mourinho

QUANTO E’ PARACULO MOURINHO? DOPO AVER VINTO 2 CHAMPIONS E 1 EUROPA LEAGUE, LO "SPECIAL" PER FOMENTARE UN AMBIENTE GIA’ IN EBOLLIZIONE LA SPARA GROSSA: “QUELLA DI TIRANA SARÀ LA FINALE PIÙ IMPORTANTE DELLA MIA CARRIERA. PRIMA PERÒ C’È IL TORINO" – SMALLING E ZANIOLO IN DUBBIO PER LA FINALE, MKHITARYAN QUASI OUT – L’INDICAZIONE A PINTO PER IL MERCATO: “CON UN QUAGLIARELLA AVREMMO SEGNATO CONTRO IL VENEZIA” (TRADOTTO: MOU VUOLE GIOCATORI ESPERTI, BASTA SCOMMESSE)

Chiara Zucchelli per gazzetta.it

 

roma venezia mourinho

 “Questa finale, per me, sarà la più importante. Perché devo ancora giocarla e magari vincerla. Prima, però, c’è il Torino. E io sento troppa euforia”. José Mourinho, prima a Sky e poi in conferenza, alla giornata media organizzata dalla Uefa a Trigoria, parla della partita che tutti aspettano a Roma: la finale di Conference contro il Feyenoord.

 

Si gioca tra una settimana, prima però, venerdì, ci sarà il Torino in trasferta per conquistare, in campionato, l’Europa del prossimo anno: “Per me giocare una finale - dice Mourinho - è sempre importante. Arriveremo giocando 15 partite, un impegno che in campionato abbiamo pagato, per questo vogliamo vincere. Abbiamo iniziato ad agosto, abbiamo viaggiato tanto, giocando partite difficili, specialmente in trasferta.

jose mourinho foto cavaliere gmt050

 

Giocare in Europa e poi in campionato, quasi sempre contro squadre che si preparavano in una settimana, significa pagare in punti. Guardando la classifica rivedo subito le partite di giovedì e gli errori arbitrali. Dovevamo essere già quinti e con tanti punti di vantaggio, invece tra errori degli arbitri, del Var, nostri e miei ora non è così. Ma, ripeto, non pensiamo alla Conference. A me pesa anche star qui con voi a questo Uefa media day”.

 

In tutto questo discorso c’è Josè Mourinho che, sembra allenare, oltre che la squadra, anche tutto l’ambiente. Soprattutto quando dice: “All’Inter, nel 2010, prima della finale di Champions sapevamo che c’era la partita decisiva per lo scudetto e abbiamo pensato solo a quella. Qui no e per me non è facile far capire la mentalità: si parla solo della finale con il Feyenoord. Ma prima c’è il Torino”.

 

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DUBBI —   Sui singoli Mourinho dice che Smalling non sta bene, Mkhitaryan neanche, idem Zaniolo e Karsdorp: questi ultimi due possono recuperare per Torino e Tirana, l’inglese per la coppa anche, Micki ha poche possibilità. “Abbiamo due finali da giocare - ammette Mourinho - e ipoteticamente si possono perdere tutte e due e finire fuori dalle coppe.

 

Lo so che esiste il rischio, lo sanno i giocatori, non è una situazione facile da gestire. Io sono capace di pensare solo a venerdì, infatti non sono contento di stare qui oggi a parlare, non sono contento di fare un allenamento che tale non è stato, perché era aperto, sono stato seduto in panchina a vedere quando finiva, perché l’allenamento è stato fake per voi, non sono contento di questo ma è una realtà. Dobbiamo mettere tutto su venerdì perché se vinciamo andiamo in Europa League”.

 

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SENZA RIMPIANTI —   Sulla stagione che sta per terminare Mou non se la sente di fare un bilancio, ma se la sente di parlare di lui e di Ancelotti, i due “vecchietti” che qualcuno aveva dato troppo presto per finiti: “Carlo aveva un problema: se alleni l’Everton non puoi vincere la Champions. Il problema nei miei confronti era che la gente pensava che alcune mie avventure fossero per vincere, ma non lo erano. Quando hai una storia vincente, ciclica in questo senso, si possono dire queste cose.

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Ma non mi sono mai preoccupato di queste cose, non penso alle diverse generazioni di allenatori, ma alle qualità che non hanno niente a che vedere con l’età. Ci sono giocatori bravissimi a 20 anni e a 40, il gol che bellissimo che ha fatto Quagliarella a 40 anni, mi piacerebbe che lo facessero i miei giovani di 20 anni, con un Quagliarella probabilmente avremmo segnato contro il Venezia. Non c’è età, c’è qualità, c’è passione, quando questa passione non c’è sei finito.

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Per quanto mi riguarda, se qualcuno pensa che debba smettere ora, dovrà invece aspettare tanto”. Anche perché Mourinho si vede a Roma almeno per i prossimi due anni: “Sto bene qui e si vede, dopo questi tre anni penserò al progetto. Non ora”. Ora, per lui, esiste solo il Torino. E poi, solo poi, il Feyenoord.

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