UNA RIVOLUZIONE “REAL”! LA SVOLTA DI FLORENTINO PEREZ: VIA IL GIOCHISTA XABI ALONSO DOPO IL KO CON IL BARCELLONA, IL NUOVO ALLENATORE DEL REAL MADRID E’ ALVARO ARBELOA, UN PRETORIANO DI JOSE’ MOURINHO CHE GUIDAVA LA SQUADRA GIOVANILE DEI "BLANCOS" - LE LITI E LE PROVOCAZIONI DA GIOCATORE, LE CROCIATE ANTI-BARCELLONA (E ANTI INDIPENDENTISMO CATALANO) E GLI STUDI IN GIORNALISMO...
Alessandro Ruta per corriere.it - Estratti
È lui infatti l'uomo a cui il Real Madrid ha affidato la sua panchina dopo il licenziamento, mascherato in realtà da accordo consensuale, di Xabi Alonso.
Fine dell'esperienza «giochista» dei blancos, se così si può dire. Sono stati sette mesi difficili e un po' strani, in cui il Real ha pensato di stravolgere in parte il suo passato di club conservatore provando un salto nel vuoto ponderato, visto che comunque Xabi Alonso era stato sia giocatore che allenatore della squadra giovanile.
Scoperto da Benitez, diventò fedelissimo di Mourinho
Il presidente Fiorentino Perez dopo il ko in Supercoppa di Spagna contro il Barcellona ha optato per il ribaltone, chiamando un fedelissimo: Alvaro Arbeloa, appunto. Un personaggio che in Spagna in più di un'occasione ha fatto parlare di sé, non sempre a livello sportivo. Nato a Salamanca, ma cresciuto a Saragozza, Alvaro (l'accento va sulla prima A) è stato un onesto terzino destro. Più difensivo che offensivo, la sua carriera sportiva è esplosa al Lverpool, curiosamente, quando l'allenatore Rafa Benitez aveva riempito la rosa dei Reds di connazionali spagnoli. Arbeloa era l'intoccabile terzino destro, appunto, di una squadra piena di giocatori tecnici suoi conterranei.
Da lì, nel 2009, il passaggio al Real Madrid, club con cui aveva esordito giovanissimo tra i professionisti. Nella sua seconda esperienza con i blancos Arbeloa sarebbe diventato soprattutto un pretoriano di José Mourinho. In un'epoca in cui la tensione tra il Real e il Barcellona era ai massimi e le provocazioni reciproche all'ordine del giorno, con risse in campo, Alvaro era uno di quelli su cui l'allenatore puntava maggiormente, e non solo in campo.
Campione con la Spagna
In uno spogliatoio dove c'erano molti che per motivi anche diplomatici, di buon vicinato con l'altro grande club spagnolo, non volevano appiccare il fuoco, Arbeloa spingeva in senso contrario, fomentato da un Mourinho che era allo spasimo nella sua battaglia culturale con il nemico storico Guardiola. Buon vicinato anche per via degli equilibri da tenere in nazionale, dove Alvaro ha coinciso con l'epoca d'oro della Spagna campione di tutto, vincendo da riserva due Europei e il Mondiale in Sudafrica, tra 2008 e 2012. Titolare Sergio Ramos, in quel gruppo che sotto la stessa bandiera dimenticava le beghe private e politiche personali (catalani, baschi e Real Madrid, di fatto).
La provocazione anti-catalana alla maratona
Dopo aver smesso con il calcio giocato Arbeloa è rimasto in orbita Real Madrid, naturalmente, dove fino all'altroieri era l'allenatore del Castilla, la squadra giovanile dei blancos. Qui ha lanciato tra gli altri l'attaccante Gonzalo, a bersaglio anche in Supercoppa. Da tempo di lui si parlava come del primo della lista in caso di esonero dell'allenatore del Real «dei grandi», molto più di Raul, che pure del club era stato davvero una bandiera da giocatore e che stava cercando anche lui di farsi strada con le giovanili.
Stando ai beninformati Arbeloa è davvero uno dei protetti di Florentino Perez, presidente del Real che negli ultimi mesi ha acceso diverse polemiche un po' con il mondo intero, dal solito Barcellona, alla Uefa agli arbitri.
E a proposito di Barcellona, la vera ossessione del Madrid, Alvaro nel 2017 si rese protagonista di un episodio che in Catalogna hanno eufemisticamente ritenuto poco simpatico o comunque provocatorio. Partecipando a una mezza maratona l'ex terzino indossò, lui disse per casualità, il pettorale 155. Un numero che in sé significa il giusto, ma che in Spagna corrisponde all’articolo della costituzione che si impugna, per farla breve, quando una regione o comunità autonoma decide di staccarsi dallo Stato centrale.
Nel 2017 la Spagna vide la Catalogna concludere il suo processo indipendentista con il famoso referendum dell’1 ottobre, durato pochissimo in realtà proprio per l'applicazione dell'articolo 155. Inutile specificare da che parte stesse Arbeloa, che nel frattempo ha anche concluso gli studi per diventare giornalista. (...)





