QUANDO L’ARTE FA IMPAZZIRE! GLI ATTI VANDALICI HANNO COLPITO DA LEONARDO DA VINCI A AI WEIWEI - C’E’ CHI LE OPERE LE SQUARCIA, CHI LE COPRE DI VERNICE E CHI CI PISCIA SU (E QUESTI PRODI SONO QUASI TUTTI ARTISTI FALLITI)

da www.dailybeast.com

Domenica scorsa un tale Maximo Caminero è entrato al Perez Art Museum di Miami e ha volontariamente distrutto un vaso del valore di 1 milione di dollari dell'artista e dissidente cinese Ai Weiwei. Il vaso distrutto faceva parte di una serie di 16 vasi antichissimi, di oltre 2.000 anni fa, risalenti alla dinastia Ming, poi dipinti dall'artista cinese. Caminero dice di averlo fatto per protestare contro il museo che esponeva solo opere di artisti internazionali. Lo ha fatto in rappresentanza degli artisti locali che non hanno la stessa visibilità.

Non è il primo caso. Nel 1999 due artisti cinesi si intrufolarono in un gruppo di visitatori giapponesi alla Tate Britain, dove era esposta l'opera "My Bed" di Tracey Emin, ovvero il letto della sua camera così com'era durante il suo periodo di depressione, con tanto di profilattici, bottiglie vuote e lenzuola usate. I due intrusi si sono spogliati, hanno preso i cuscini e hanno cominciato a tirarseli, saltando sul letto. Nel 2013 l'opera è stata venduta per quasi 800.000 dollari.

Gli stessi due artisti cinesi tornarono alla Tate nel 2000 e se la presero con la "'Fontana", opera provocatoria di Marcel Duchamp, il quale voleva dimostrare che un comune urinatoio poteva diventare arte semplicemente mettendolo in un altro contesto e dandogli un nuovo nome: fontana, appunto. I due cinesi tentarono di riportare l'oggetto alla sua funzione originale, ci pisciarono su per un minuto, ma non riuscirono a rovinarlo.

La" Venere allo specchio" di Diego Velasquez, databile al 1648, era conservata alla National Gallery di Londra, e rappresentava un nudo femminile condannato dalla chiesa. La suffragetta Mary Richardson la squarciò con sette colpi nel 1913, per rivendicare i diritti delle donne. Disse: «La giustizia è un elemento di bellezza tanto quanto il colore su una tela».

A volte gli artisti falliti si riscattano dando il loro contributo nelle opere di chi è invece riuscito. E' il caso di Mark Bridger, che entrò in galleria, si avvicinò all'opera di Damien Hirst intitolata "Fuori dal gregge" e versò sulla pecora-icona una boccetta di inchiostro nero. L'opera fu poi restaurata, ma Hirst pubblicò la foto della pecora nera sul suo libro.

"The Holy Virgin Mary"di Chris Ofili fu esposta nel 1999 al Brooklyn Museum of Art. Rappresentava la Vergine Maria come una Madonna nera circondata, invece che dai putti, da genitali. La cosa non fu gradita dal 72enne Dennis Heiner che coprì la tela di vernice bianca.

L'artista israeliano Dror Feiler titolò l'opera esposta nel 2004 al National Antiquities Museum di Stoccolma "Biancaneve e la Follia della Verità", ovvero la foto di una kamikaze palestinese e sorridente che veleggiava su una vasca di sangue. Hanadi Jaradat, in risposta all'uccisione di suo fratello, aveva davvero fatto saltare in aria un ristorante, uccidendo 21 persone. Quando Zvi Mazel, ambasciatore israeliano a Stoccolma, si trovò davanti l'installazione, staccò tutti i fili delle lampade che la illuminavano e gettò il faro nell'acqua, definendola "una mostruosità".

"La Gioconda" di Leonardo da Vinci è di certo la persona più famosa nel mondo dell'arte e anche la più abusata, poiché è stata rubata, graffiata e sfigurata. Nel 1956 un visitatore la inzuppò di acido, lo stesso anno un altro le tirò un sasso, nel 1974 una giapponese le spruzzò vernice rossa protestando per la mancanza di strutture per disabili al Tokyo National Museum.

 

 

Venere allo specchio di Velasquez I vasi di Ai Weiwei esposti al Museo Biancaneve e la Follia della Verit di Feiler Fontana di Marcel Duchamp Fuori dal gregge di Damien Hirst

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