CALCIO DOTTO - LA PULCE SBROCCA IL SUO DIO INTERIORE, STRAMAZZANDO L’IRAN AL 91 - MERAVIGLIOSO! MA A RIPENSARCI BENE: MARADONA SEI TU L’UNICO. IL SOLO

Giancarlo Dotto per Dagospia

 

C’era Maradona in tribuna allacciato alla sua pupa e non c’era Messi in campo. Senza far nulla, dietro l’occhiale extrasize nero, Diego era un mascherone che dominava la scena. Magnifico e fermo come una vacca sacra. Torvo come solo certe divinità annoiate.

messi e neymar messi e neymar

 

maradona giuliano maradona giuliano

Sotto di lui, schiacciato da quello sguardo, Messi balbettava, più pulce che mai, regrediva nella culla del calcio, dando ragione a tutti quelli che definiscono blasfemo il confronto e torto marcio a quelli, incluso me, che farneticavano di un Messi oltre Maradona.

 

Messi dove sei? Dove sei finito? Basta un octopus iraniano per inghiottirti? Invasi dalla delusione, cercavamo Maradona lassù, quando, forse percependo l’intollerabile ferita degli amanti traditi, la Pulce sbroccava il suo dio interiore, stramazzando l’octopus. Meraviglioso! Ma a ripensarci bene e riguardando il mascherone lassù, cambio idea: Maradona sei tu l’unico. Il solo. 

 

2. MAGIA DI MESSI, ARGENTINA AGLI OTTAVI

La Stampa.it

PAPA FRANCESCO BERGOGLIO CON LEO MESSI IN VATICANOPAPA FRANCESCO BERGOGLIO CON LEO MESSI IN VATICANO

 

Una magia di Messi al 91’ regala all’Argentina la vittoria per 1-0 sull’Iran allo stadio «Mineirao» di Belo Horizonte, prima gara della seconda giornata del girone F. La Seleccion sale a quota 6 punti ed è matematicamente agli ottavi, dopo una partita inaspettatamente complicata per i sudamericani, che si sono trovati di fronte un Iran compatto e capace più volte nelle ripartenze di mettere paura a Romero.  

 

Maradona fu chiamato ad allenare il figlio di Gheddafi Maradona fu chiamato ad allenare il figlio di Gheddafi

Chissà cosa avrà pensato Diego Maradona. L’ex Pibe de Oro era sugli spalti del «Mineirao» di Belo Horizonte per assistere alla partita fra la sua Argentina e l’Iran. Una gara che ormai sembrava avviata verso un clamoroso 0-0. Sembrava. Perché la maglia numero 10 che fu di Diego, qualora ci fossero dubbi, ha trovato un degno erede. Fin lì abulico, quasi da prendere a schiaffi, Lionel Messi si inventa al 91’ una magia che infrange il sogno iraniano e spedisce la Seleccion agli ottavi.

 

Il fuoriclasse del Barcellona, quando tutto ormai appariva perduto, prende palla al limite e spedisce un sinistro sotto l’incrocio sul quale il povero Haghighi non può fare nulla. Game, set, match. E zittiti tutti quelli che, nonostante fosse stato già decisivo con la Bosnia, lo hanno riempito di critiche, accusandolo di fare la formazione al posto di Sabella, monopolizzando lo spogliatoio della Seleccion. Ma se questi sono i risultati...  

BACI TRA CALCIATORI MARADONA CANIGGIA BACI TRA CALCIATORI MARADONA CANIGGIA

 

LEO MESSI POSA PER DOLCE E GABBANA FOTO LAPRESSE LEO MESSI POSA PER DOLCE E GABBANA FOTO LAPRESSE

La perla di Messi non nasconde però i limiti di una squadra che non riesce ancora a esprimere tutto il suo talento. Passata dal 5-3-2 al 4-3-3 più gradito ai giocatori, con l’inserimento di Higuain nel tridente e Gago in mezzo al campo con Mascherano e Di Maria, l’Argentina continua a non convincere e la sconfitta è senz’altro immeritata per un Iran tenace, bravo a imbavagliare la qualità superiore degli avversari.

 

Queiroz vince la sua personale partita a scacchi col ct argentino, imbastendo una squadra compatta, con Timotian e Nekounam a far legno in mezzo al campo e i vari Dejagah, Shojaei e Haji Safi ad accorciare in difesa, lasciando di fatto Ghoochannejad a lottare da solo con la difesa argentina. Una tattica che paga fino al 91’. 

 

MARADONA BACIA ANCORA MARADONA BACIA ANCORA MARADONA DE LAURENTIIS MARADONA DE LAURENTIIS

Perché per la squadra di Sabella non è facile trovare lo spazio giusto e non è un caso che, soprattutto nei primi minuti, si affidi agli spunti individuali, con un Di Maria oggi particolarmente ispirato. Haghighi capisce da subito che lo attende una giornata complicata, per esempio al 13’ quando esce tempestivamente su Higuain dopo una splendida intuizione di Gago. La Seleccion va sì a fiammate, ma possiede giocatori dalla tecnica così sopraffina che quando combinano fra loro è da alzarsi in piedi e applaudire.

 

Come quando il Pipita, in un fazzoletto, riceve palla in area e l’appoggia per Aguero il cui destro costringe il portiere iraniano a smanacciare in angolo. E Messi? Il primo squillo arriva solo su punizione al 33’, per il resto il fuoriclasse del Barcellona si vede poco. Il bunker iraniano, insomma, regge al meglio e alla fine gli unici pericoli arrivano su calcio piazzato, con le incornate di Garay prima e Fernandez poi che non inquadrano la porta.  

MARADONA E COLIN FARRELL SI BACIANO IN BOCCA MARADONA E COLIN FARRELL SI BACIANO IN BOCCA

 

LEO MESSI POSA PER DOLCE E GABBANA FOTO LAPRESSE LEO MESSI POSA PER DOLCE E GABBANA FOTO LAPRESSE

Anche nella ripresa la musica non cambia, anche se col passare dei minuti la stanchezza inizia a farsi sentire e l’Iran prende coraggio. Tocca così a Romero salvare la baracca, facendosi trovare pronto sull’inzuccata di Ghoochannejad e poi deviando in angolo, con un gran colpo di reni, la deviazione di Dejagah, bravo ad anticipare Zabaleta.

MARADONA IN ARGENTINA INGHILTERRA MARADONA IN ARGENTINA INGHILTERRA

 

Fra gli argentini serpeggia quasi la paura. Sabella butta dentro Palacio e Lavezzi per Higuain e Aguero per un ultimo quarto d’ora all’arma bianca ma l’attacco dell’Albiceleste, pur acquistando in vivacità, resta intrappolato nella fitta rete iraniana, con Ghoochannejad in contropiede di nuovo vicino al gol. Queiroz si frega le mani, sta già assaporando l’impresa. Poi, però, arriva Messi.  

 

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?