giampiero mughini roberto beccantini

LA VERSIONE DI MUGHINI – DALLE RACCOMANDAZIONI DEL “PARON” ROCCO A PELE' FINO A MODRIC, ROBERTO BECCANTINI IN UN LIBRO CESELLA GESTI, FUORICLASSE E GOL CHE HANNO RESO "IMMORTALE" LA STORIA DEL CALCIO – ROBERTO BAGGIO, "ETERNO CONTRASTO TRA ORDINE E DISORDINE", LA PUNIZIONE DI ZICO “UN PUGNALE TRASFORMATO IN UNA CAREZZA”, IL COLPO DI TACCO DI ROBERTO BETTEGA, L’ASSIST DI MARIO CORSO CHE ERA “PENNELLO NON SCALPELLO”, E IL LANCIO DI ANDREA PIRLO COME LA PUNTA DI UN ICEBERG CHE SCOMPARIVA ALLO SGUARDO PER POI RIEMERGERE…

Giampiero Mughini per Dagospia

 

giampiero mughini

i gesti, i giocatori principe, i gol che hanno reso "immortale" la storia del calcio, quelle partite che d'un tratto si arrovesciavano e cambiavano molto..

 

Ne ha scritto, o forse sarebbe più corretto dire ne ha cesellato, in questo suo libro recentissimo (Giocati da Dio, Hoepli, 2024) Roberto Beccantini, una firma ben nota a chi ama leggere le avventure del pallone e sono tanti in Italia che di quelle avventure hanno saputo scriverne mirabilmente. Da Gianni Brera in poi il giornalismo sportivo italiano è stato piuttosto un comparto della letteratura italiana, a cominciare dal fatto che ha saputo creare un suo gergo irrinunciabile nel raccontare una saga cara a milioni di lettori.

 

C'è chi vede le partire arrampicato sui gradini di uno stadio, ed è una cosa. C'è chi le assapora attingendo alle pagine palpitanti di un Gianni Mura o di un Antonio Ghirelli, di un Vladimiro Caminiti e di un Edmondo Berselli o di un Gianni Clerici, ed è un'altra cosa, non meno affascinante della prima.

 

andrea pirlo

 Ai tempi in cui avevo vent'anni e "ll Giorno" era il quotidiano più moderno che si pubblicasse in Italia, le prime pagine su cui mi precipitavo ogni giorno con dita rese umide dall'emozione erano le sue pagine sportive. Nel presentare "Repubblica", il suo nascituro quotidiano che avrebbe cambiato il volto del giornalismo italiano, Eugenio Scalfari annunciò che il suo giornale non avrebbe avuto pagine dedicate allo sport.

 

Ci mise poco ad accertarsi dell'assurdità suicida della cosa e a sganciare somme ciclopiche pur di avere nella sua squadra Gianni Brera, il re del giornalismo sportivo italiano. Ve lo immaginate quello strutturatissimo quotidiano cui oggi mancassero le pagine sportive, beninteso non del solo calcio? Ve lo immaginate oggi un quotidiano che non avesse pagine dedicate a Jannik Sinner all'indomani delle sue regali vittorie?

 

roberto beccantini

Da quarant'anni Beccantini il calcio lo segue passo dopo passo, partita importante dopo partita importante, torneo mondiale uno dopo l'altro. Allenatori e calciatori li conosce a puntino, è sceso negli spogliatoi dopo qualcuna di quelle partite leggendarie, s'è trovato faccia a faccia il Giampiero Boniperti che aveva saputo costruire una Juventus pressoché imbattibile e il Gigi Riva che in quel momento era il miglior goleador del mondo.

 

Sa tutto delle biografie di tanti di quei fuoriclasse, le volte che sembrava impossibile che la mettessero dentro come invece poi facevano, e le volte che fallivano un bersaglio che sembrava a portata di mano. Ha conversato a lungo con i più noti e creativi fra gli allenatori italiani, e siccome nel calcio quel che conta è il risultato, su tutte ricorda le raccomandazioni che paròn Rocco faceva a chi volesse costruire una squadra la più efficiente possibile, la più destinata alla vittoria: avere un portiere che parasse tutto, un difensore che fosse "un assassino", a mezzocampo un genio, in attacco un mona che la mette dentro tutte le volte che può, e infine sette "asini" che corrono avanti e indietro lungo il campo.

ROBERTO BECCANTINI

 

Una partita di calcio è come un tempio disposto su un colonnato. Colonne che Beccantini esamina scrupolosamente una dopo l'altra. Innanzitutto i giocatori che hanno fatto la storia di questo sport, Schiaffino come Maradona e Modric, e poi i paradigmi di questo sport, il tiro, l'arte del cross, il "lancio", il colpo di testa, la rovesciata, il tiro di punizione, l'assist. Ed ecco che Beccantini ti cesella le vette toccate in campo da ciascuno di questi paradigmi, ciascuno di per sé esaltante. L'assist di Mario Corso era pennello, non scalpello.

 

luka modric

L'assist di Pelé era una lezione. Roberto Baggio ha rappresentato l'eterno contrasto tra ordine e disordine tanto che Michel Platini lo definì un "nove e mezzo, un giocatore che in parte era una mezzala, in parte un centravanti. Il cross di Angelo Domenghini era una scialuppa che trasformava un naufrago in un ammiraglio. La punizione di Zico era un pugnale trasformato in una carezza. Il colpo di tacco di Roberto Bettega di cui si servì per duettare con Pietro Anastasi illuminò San Siro in un memorabile 4-1 che la Juve impartì ai milanisti in casa loro. Il lancio di Andrea Pirlo era la punta di un iceberg che scompariva allo sguardo per poi riemergere. Ve l'avevo detto che Beccantini non scrive, cesella.

il gol di luka modric italia croaziaroberto baggio pep guardiolazicopasquale bruno roberto baggioitalia brasile zico gentilegiampiero mughini

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…