marco pantani tour de france 1998

PANTANI, CI MANCHI – QUANDO "IL PIRATA" ASSALTÒ E CONQUISTÒ PARIGI: IL 2 AGOSTO 1998 PANTANI VINSE IL TOUR DE FRANCE DOPO ESSERSI AGGIUDICATO IL GIRO – IL DS BEPPE MARTINELLI, REGISTA DELLA DOPPIETTA: “MARCO NON AVREBBE VOLUTO CORRERE QUEL TOUR. POI CI FU L’IMPROVVISA MORTE DI LUCIANO PEZZI, PRESIDENTE E TEAM-MANAGER DI ‘MERCATONE UNO’. ALLORA RIUSCIMMO A TOCCARE LE CORDE GIUSTE. NON SI ERA ALLENATO PER 2 SETTIMANE. PARTIMMO PER VINCERE DUE-TRE TAPPE MA POI…” – VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Pier Augusto Stagi per “il Giornale”

 

marco pantani - vittoria al tour de france 1998

Quel giorno non ebbe bisogno di lanciare via la bandana e nemmeno gli occhiali l’orecchino o il brillantino che portava al naso, gli fu sufficiente indossare la maglia gialla e alzare il bracco destro, che in quella circostanza glielo sollevò al cielo nientemeno che Felice Gimondi, l’ultimo italiano a vincere il Tour, trentatré anni prima di lui.

 

Correva l’anno 1998 e soprattutto correva Marco Pantani, che per l’occasione si era presentato con tanto di pizzetto e baffi gialli d’ordinanza fatti dall’amico parrucchiere Alberto Mancusi per salire sul grandino più alto del podio dei Campi Elisi […]

beppe martinelli - marco pantani - tour de france 1998

 

Era il 2 agosto di venticinque anni fa, dopo aver vinto quasi due mesi prima il Giro d’Italia, il fuoriclasse di Cesenatico unì alla rosa il giallo della Grande Boucle.

 

Sono passati venticinque anni da quel giorno luminescente e radioso, ma il ricordo di quell’estate calda e stordente ci è restata nel cuore nitida e intensa come non mai. «Ricordo tutto alla perfezione: non potrebbe essere diversamente – ci racconta Beppe Martinelli, che di quella Mercatone Uno era il direttore sportivo -.

 

 

marco pantani - tour de france 1998

Marco ha scritto pagine memorabili di questo sport e io posso solo dire di avere avuto la fortuna d’incontrarlo sulla mia strada. Ricordo come se fosse ieri l’antefatto di quella avventura che nemmeno doveva esserci. Difatti dopo il successo sulle strade del Giro, Marco non avrebbe voluto correre quel Tour. Poi ci fu l’improvvisa morte di Luciano Pezzi, presidente e team -manager di quella Mercatone Uno e allora riuscimmo a toccare le corde giuste di Marco che a Luciano era legatissimo. Di lui aveva un autentico rispetto, diciamo piuttosto una venerazione: quando Pezzi parlava, Marco ascoltava rapito.

 

marco pantani - tour de france 1998

Pezzi era convinto che Marco fosse l’unico in grado di poter riportare in Italia il Tour e lo sosteneva uno che aveva guidato un giovanissimo Felice Gimondi in maglia gialla fino a Parigi come direttore sportivo di quella fantastica Salvarani. Partimmo con l’intenzione di vincere una o due tappe di montagna e, francamente, nessuno di noi aveva il minimo pensiero rivolto alla maglia gialla.

 

L’unico, forse, era Marco che come di consueto dovevi convincerlo a fare una cosa, ma una volta che lo avevi rimesso in sella con il numero sulla schiena, lui riacquistava immediatamente lo spirito agonistico e ingaggiava la sfida con il mondo: lui contro tutti. Era un corridore fantastico, che sapeva fare cose uniche […]».

 

 

marco pantani - tour de france 1998

L’inizio, però, non fu dei più semplici. Un avvio in salita, nonostante la strada fosse assolutamente pianeggiante. «Fu così, perché dopo il Giro Marco aveva staccato. Per dodici giorni non toccò la bicicletta: dal circuito di Bologna post Giro a quella telefonata di Marco nella quale mi dice... “ma io non ho la bicicletta”, passarono appunto quasi due settimane, nelle quali Marco fece di tutto fuorché pedalare. Era il 24 giugno, per Marco il discorso era chiuso: c’era da andare solo al mare.

 

Poi il 26 mancò Pezzi e lo convincemmo e partimmo alla volta del Tour, destinazione Dublino. Male in Irlanda (169° a 48” da Boardman, ndr), male nella crono di Correze, nella quale pagò a Ullrich 4 minuti, anche se io lo considerai un successo. Su quelle distanze (58 km, ndr) Marco avrebbe dovuto prenderne quasi il doppio e fu in quel momento che compresi che non eravamo lì per fare i turisti, ma la cosa che più contava è che lo capì lui».

marco pantani - vittoria al tour de france 1998

 

Difatti, arriva la vittoria di tappa a Plateau de Beille e, cinque giorni dopo, il volo leggendario sul Galibier che lo portò a Les Deux Alpes e lo proiettarono in cima al Tour in maglia gialla.

 

«Sapevamo che Ullrich era vulnerabile sotto l’aspetto emotivo. Se fossimo riusciti ad isolarlo, sarebbe andato nel panico, come poi successe. Marco era forte, sia di gambe che di testa, in quelle situazioni si esaltava, non c’era bisogno di dirgli nulla, se non accompagnarlo verso il trionfo. Marco fece qualcosa di pazzesco, un volo di rara bellezza, che ancora oggi vivo nei miei pensieri come una delle fiabe più belle vissute nella mia vita».

marco pantani - vittoria al tour de france 1998 marco pantani tappa del galibier al tour del 1998marco pantani tappa del galibier al tour del 1998marco pantani tappa del galibier al tour del 1998marco pantani tappa del galibier al tour del 1998felice gimondi marco pantani - tour de france 1998

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