI, LA MIA IL DOPPIO: 360 MESI DURANTE I QUALI NON HO VISSUTO E HO VISTO IN FACCIA LA MORTE, NEL 2019, A CAUSA DI UN'EMBOLIA POLMONARE - ERO FRUSTRATO E DEPRESSO, AVVOLTO DALL'IMPOTENZA CHE SI PROVA QUANDO IL PROCESSO MEDIATICO HA GIÀ DECISO CHE SEI COLPEVOLE" 

Leonardo Iannacci per Libero Quotidiano

 

BEPPE SIGNORI 11

Beppe è tornato a sorridere. Quando lo incontravamo per le vie di Bologna, con le spalle ricurve, lo sguardo liquido, il passo lento, non era la freccia che avevamo visto segnare 188 gol in serie A, vincere tre classifiche dei cannonieri e sfiorare il mondiale a Usa '94. Era un'altra persona, piegata da accuse infamanti: associazione a delinquere nell'ambito delle scommesse clandestine nel calcio.

 

Oggi Beppe è un uomo nuovo: assolto perché il fatto non sussiste, scampato a quell'inferno, riabilitato dalla Federcalcio, è tornato a fianco della moglie Tina e dei suoi cinque figli. In questi giorni l'ex bomberissimo di Foggia, Lazio e Bologna (e della Nazionale) sta curando l'uscita della biografia "Fuorigioco" (Sperling&Kupfer) e di un docu-film che andrà in onda su Sky.

 

Beppe, la tua vicenda giudiziaria ci ha ricordato quella di un'altra vittima della malagiustizia: Enzo Tortora. Accusato, rovinato, infine assolto.

«Hai ragione, Tortora subì l'onta del carcere, io degli arresti domiciliari. La sua Odissea durò 5 anni, la mia il doppio: 360 mesi durante i quali non ho vissuto e ho visto in faccia la morte, nel 2019, a causa di un'embolia polmonare».

 

Enzo Tortora

Nel libro, dove i flash-back della vicenda si alternano col racconto della tua carriera, non sono pochi i resoconti processuali relativi all'inferno legale nel quale eri precipitato.

«Sono stato additato per anni come il boss di un'organizzazione internazionale che operava nel mondo delle scommesse. Vi rendete conto? E tutto perché un innocente bigliettino con il risultato di Atalanta-Piacenza, non scritto da me per combinare la partita, è stato scovato dagli inquirenti in casa mia. Nella vicenda di Tortora trovarono il suo nome sul taccuino di un pentito e fu considerata una prova contro di lui. Il parallelismo è pazzesco».

 

Tortora e Signori, assolti entrambi in modo pieno. Cosa aggiungere?

BEPPE SIGNORI 11

«Tra i 134 imputati dell'inchiesta, il sottoscritto è stato l'unico a non essere mai stato interrogato dal giudice, non ho mai capito il motivo. E nelle 80.000 intercettazioni dell'inchiesta il cognome Signori non appare. Ero innocente fino al midollo ma non per chi mi accusava. Devo tutto alla mia avvocatessa, Patrizia Brandi. Un giorno mi consigliò: non ricorreremo alla prescrizione nei processi di Modena e Piacenza, sarebbe una prova provata che cerchi una scappatoia e resterebbero dubbi su di te. Andiamo fino in fondo e avrai l'assoluzione piena. Così è stato».

 

Dieci anni durante i quali non hai potuto urlare la tua rabbia.

BEPPE SIGNORI

«Ero frustrato e depresso, avvolto da quell'impotenza che si prova quando il processo mediatico, silenziandoti, ha già deciso che sei colpevole».

 

Un processo così lungo equivale a un pezzo di vita che se ne va?

«Certamente. Avevo mia moglie Tina accanto ma devo chiedere scusa soprattutto ai miei cinque figli. In quegli anni sono stato egoista, ero in un baratro e ho pensato poco a loro».

 

 

Chi ti è stato vicino?

«I miei vecchi tifosi e molti amici del calcio, da Zoff a Zeman, da Casiraghi a Baggino... Molti, non tutti. Non chiedermi però chi mi ha deluso, quelle persone non esistono più per me».

 

Parliamo di calcio, ti va? Zeman: un genio o...?

«Sportivamente parlando, un genio. Con il 4-3-3 mi ha lanciato a Foggia e nella Lazio. E poi è una persona divertente a telecamere spente».

 

Sacchi, un maniaco del 4-4-2, invece?

«Insieme a Zeman ha cambiato il calcio. Arrigo allenando campioni e costruendo la squadra dalla difesa, Zeman dall'attacco».

BEPPE SIGNORI 33

 

Mondiali 1994: ti rifiuti di giocare la finale con il Brasile, perché?

«Quello resta il grande rimpianto della mia vita sportiva. Ero sfinito, dissi a Sacchi, sbagliando: "Gioco ma da punta, non più da esterno come nelle altre partite". Mi guardò basito. Risultato: ho osservato la sequenza dei penalty dalla panchina. Non ho giocato un minuto e, nella Lazio, ero un rigorista...».

 

Beppe, chi vince lo scudetto quest' anno?

«Milan, farà l'impresa».

 

C'è un altro Signori?

«Considerando che essere mancini è un plus, dico Dybala e Vlahovic».

 

A fine mese l'Italia si gioca l'ultimo jolly nei playoff per i mondiali. Ce la facciamo?

BEPPE SIGNORI

«Io dico di sì. E gli uomini decisivi saranno Immobile e, soprattutto, Berardi».

 

Oggi che uomo sei, Beppe?

«Più vecchio e segnato da quel terribile 1 giugno 2011, giorno in cui i carabinieri vennero a prendermi alla stazione Termini. Mi crollò il mondo addosso. Vorrei allenare, soprattutto in un settore giovanile. Ma una cosa l'ho imparata: perde solo chi si arrende. L'importante è uscire in tempo dal fuorigioco».

BEPPE SIGNORIBEPPE SIGNORI BEPPE SIGNORIBEPPE SIGNORI beppe signoribeppe signoribeppe signoriBEPPE SIGNORI ROBERTO BAGGIOBEPPE SIGNORI

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...