piero sandulli aurelio de laurentiis

“ALIBI PRECOSTITUITO”, “VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI LEALTÀ” - LE MOTIVAZIONI CON CUI IL GIUDICE SANDULLI HA RESPINTO IL RICORSO DEL NAPOLI SONO UN ATTO DI ACCUSA CONTRO DE LAURENTIIS - MASSIMO DIANA, ESPERTO DI DIRITTO SPORTIVO: “UNA SENTENZA CHIARAMENTE PUNITIVA NEL SUCCESSIVO GRADO PUÒ ESSERE RIBALTATA” - PAOLO ZILIANI: “APPARIRÀ CHIARO A TUTTI CHE SANDULLI, PRESIDENTE DELLA CORTE FEDERALE CHE NEL 2006 MANDÒ LA JUVENTUS IN B CON 17 PUNTI DI PENALIZZAZIONE (POI RIDOTTI A 9), PIÙ CHE UN NEMICO FU UN BENEFATTORE”

PAOLO ZILIANI

Dall’account twitter di Paolo Ziliani

Dopo la sentenza della Corte d'Appello (#Sandulli), vergognosa agli occhi del mondo in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo causa pandemia, dovrebbero mandare i Caschi Blu dell'Onu a presidiare gli stadi italiani perchè non entri più un solo giocatore. Per 3 anni.

 

Ora apparirà chiaro a tutti che #Sandulli, presidente della Corte Federale che nel 2006 mandò la #Juventus in B con 17 punti di penalizzazione (poi ridotti a 9), più che un nemico fu un benefattore: a essere generosi la Juve avrebbe dovuto finire in C, a essere giusti radiata.

 

Se pensi che "Il Napoli ha avuto paura di giocare in casa della Juventus" batta "Ruby è la nipote di Mubarak", fai retweet.

 

Al Collegio di Garanzia del Coni, in terzo grado, il #Napoli vedrà accolto il suo ricorso: e anche questa inaudita telenovela passerà agli archivi del sempre più ridicolo calcio italiano.

 

1 - NAPOLI, LA CONDANNA E I VELENI

Bruno Majorano per “il Mattino”

 

PIERO SANDULLI

Il danno, la beffa. La Corte sportiva d' appello ha respinto il ricorso del Napoli contro il 3-0 a tavolino della gara dello scorso 4 ottobre con la Juventus e ha confermato anche il punto di penalizzazione inflitto nel primo grado della giustizia sportiva (lo scorso 14 ottobre) dal giudice Gerardo Mastrandrea agli azzurri.

 

Ma non solo. La sentenza emessa dal giudice Piero Sandulli ha anche mosso delle accuse non del tutto indifferenti ai danni del Napoli. Si parla di «alibi precostituito», di violazione del «principio di lealtà» e di premeditazione. Un insieme di cose che hanno poi portato il Napoli a una dura replica.

 

de laurentiis

«Non condividiamo la sentenza che getta ombre inaccettabili sulla condotta della società». Tutto invariato, come allo scorso 14 ottobre? Nella forma sì, ma nella sostanza è andata anche peggio. A nulla sono servite le memorie difensive presentate dall' avvocato Mattia Grassani, perché la I Sezione della Corte sportiva d'appello presieduta dal giudice Sandulli non ha avuto dubbi circa la sentenza, anzi.

 

LE MOTIVAZIONI

Nel motivare la decisione Sandulli (con il vice presidente Lorenzo Attolico, il relatore Maurizio Borgo e il rappresentante Aia Carlo Bravi) ha ulteriormente screditato la posizione del Napoli e il comportamento del club azzurro nella gestione dei giorni precedenti alla partenza per Torino. Il tutto con una premessa che non può passare inosservata. «Il fine ultimo dell' ordinamento sportivo è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo».

 

PIERO SANDULLI

E poi a seguire la motivazione: «Tale principio non risulta essere stato rispettato, nel caso di specie, dalla società ricorrente, il cui comportamento nei giorni antecedenti quello in cui era prevista la disputa dell'incontro di calcio, risulta teso a precostituirsi un alibi per non giocare quella partita». Accuse evidenti nei confronti del Napoli che avrebbe fatto sì che si venissero a creare dei presupposti tali da convincere l'Asl a disporre lo stop per la squadra in partenza per Torino.

 

«La mancata disputa dell' incontro di calcio Juventus-Napoli - si legge ancora nel dispositivo - non è dipesa da una causa di forza maggiore, come invocato dal Napoli, bensì da una scelta volontaria, se non addirittura preordinata». Da questo punto di vista, quindi, Sandulli elenca anche l'insieme di comportamenti tenuti (e non tenuti) dal Napoli nei giorni precedenti alla partita e che a suo avviso hanno portato al divieto da parte dell'Asl nella giornata di sabato 3 ottobre.

 

de laurentiis agnelli

Come l'inutilità di richiesta di informazioni all'Asl, in virtù dei protocolli vigenti e dei quali dovevano essere già a conoscenza e indicandoli come «volontà della società ricorrente di preordinarsi una giustificazione per non disputare una gara che la società ricorrente aveva già deciso di non giocare».

 

Facendo emergere la mancanza di un impedimento oggettivo per il Napoli di volare a Torino per la partita. «Ciò che emerge è, invece, la preordinata volontà della società ricorrente di non disputare la gara». A questo punto vengono anche chiariti gli elementi come la reiterazione delle richieste di chiarimenti all' Asl, la cancellazione del volo charter ma soprattutto l' annullamento della prenotazione dei tamponi che la squadra avrebbe dovuto effettuare nella giornata della gara.

 

PIERO SANDULLI

Infine, l'ultima stoccata di carattere morale. «I soggetti dell' ordinamento sportivo non sono legittimati a farsi le regole da soli, ma sono tenuti a rispettare quelle fissate dalle Autorità federali competenti. Il comportamento tenuto dalla società ricorrente non risulta rispettoso degli altri consociati, che in situazioni analoghe (ma, in alcuni casi, anche ben più critiche), hanno regolarmente disputato gli incontri».

 

LE REAZIONI

La notizia è arrivata in casa Napoli nel pomeriggio di ieri ed è stata come un fulmine a ciel sereno visto che ancora in mattinata l' avvocato Grassani si era detto fiducioso sull' esito del ricorso. Alla luce della sentenza, però, il Napoli ha replicato con un comunicato molto duro. «La Ssc Napoli prende atto della decisione della Corte sportiva d' appello ed è già al lavoro per preparare il ricorso al Collegio di garanzia dello Sport del Coni.

 

JUVENTUS NAPOLI - ASL DI TORINO

La Ssc Napoli non condivide in toto la sentenza che getta ombre inaccettabili sulla condotta della società trascurando documenti chiarissimi a suo favore e delegittima l' operato delle autorità sanitarie regionali. La Ssc Napoli ha sempre perseguito valori quali la lealtà e il merito sportivo e anche in questo caso intraprenderà tutte le iniziative per rendere giustizia alla propria condotta orientata al rispetto della salute pubblica e per fare in modo che il campo sia l' unico giudice a decidere il risultato di una partita di calcio». Prossimo round entro metà dicembre al Collegio di garanzia del Coni.

 

2 - «UNA SENTENZA CHIARAMENTE PUNITIVA NEL SUCCESSIVO GRADO PUÒ ESSERE RIBALTATA»

Marco Giordano per “il Mattino”

 

«Il Napoli non può far altro che ricorrere al Collegio di garanzia del Coni, è una sentenza punitiva questa emessa dal Corte d' appello della Figc»: sono inequivocabili le parole dell' avvocato Massimo Diana, considerato uno dei massimi esperti di diritto sportivo in Italia.

stadium juve napoli

 

Come si spiega questa sentenza da parte del giudice Sandulli?

«Non ho avuto accesso diretto agli atti, in particolare ai documenti raccolti dalla Procura della Figc. Ma leggo che sono stati sviluppati gli argomenti posti già in primo grado dal giudice della Lega serie A, Gerardo Mastrandrea, additando la società di responsabilità molto pesanti, rispetto alle quali il Napoli non potrà che rispondere ricorrendo al Coni».

 

Non basta avere un documento dell' autorità sanitaria che blocchi la partenza per evitare una sconfitta a tavolino ed un punto di penalizzazione?

«Il conflitto tra i due ordinamenti, quello statale e quello sportivo, resta. Risolvere ed armonizzare questo conflitto non è stato e non sarà assolutamente facile. Ho rischiato di imbattermi in un caso simile, rappresentando il Parma. Perché prima di Udinese-Parma, l'autorità sanitaria parmense non voleva consentire la trasferta, solo con un giro di tamponi last minute e una serie di garanzie siamo riusciti ad evitare un caso simile che, come si vede, diventa di complessa risoluzione. Non ho, d' altronde, motivo dubitare che il Napoli dica la verità: e, se il Napoli non mente, saprà anche reagire nel modo giusto».

 

JUVENTUS NAPOLI - I DOCUMENTI

Quante chance ha il Napoli di ribaltare al Collegio di garanzia del Coni la sentenza della Corte d' Appello della Figc?

«Più volte il Collegio ha sentenziato in maniera difforme dalla Figc, non ha mai avuto paura di scontentare nessuno, seguendo una propria linea giuridica. Quindi, chiunque arrivi a questo grado di giudizio, deve essere certo che non lo fa in modo inutile, anzi.

Detto questo, la difficoltà di immaginare una qualsiasi previsione nasce dall' impossibilità di conoscere la documentazione.

 

Francamente, però, vedo la strada del Napoli molto in salita. È pur vero, però, che il Napoli ha dalla sua la forza del club e di chi lo rappresenta: sono persone che conoscono il diritto e lo sport e che hanno tutte le armi per arrivare nel modo giusto anche davanti al Collegio di garanzia del Coni».

JUVENTUS NAPOLI - I DOCUMENTI

 

 

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