coppa d’africa

MAL DI COPPA D’AFRICA - PSICOSI EBOLA: DOPO IL MAROCCO (ESCLUSO DAL TORNEO) ANCHE SUDAFRICA, EGITTO E GHANA SI RIFIUTANO DI OSPITARE LA COPPA - I VESCOVI IN CAMPO: “RINVIAMO” - MA ANGOLA, NIGERIA E GABON SI CANDIDANO AD ORGANIZZARE LA MANIFESTAZIONE

Francesco Saverio Intorcia per “la Repubblica”

 

Coppa d’AfricaCoppa d’Africa

Se la Coppa d’Africa non andrà in Marocco, il Marocco non andrà in Coppa d’Africa. Vendetta, tremenda vendetta, quella consumata ieri dalla Caf, che ha escluso i Leoni dell’Atlante dalla competizione. È la prima sanzione per il rifiuto di ospitare il torneo: terrorizzato da Ebola e dal rischio contagio, il governo di Rabat aveva chiesto più volte l’annullamento o il rinvio della coppa di sei mesi o un anno, senza successo. Poi, lunedì, ha definitivamente chiuso le porte. E non è certamente una decisione isolata.

 

A due mesi dal calcio d’inizio del 17 gennaio, l’edizione numero 30 della Coppa d’Africa non ha ancora una casa, clamorosamente. Non la vuole nessuno, o quasi. Eppure la Caf ha confermato torneo e date: non vuole arrendersi neppure a un saggio slittamento. La Coppa s’ha da fare, a ogni costo: oggi è attesa la decisione. L’ultima ipotesi, sul tavolo dell’Esecutivo riunito da ieri al Cairo, prevede il coinvolgimento di più paesi organizzatori, fino a quattro. Angola, Gabon e Nigeria sarebbero già interessati.

 

AFRICA EBOLAAFRICA EBOLA

O, almeno, dei sette paesi consultati nelle ultime settimane per avere una carta di riserva, sono quelli che non hanno ancora detto un chiaro “no”. E sono anche i più attrezzati: l’Angola è stato paese ospitante nel 2010, il Gabon nel 2012 (con la Guinea Equatoriale).

 

La Nigeria si era candidata più volte negli ultimi anni, ha appena inaugurato lo stadio di Uyo (Akwa Ibom International, 30mila posti), è campione uscente e le farebbe comodo un posto di diritto nella fase finale, visto che fin qui sta soffrendo nelle qualificazioni e rischia di non farcela. Di contro, la concomitanza con le elezioni politiche di febbraio è un ostacolo rilevante.

 

Nel resto del continente rotola la paura. Che il pallone si faccia vettore del contagio. Che ogni gol suggerisca pericolosi abbracci. Che ogni partita diventi un focolaio, mescolando bandiere e genti. L’11 ottobre, il ministro dello sport del Marocco aveva inviato una dura lettera all’Esecutivo: «Bisogna evitare assembramenti di persone dei paesi colpiti dal virus». E in fondo Ebola, che ha già fatto 5mila vittime in Africa occidentale, è già a contatto con la Coppa nelle qualificazioni.

COPPA AFRICA IN MAROCCOCOPPA AFRICA IN MAROCCO

 

I paesi in emergenza sanitaria sono Guinea, Sierra Leone e Liberia (altri 14 sono considerati potenzialmente a rischio dall’OMS). La Guinea gioca le gare interne proprio a Casablanca: dopo Togo e Ghana, il 19 novembre sfiderà l’Uganda. In Sierra Leone nessuno vuole andarci: campi invertiti, perciò, contro Congo, Camerun e Costa d’Avorio. E al nazionale John Kamara, dopo il match di ottobre contro i camerunesi, il suo club, il Pas Lamia, ha detto: «Resta lì per un po’, non tornare in Grecia».

 

La Liberia è uscita al primo turno. Con due partite ancora da disputare, solo la Guinea è in corsa, alla Sierra Leone non basterebbe un miracolo. Nel 2013 gli spettatori furono 734mila in Si giocò in Sudafrica, altra edizione maledetta: l’organizzazione spettava alla Libia, lo scoppio della guerra civile del 2011 dopo la caduta del regime di Gheddafi costrinse la Caf a dirottare la coppa nel Paese più attrezzato.

 

Abituato al ruolo di riserva (già nel ‘96 sostituì il Kenya, in quel caso per ragioni economiche), il Sudafrica avrebbe una nuova occasione per riempire le grandi cattedrali del Mondiale 2010, inusitatamente gigantesche, solitamente deserte. Stavolta ha rifiutato, il 17 ottobre: altro termometro della psicosi. Sondati più o meno in segreto dalla Caf, si sono tirati indietro anche Egitto, Sudan e infine il Ghana.

 

ebola africaebola africa

Mahama Ayariga, ministro dello sport di Accra, dopo una prima apertura, è stato tremendamente chiaro con la Caf: «Ci spiace, non siamo nella posizione di farcela». Persino i vescovi ghanesi si sono schierati: «Spostare la data della coppa è l’unica soluzione, a parte le preoccupazioni sanitarie non riusciremmo a organizzare logistica e infrastrutture ». Appelli caduti nel vuoto.

 

GERVINHOGERVINHO

Il sorteggio della fase finale era previsto il 26 novembre a Rabat: andrà riprogrammato. Rabat e Marrakesh — sedi desginate dell’African Cup con Tangeri e Agadir — ospiteranno regolarmente il Mondiale per club Fifa, dal 10 al 20 dicembre. Quanto alla Coppa d’Africa, l’esclusione di Benatia e compagni non è l’unica pena. «Il Comitato organizzatore — spiega la Caf — può successivamente applicare le sanzioni necessarie in seguito al mancato rispetto delle clausole contrattuali da parte della Federazione reale marocchina».

 

Il torneo ha un ricco main sponsor di telecomunicazioni (di qui il nome mutato in Orange African Cup), partner internazionali come la Nissan, diritti tv già venduti (Eurosport per l’Europa, Francia esclusa), un giro d’affari da decine di milioni. Per la stampa algerina, pungente, il Marocco avrebbe rinunciato per problemi economici e per non fare brutta figura, con una nazionale all’88° posto del ranking Fifa. Tutt’altra paura, questa, francamente risibile.

Ultimi Dagoreport

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?