lotito

QUI LOTITO E QUI LO NEGO – “IL TEMPO” SCODELLA LA VERA TELEFONATA DEL PRESIDENTE DELLA LAZIO CHE CHIEDE A VITTORIO PAVONCELLO DELLA COMUNITA’ EBRAICA DI INCONTRARE IL RABBINO O IL VICE RABBINO – QUANDO APPRENDE CHE LE PERSONALITÀ DELLA COMUNITÀ EBRAICA SONO ALL'ESTERO O NON DISPONIBILI, LOTITO SBOTTA: "MA SE NON C' È NESSUNO CHE VADO A FARE DAVANTI ALLA SINAGOGA, UNA SCENEGGIATA?" – LEGGETE COSA SI SONO DETTI

Luigi Salomone per il Tempo

lotito

 

Sono 48 ore che non si parla d' altro. Ovvero dello stralcio di una telefonata di Claudio Lotito (definita da tutti choc, vergognosa, indecente) carpita sull' aereo Milano -Roma non si sa bene da chi e poi pubblicata su giornali e social.

 

La frase incriminata con la voce di Lotito è la seguente: «Andiamo a fare la sceneggiata», come a dire che il presidente della Lazio - per mettere una pezza alla storia degli adesivi di Anna Frank nella curva romanista - s' era inventato una passerella in sinagoga ad uso esclusivo di cameraman e fotografi. Da qui la decisione, questa sì choc, di alcune persone di prendere la corona di fiori portata dalla Lazio al ghetto e buttarla nel Tevere in segno di disprezzo.

 

LOTITO ALLA SINAGOGA

Su Lotito si è scatenato il finimondo anche grazie al tam tam mediatico e allo stesso presidente che non ha chiarito pubblicamente ciò che oggi Il Tempo è in grado di rivelare. E cioè gli esatti contenuti di quella e di altre telefonate intercorse fra Lotito e Vittorio Pavoncello, riferimento dello Sport per la comunità ebraica nonché presidente del Maccabi Roma. Proprio così: nella telefonata choc Lotito non parlava con un conoscente o un capo tifoso ma proprio con Pavoncello e non era nemmeno la prima volta nel corso della giornata poiché entrambi cercavano qualcuno della comunità che presenziasse all' evento richiesto da Lotito.

 

Il frenetico giro di telefonate ha riguardato anche Arturo Diaconale e Stefano De Martino responsabili dell' ufficio stampa biancoceleste. Col trascorrere delle ore, montando la polemica sugli adesivi, Lotito insisteva a più riprese per incontrare una delegazione ebraica così da mandare pubblicamente un segnale di scuse e al contempo di pacificazione.

 

Ma più passavano i minuti e meno rassicurazioni arrivavano dai vari interlocutori contattati (su tutti, Daniel Funaro, consiglio direttivo della comunità ebraica).

 

Accanto a Lotito viaggiava il deputato Pd Dario Ginefra, che confermerà di non aver sentito alcuna telefonata di quel tenore, salvo poi fare parziale retromarcia una volta appresa l' esistenza dell' audio incriminato. Sono momenti frenetici. Passa altro tempo.

clemente mimun

 

La tensione sale. Anche Clemente Mimum, laziale verace, si lamenta al telefono con Lotito che dà segni evidenti di nervosismo perché vuole mandare un segnale ma tutto sembra remargli contro fino a quando non gli arriva la telefonata di Pavoncello - passato attraverso ponte -radio che gli suggerisce di chiudere questa storia andando con la squadra al ghetto e portando un mazzo di fiori in sinagoga. Contestualmente, Pavoncello invita Lotito a dire a De Martino di contattare i vertici della comunità per organizzare un incontro. Ma non si trova nessuno. Così Lotito ha contatti con un certo Adams, poi telefona personalmente a Funaro che gli ribadisce l' impossibilità di avere e personalità richieste.

lotito

 

Diaconale prova con la presidente della comunità, Ruth Dureghello: niente da fare. E allora ecco un altro giro frenetico di telefonate compresa l' ultima, quella con Pavoncello che richiama Lotito, il quale risponde come tutti sanno venendo intercettato a sua insaputa da un passeggero seduto lì vicino.

 

PAVONCELLO

Un ascolto veloce e approssimativo dell' audio di Lotito, condito dai successivi commenti al vetriolo di giornalisti e politici, effettivamente porta a pensare male del presidente della Lazio. Ma stando a quanto ricostruito da Il Tempo e dall' ufficio legale di Lotito, pronto a una raffica di querele, l' audio incriminato (estrapolato dal contesto) in realtà andrebbe interpretato al conta rio. E cioè quando Pavoncello conferma per l' ennesima volta a Lotito che le personalità della comunità ebraica sono all' estero o non disponibili, ecco Lotito sbottare: ma se non c' è nessuno che vado a fare, una sceneggiata? Frase ripetuta più volte in più telefonate.

 

Fonti molto vicine alla società confermano a Il Tempo che Pavoncello avrebbe suggerito a Lotito di andare lo stesso a posare la corona perché comunque, alla fine, qualcuno si sarebbe fatto vedere. Lotito avrebbe detto sì, poi però ci avrebbe ripensato. E nel richiedere invano ulteriori rassicurazioni è finito per scontrarsi con la richiesta, velata, di rinunciare alla posa dei fiori. «Aho, se non viene nessuno annulla tutto». Lotito trasecola.

 

LOTITO

Ormai la macchina organizzativa è in movimento, Peruzzi ha contattato i giocatori Wallace e Felipe Anderson, le polemiche sono alle stelle, la società è sotto attacco e vuole reagire coi fatti. Il presidente si rivolge ancora a Pavoncello, che gli spiega il viaggio in America del Rabbino e del vice Rabbino, si lamenta di questo clamoroso diniego (chiaramente la portata mediatica del gesto di portare la Lazio davanti alla Sinagoga sarebbe stata molto ridimensionata) ed ecco il termine «sceneggiata» che tanto fa discutere ma ha solo un significato: senza nessun membro della Comunità, presentarsi davanti alla Sinagoga sarebbe servito a poco anche per dare un ulteriore segnale, rispetto agli atti già compiuti nel passato, per i tifosi più estremisti della Lazio. Lo dice Pavoncello, lo usa Lotito.

CLAUDIO LOTITO

 

Ieri un ulteriore colloquio telefonico chiarificatore fra Lotito e Pavoncello. Ecco spiegato perché il presidente della Lazio, richiesto di un atto di penitenza, si è ben guardato dal chiedere scusa.

 

dario ginefra laura ravetto

BUTTATI SULLE RIVE DEL TEVERE I FIORI DI LOTITO ALLA SINAGOGAGETTATI NEL TEVERE I FIORI PORTATI DA LOTITO ALLA SINAGOGA

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI...

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")