MA QUALE PECCATO DEVE ESPIARE ALONSO, COSTRETTO A GUIDARE UN CATORCIO CHE CADE A PEZZI COME L’ASTON MARTIN? – IL PILOTA SPAGNOLO 44ENNE, ALLA VIGILIA DEL GP DI SHANGHAI, PARLA DELLA MACCHINA COL VOLANTE CHE VIBRA (NEANCHE “LA BIANCHINA” DI FANTOZZI), GLI SPECCHIETTI E LE LUCI POSTERIORI CHE SI STACCANO: “SIAMO A CORTO DI PEZZI. E’ UN INIZIO ACCIDENTATO MA NON MI SPAVENTA. QUELLO CHE POSSO FARE NEL TEAM È LAVORARE PIÙ DURAMENTE, CERCARE DI AIUTARE HONDA IL PIÙ POSSIBILE. SPERO CHE…”
Giusto Ferronato per gazzetta.it - Estratti
Pochi giorni separano Melbourne da Shanghai. Non abbastanza per cambiare lo stato delle cose in casa Aston Martin. Fernando Alonso lo sa e non ci gira intorno: "La situazione non è cambiata nei quattro o cinque giorni trascorsi da Melbourne, quindi sarà un altro weekend difficile, cercando di capire il più possibile l'auto e, eventualmente, limitare i giri in un paio di sessioni perché siamo a corto di pezzi".
Una frase che suona come una diagnosi, non come una resa. Perché nel modo in cui lo spagnolo descrive il momento difficile di quello che era uno dei team più attesi all’inizio della stagione, c'è l’amara lucidità di uno dei più esperti veterani della serie.
Che sperava in altro, dopo tutti gli investimenti di Lawrence Stroll, incluso l’ingaggio di Adrian Newey. Il GP d'Australia ha raccontato una storia difficile da interpretare con ottimismo: affidabilità precaria, giri limitati, pezzi contati. Al 44enne di Oviedo è toccato il ruolo più ingrato, quello di chi deve tenere il morale alto in un box che galleggia nell'incertezza.
Alonso non si è tirato indietro, ma ha usato un'immagine che ha reso l'idea meglio di qualsiasi dato tecnico: "Anche ora qui con Esteban e Pierre (Ocon e Gasly, con lui in conferenza stampa; n.d.r.), loro non erano ottimizzati per l'Australia e apparentemente è stato lo stesso per tutti, e sono forse dieci volte avanti a noi. Se loro hanno completato 1.000 giri dai test di Barcellona, noi ne abbiamo completati forse 100, quindi siamo nove o dieci volte indietro. Se loro non sono ancora perfettamente ottimizzati, immaginate noi".
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lonso però ha parlato di approccio costruttivo, testa bassa e tanto lavoro: “Quello che posso fare nel team è lavorare più duramente, cercare di aiutare Honda il più possibile, allocando alcune delle risorse che Aston Martin ha nel motore, nella power unit, nei problemi di vibrazione, nei problemi di erogazione. Ora siamo in un mondo diverso in Formula 1 con tutti i dati disponibili, tutti i GPS, le analisi che possiamo avere dagli altri team, e possiamo allocare quelle risorse per far sì che Honda si concentri su una cosa mentre noi li aiutiamo in altre aree della power unit. Siamo un'unica squadra. È un inizio accidentato, ma spero che non duri troppo a lungo. Non sarà però una soluzione immediata".
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